Pinacoteca Giovanni AgnelliPinacoteca Giovanni Agnelli

Riassunto

RUBRICA: LE RECENSIONI CULTURALI ACCESSIBILI DI ENRICA MARCENARO
Tra Matisse, Balla e Canova, la Pista 500 e il dialogo con l’arte contemporanea, la Pinacoteca Agnelli continua a essere uno dei luoghi più sorprendenti di Torino. E quest’anno, attraverso WE ARE OPEN!, ha mostrato anche un modo diverso di immaginare l’accessibilità culturale.

RUBRICA: LE RECENSIONI CULTURALI ACCESSIBILI DI ENRICA MARCENARO

Tra Matisse, Balla e Canova, la Pista 500 e il dialogo con l’arte contemporanea, la Pinacoteca Agnelli continua a essere uno dei luoghi più sorprendenti di Torino. E quest’anno, attraversoWE ARE OPEN!, ha mostrato anche un modo diverso di immaginare l’accessibilità culturale.

La Pinacoteca Agnelli, il museo che sorprende ancora
La Pinacoteca Agnelli, il museo che sorprende ancora

TORINO.C’è qualcosa di profondamente inatteso nellaPinacoteca Agnelli. Forse perché la si raggiunge attraversando il Lingotto – simbolo della Torino industriale – e poi, quasi senza accorgersene, ci si ritrova sospesi sopra la città, dentro uno spazio che sembra costruito per rallentare lo sguardo. Una grande pista sopra i tetti, nata per collaudare automobili e oggi trasformata in un luogo d’incontro tra arte e natura, memoria industriale e nuovi immaginari.

La visita vale il viaggio già per la collezione permanente. Qui convivono, senza attrito, la leggerezza cromatica di Henri Matisse, la tensione dinamica di Giacomo Balla, il rigore di Picasso, la grazia misurata del gesto di Canova, insieme a opere di Renoir, Manet, Modigliani e Tiepolo. Non una raccolta monumentale nel numero, ma sorprendente per qualità e intensità. Un museo che non schiaccia il visitatore sotto il peso dell’accumulo, ma concede il lusso raro della sosta: fermarsi davanti a un’opera, lasciarle tempo, permetterle di sedimentare

E poi c’è il fuori.

LaPista 500, l’antico circuito di collaudo Fiat trasformato in giardino pensile e spazio di arte contemporanea, è probabilmente una delle esperienze museali più riuscite della città. Le installazioni disseminate lungo il percorso modificano il rapporto con il panorama urbano: è qui che il museo smette di essere soltanto un interno e diventa paesaggio, attraversamento, dialogo aperto con Torino.

Il consiglio è semplice: andarci senza fretta. Qui si può. Camminare con il proprio ritmo. Fermarsi sulle panchine, osservare il cielo che cambia sopra la città, lasciarsi sorprendere da un luogo che sembra chiedere al visitatore non soltanto di guardare, ma di abitare lo spazio.

Ed è forse proprio nei dettagli meno appariscenti che la Pinacoteca Agnelli rivela una delle sue qualità più interessanti: la disponibilità all’ascolto. Non soltanto attraverso i percorsi e gli strumenti di mediazione, ma anche grazie a un personale attento, presente, capace di accogliere e accompagnare il visitatore. Un’accoglienza mai invadente, ma disponibile al dialogo, soprattutto quando c’è bisogno di orientarsi meglio, comprendere un’opera o trovare un proprio ritmo di visita. In un tempo in cui molti musei rischiano di assomigliare a luoghi da attraversare velocemente, qui resta invece la sensazione di una relazione possibile. E anche questa, in fondo, è accessibilità.

È dentro questo contesto che, quest’anno, si è conclusa la seconda edizione di WE ARE OPEN! – progetto educativo sull’accessibilità culturale e museale promosso da Pinacoteca Agnelli in collaborazione con Fondazione Agnelli e altri partner, rivolto agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori torinesi.

L’evento conclusivo si è svolto proprio tra la Pinacoteca e la Pista 500, coinvolgendo oltre 150 ragazze e ragazzi in workshop, visite e attività collettive, accolti dalla direttrice della Pinacoteca Sarah Cosulich e dal direttore della Fondazione Agnelli Andrea Gavosto.

Ma l’aspetto più interessante del progetto emerge lontano dai numeri. Durante l’anno scolastico, gli studenti degli IIS Giolitti, Liceo Berti e Liceo Gioberti hanno lavorato sul tema dell’inclusione nei luoghi della cultura, contribuendo – tra le altre cose – alla realizzazione di un video in Lingua dei Segni Italiana (LIS) dedicato ad alcune opere della collezione permanente. Un progetto che non ha trasformato i giovani in spettatori di un dibattito sull’accessibilità, ma in protagonisti di un processo di co-progettazione.

E forse è proprio qui cheWE ARE OPEN!riesce nel suo intento più autentico: spostare il tema dell’accessibilità fuori dal linguaggio delle buone intenzioni per riportarlo dentro l’esperienza concreta del museo.

In questo senso, il coinvolgimento di Anna Di Domizio e del gruppo ParLIS, insieme al contributo di AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla e Marco Andriano, non appare come un semplice partenariato formale, ma come parte sostanziale del progetto. AISM, in particolare, contribuisce a riportare il tema dell’accessibilità alla sua dimensione più reale: non una concessione, ma una condizione necessaria perché ciascuno possa sentirsi parte dell’esperienza culturale.

C’è quasi una musicalità nel modo in cui questa esperienza si intreccia con il museo stesso. La Pinacoteca Agnelli, con i suoi ritmi lenti, il continuo passaggio tra interno ed esterno, le pause davanti alle opere, sembra ricordare che l’accoglienza non coincide con l’uniformità. Funziona piuttosto come una composizione: sensibilità diverse che trovano spazio senza perdere la propria voce.

E forse è questa l’impressione che resta uscendo dal Lingotto: che la Pinacoteca Agnelli sia un museo da visitare non soltanto per ciò che custodisce, ma per il modo in cui prova – sempre di più – a mettere le persone nella condizione di sentirsi non semplici visitatori, ma parte del racconto.

Da sapere prima di andare

Prenotazione:consigliata, soprattutto nei weekend e in occasione di progetti speciali o attività educative.

Costo:verificare tariffe aggiornate, riduzioni e gratuità sul sito ufficiale.

Durata visita:almeno90 minuti, includendo Pinacoteca e percorso esterno dellaPista 500.

Come arrivare: Pinacoteca Agnelli – Lingotto, Torino
Metro M1 Lingotto, pochi minuti a piedi. Disponibili parcheggi e stalli riservati alle persone con disabilità.

Accessibilità:percorso accessibile anche a persone con mobilità ridotta; disponibili strumenti e mediazioni per una fruizione ampliata degli spazi.

Guide e supporti:visite guidate e attività educative disponibili.

Sito ufficiale:https://www.pinacoteca-agnelli.it/

 

Scritto da

DiEnrica Marcenaro

Enrica Marcenaro, sono una giornalista e una persona con disabilità. Mi occupo da tempo di scrittura e comunicazione, e il tema che più mi sta a cuore è soprattutto quello del turismo accessibile: raccontare, informare, segnalare luoghi e percorsi che possano essere realmente fruibili da tutte e tutti. Credo che l’accessibilità, oltre a essere un diritto, sia anche una questione culturale, che passa attraverso le storie, l’informazione e la condivisione di esperienze dirette.

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