Pepitosa blog di Valentina Tomirotti – Partner ItaliAccessibile

Pepitosa blog di Valentina Tomirotti – Partner ItaliAccessibile

22 Febbraio 2016 0 Di Redazione di italiAccessibile

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Pepitosa Blog nasce da una idea di Valentina Tomirotti, persona con disabilità motoria, un blog multitasking, un contenitore etereogeneo dove sono presenti tanti argomenti da quelli più patinati sulla moda e stile ad editoriali spiccati su temi di natura sociale. Pubblicato nel 2012 come blog aziendale ufficiale del marchio di bijoux Pepitosa®, viene accantonato fino a settembre 2013, dove riacquista nuova linfa diventando a tutti gli effetti un blog personale.

Valentina Tomirotti - Pepitosa blog

Valentina Tomirotti – Pepitosa Blog

Valentina Tomirotti, classe 1982, giornalista freelance, esperta in comunicazione e socialmedia, si definisce “cittadina del mondo, nella mia vita, essenzialmente scrivo e alleno la mia passione per la moda. Coltivo la speranza di poter cambiare qualcosa nel mondo glitterato delle copertine: attraverso il mio blog spero di sdoganare il mito della perfezione estetica secondo dogmi direi ormai obsoleti e impolverati. Ho un modo di scrivere a getto e irriverente, moderno e molto particolareggiato, come se dipingessi le situazioni”.

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Ultimamente, porta avanti insieme a Micaela Zuliani (fotografa di Portrait de Femme), il “Progetto Boudoir disability”, che nasce per alimentare un dialogo costruttivo su un argomento che in Italia è ancora tabù: associare il termine sensuale a chi non rispecchia certi canoni che la società impone.

Infatti, Valentina, ha scelto di essere fotografata in lingerie e in camera da letto come un “inno sia alla sensualità che alla sessualità”, perchè in una intervista pubblicata su ItaliAccessibile ci spiega che “l’essere sensuale si può esprimere anche attraverso un modo di posare. Non è l’ambientazione a definire l’intento. Usciamo dai cliché, oltre alle immagini c’è un progetto di anti-discriminazione, basta etichette preconfezionate: ognuna di noi può piacere proprio perché diversa e può scegliere come mostrarlo o farlo capire. Non siamo qui ad etichettare”.

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