Le “mie” spiagge (accessibili) del cuore in Puglia di Maria Stella Falco

Le “mie” spiagge (accessibili) del cuore in Puglia di Maria Stella Falco

2 Agosto 2015 0 Di Maria Stella Falco

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Torre Pali (Le) – Maria Stella Falco

Quest’anno, secondo quando emerge dall’indagine realizzata da SWG, nell’ambito della seconda ricerca sulla notorietà e sull’attrattività turistica, la mia regione (Puglia) è tra le mete turistiche più scelte dai turisti italiani e stranieri (tedeschi, francesi e svizzeri). Io non amo tanto le statistiche! Son sicura che ogni pugliese può parlar bene della sua regione, per due versanti affacciata sul mare.

A proposito della mia regione, ed in particolare del Salento, in quest’articolo vi indicherò alcune località marine – sia del versante jonico che di quello adriatico – e dunque alcune spiagge – accessibili, in virtù dell’implementazione di iniziative a favore dell’accessibilità “al mare”.

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Prima, però, accennerò brevemente ad alcune iniziative intraprese in Puglia, ispirate alla “filosofia dell’accessibilità” e a sostegno della domanda – sempre crescente – di un’utenza portatrice di bisogni reali, che dimostrano la reale spinta verso l’auspicata crescita culturale ed etica del territorio Rimanderò ad alcuni link di approfondimento, per snellire questo articolo.

“Salento per tutti” è una nuova sezione tematica – attiva dal 3 luglio al 5 settembre – del progetto di promozione turistica “Città aperte” con cui l’Azienda di Promozione Turistica di Lecce e l’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia hanno inteso rispondere alle esigenze di quanti – bambini, giovani, adulti – non hanno sufficiente autonomia per assaporare tutti i piccoli e grandi piaceri di una vacanza” o le cui condizioni di salute li costringono a sottoporsi continuamente a cure mediche salvavita. Grazie a “Spiagge per tutti”, che segue le direttive in materia di accessibilità balneare contenute nell’ordinanza balneare 2012 della Regione Puglia – prima Regione italiana ad emanare un provvedimento del genere, visto che in precedenza tali provvedimenti erano stati emanati solo da qualche comune – , sono disponibili le sedie “JOB”: impermeabili, sicure e fruibili gratuitamente. Consentono ai disabili motori di stare a galla in acqua in modo agevole e in autonomia e di muoversi sulla sabbia senza bisogno di passerelle. È prevista la presenza di operatori specializzati, appositamente formati e coordinati dall’Associazione SFIDA, secondo un piano che prevede, nelle spiagge libere, orari differenziati e postazioni sparse su tutto il litorale salentino (http://www.viaggiareinpuglia.it/allegati/Eventi/salento_per_tutti__1279277414850.pdf).

Nella provincia di Lecce, inoltre, nel 2010 è stato presentato un progetto per rendere il Salento sempre più accessibile. “NoBarrier” (New objective: tourism without barrier) sarà presto una realtà e potrà contare su un contributo di 91.740 euro per una serie di azioni mirate, fra le quali, la creazione di spiagge attrezzate per i disabili e l’identificazione di adeguati standard di accoglienza (http://www.provincia.ba.it/home_page/struttura_e_organizzazione/00004302_PROGETTO_no_barrier.html ).

Tra i tanti approfondimenti possibili sulla materia, ho selezionato per voi questi: http://www.muoversinsieme.it/magazine/diritti-doveri/spiaggia-accessibile-ma-battigia-vietata-cosa-dice-la-legge-e-come-tutelare-il-proprio-diritto-al-bagno-in-mare-senza-pagare/; file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Documenti/Downloads/AccessibilitaSpiagge%20(1).pdf

Dicevo che in questo articolo avrei indicato le mie “spiagge del cuore” e così continuerò a fare, soprattutto ripercorrendo con la mente le mie estati, i luoghi marittimi più belli, dove ho vissuto, o che ho visitato; dove ho potuto accedere, fare il bagno e stare in spiaggia agevolmente.

Ho trascorso le estati della mia infanzia a Marina Serra di Tricase (Lecce), una bellissima e “incontaminata” località marittima situata sulla costa adriatica nota, oltre che per essere incastonata in un’insenatura naturale, per il suo mare trasparente e per essere considerata una località “silenziosa” che restituisce l’armonia necessaria per riscoprire se stessi, per la sua “salubrità dell’aria”, per citare un’ode di Giuseppe Parini. I miei genitori comprarono casa lì proprio per quest’ultimo motivo, perché io e i miei fratelli, come capita spesso a tanti bambini piccoli, avevamo qualche problema respiratorio che, magicamente, l’estate migliorava notevolmente.

Durante la mia infanzia, dunque, ho potuto accedere al “mare grande” grazie all’aiuto dei miei parenti e amici, che mi aiutavano a scendere attraverso delle scale sotto l’alta scogliera -: questo succedeva, di solito, ogni domenica. Durante la settimana facevo il bagno, attività ludica e necessaria per me che, certamente, avevo qualche difficoltà motoria in più rispetto ad ora – le qualità terapeutiche dell’acqua sono note fin dall’antichità ed è fondamentale che questo elemento essenziale per la vita, nonché patrimonio inestimabile dell’umanità sia condiviso con tutti – dopo aver sceso un po’ di scale accompagnata, nella bellissima piscina scavata nella roccia negli anni Sessanta, collegata al mare – da cui attinge l’acqua cristallina – attraverso gli archi della “Grotta Matrona”. La spiaggia adiacente la piscina presentava e presenta,, dal lato verso l’imbocco al “mare grande attraverso la “Grotta Matrona”, degli scogli più bassi mentre, da un altro accesso, presentava e presenta una zona “spianata”.

Vicino a Marina Serra, si trova Andranno. Per informarsi dello stato dell’accessibilità di questa località, che per la verità ho frequentato poco per la balneazione, suggerisco di leggere articolo, comparso qualche mese fa proprio su Italiaccessibile, reperibile al link: https://www.italiaccessibile.it/un-piano-di-sviluppo-volto-al-turismo-accessibile-nel-salento/ .

Da quando sono diventata grande, io e la mia famiglia abbiamo deciso di cominciare a frequentare alcune spiagge sabbiose – sulla costa jonica e adriatica – in modo che io, pur continuando ad essere accompagnata in spiaggia – a cui si accede tramite una passerella posizionata sulla sabbia – e in mare, potessi fare il bagno con più autonomia e potendo contare su una maggiore sicurezza. Man mano che si cresce si ha maggiore consapevolezza di ogni cosa, compresi rischi e pericoli a cui può esporre il mare ma, in ogni caso, tali rischi e pericoli, vanno valutati e superati in sicurezza. A tal proposito, segnalo come molto accessibili la spiagge libere e gli stabilimenti di Torre Pali e Lido Marini, località marittime di Salve (Lecce) che frequento abitualmente da qualche anno; sul versante adriatico, segnalo come molto accessibili le spiaggia libere e gli stabilimenti balneari di Torre San Giovanni (Marina di Ugento). Ovviamente oltre all’accesso in spiaggia, in tutti questi casi, segnalo come accessibile l’accesso al mare. Una volta in mare, divento più autonoma grazie alla minore forza di gravità che mi consente persino di camminare (dico sempre che sarei dovuta nascere pesce!!!! e grazie al fatto che uso una particolare cintura “salvagente”, simile a quelle che si utilizzano in piscina durante le sedute di idrokinesi terapia, che mi consente di mantenermi meglio e di più a galla!!

Per due anni, in particolare nell’estate 2009, durante un periodo particolare della mia vita, insieme alla mia famiglia trascorsi qualche giorno presso il “Residence Solaris” di Torre dell’Orso, località che si trova lungo la costa – lunga 15 km – di Melendugno (tra l’altro, continuando questo itinerario, si raggiunge pure San Foca, dove quest’anno è stato inaugurato il primo accesso al mare per chi ha malattie neuromuscolari (di cui vi parlerò di più nei prossimi articoli, per ora consultate http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/tutti-al-mare-a-san-foca-no837237 ).

Presso “Residence Solaris” di Torre dell’Orso frequentai sia la piscina interna, artificiale, sia la spiaggia libera, sabbiosa, a 10 km dalla struttura ricettiva – su cui si possono avere maggiori informazioni consultando il sito http://www.residencesolaris.com/residencesolaris/Home_Page.html. Di quella bruttissima estate ho anche questo bellissimo ricordo.

L’estate scorsa io e la mia famiglia, per “staccare” per qualche giorno dalla solita routine, abbiamo trascorso un week end lungo tra Ostini, Alberobello e Castellaneta. La costa di Ostini si stende per 17 km: quel sabato mattina andammo anche a mare, presso la spiaggia libera in località “Rosa Marina” (in zona sono presenti pure numerosi stabilimenti accessibili (http://www.ostuniaruotalibera.it/). Come tante altre giornate passate in spiaggia, quel giorno è rimasto nel mio cuore.

Questo articolo non ha voluto essere una panoramica completa di tutte le spiagge libere e gli stabilimenti accessibili presenti in Puglia, ma solo una panoramica delle spiagge “del mio cuore”, in ogni caso, spero che le indicazioni presenti siano ugualmente utili a molti di voi. Ho intenzione, nei prossimi articoli, di ritornare sull’argomento, per darvi altre informazioni utili.

Buona Estate!

Maria Stella Falco

Maria Stella Falco
Collaboratrice/Autrice Volontaria
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