Progetto “IOgioco”: una pista per giocare a biglie in carrozzina

Progetto “IOgioco”: una pista per giocare a biglie in carrozzina

2 Agosto 2014 0 Di Redazione di italiAccessibile

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Deborah Ballarò, architetto ligure ideatrice del Progetto “IOgioco”, nell’àmbito del quale sono state anche installate due piste per giocare a biglie in carrozzina a Finale Ligure e ad Albenga

Debalbenga-iogioco-italiaccessibileorah Ballarò nasce a Genova nel 1970, dove consegue la laurea in Architettura. nel 1997 si trasferisce nella Riviera di Ponente ed attualmente vive a Calice Ligure (SV). Tre anni fa il padre si è ammalato di una rara malattia autoimmune che, in brevissimo tempo, lo ha portato alla paralisi ed a una vita di grandi sofferenze, e ciò ha radicalmente cambiato la sua esistenza.  Essendo poi madre di due figli, e frequentando quindi i parchi giochi, si è spesso resa conto della loro più totale inacessibilità. “A volte si trovano alcuni giochi per disabili, ma sono solo per disabili…” e da lì l’idea! Creare giochi dove tutti i bambini, sia disabili che normodotati, possano giocare insieme.

La filosofia IOgioco è quella della condivisione totale del momento gioco, visto come una delle esperienze di crescita più importanti della vita di ognuno di noi. La pista delle biglie è un grande classico dei ragazzini che trascorrono le vacanze al mare. L’idea nasce proprio dalla constatazione che uno dei giochi in assoluto più praticati dai bambini che trascorrono le vacanze al mare è di fatto negato ai diversamente abili. Allora perché non alzare la pista e renderla accessibile a tutti?

 Il gioco è costituito da moduli realizzati in cemento ad elevate prestazioni meccaniche ed estetiche, mentre i supporti sono costituiti da acciaio inossidabile. La pista è adatta non solo per giocare con le biglie, ma anche con le macchinine, sia radiocomandate che a spinta.

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Il gioco è entrato in produzione da pochissimo. La prima postazione è stata collocata sul lungomare di Finale Ligure, in una zona della passeggiata molto strategica per quanto riguarda l’accessibilità. Una seconda postazione si trova ad Albenga, nella nuova Piazza E. Tortora, priva anch’essa di barriere architettoniche. queste due prime esperienze sono state rese possibili, la prima grazie al Comune di Finale Ligure chesi è mostrato immediatamente sensibile all’argomento e la seconda all’associazione “Fieui di Caruggi” di Albenga che ha finanziato l’acquisto della pista, donandola alla città. 

(Articolo di ItaliAccessibile da stralci dell’intervista all’Arch. Deborah Ballarò su corriereal.info )

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