Io Maria Stella vi spiego come organizzo le mie vacanze accessibili

Io Maria Stella vi spiego come organizzo le mie vacanze accessibili

8 Luglio 2015 0 Di Redazione di italiAccessibile

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di Maria Stella Falco

Ho cominciato a interessarmi dell’argomento che tratterò qualche anno fa: nella vita di ognuno di noi arriva un momento in cui la persona comincia a prendere in mano la propria vita, ed anche, quindi, ad aver voglia di viaggiare, di visitare luoghi storicamente e culturalmente rinomati. In realtà, fin da piccola, anche perché ho seguito vari “metodi di riabilitazione” in varie località, ho viaggiato in Italia e all’estero. Dell’organizzazione dei viaggi, ovviamente, si interessavano i miei!

Maria Stella Falco

Maria Stella Falco

Da qualche anno, invece, organizzo le mie “trasferte” nella Penisola sempre da sola! Ciò non vuol dire che viaggio sola (ma arriverà anche quel momento, perché esistono varie possibilità che consentono anche, con le dovute accortezze e grazie a servizi dedicati, di spostarsi in autonomia). Vuol dire che, prima di partire insieme alla mia famiglia, verso determinati posti che decidiamo di visitare, effettuo ricerche specifiche – prevalentemente tramite web – per valutare se ci siano e quali siano, le soluzioni migliori per poter visitare agevolmente i luoghi.

Finora ho sempre trovato la soluzione migliore! Le esperienze che ho vissuto sono state molto positive, ed è anche per questo che voglio aiutare gli altri disabili a visitare bei posti.

Continuo, ora, a descrivere come organizzo i miei viaggi. Dopo le prime ricerche telematiche, contatto personalmente, informandomi e prenotando, servizi specifici – offerti, gratuitamente o a un prezzo moderato, da Consorzi o altri tipi di “organizzazioni” che favoriscono l’accessibilità ai disabili e ai loro famigliari e/o amici. In tali contesti operano, in loco, collaborando con chi gestisce le visite guidate nelle varie strutture pubbliche e/o private, persone umanamente e professionalmente disponibili a garantire un’ottima qualità dell’esperienza.

Recentemente ho scoperto che il blog “Italiaccessibile”, con l’Associazione “L’Ancora”, sta sviluppando il Progetto “Viaggiare Disabili” che si propone di selezionare, su tutto il territorio nazionale, le strutture ricettive accessibili a tutti. Le strutture che decidono di entrare nel catalogo (consultabile online all’indirizzo web http://catalogo.viaggiaredisabili.com/ e presto consultabile anche tramite una app per smartphone ) vengono visitate da soci disabili per testare il loro effettivo grado di accessibilità; inoltre, il personale delle strutture viene invitato a seguire un corso per promuovere la qualità dell’accoglienza e dell’accessibilità a favore del turista disabile. In Puglia, la mia regione di appartenenza, le strutture che attualmente fanno parte del Catalogo “Strutture accessibili” sono sei, ma grazie all’apertura dei Circoli Viaggiare Disabili Puglia e Murge (http://apugliaforall.altervista.org/),   ci si augura che diventino sempre di più!

Dal canto loro, gli Enti Locali, invece, implementano l’accessibilità urbana, degli edifici e dei trasporti pubblici, pianificando azioni di verifica e di promozione delle proposte turistiche per tutti.
L’informazione sull’accessibilità deve essere positiva – deve, cioè, evitare l’uso di termini discriminanti; deve essere dettagliata e garantita; inoltre, ogni informazione va diffusa, attraverso tutti i canali informativi e promozionali del mondo turistico, in formati fruibili per tutti.

Sintetizzando qualche cenno teorico in materia di accessibilità e descrivendo come agisco quando devo organizzare una vacanza accessibile, ho chiarito, per certi versi, le indicazioni in merito all’argomento scritte nel “Manifesto per la promozione del turismo accessibile” . Tale documento, voluto dal Governo, risale al 2009 ed è il primo atto ufficiale della “Commissione per la promozione e il sostegno del turismo accessibile” – a chiunque si trovi, per motivi di salute o personali, in una situazione particolare – istituita dall’allora Ministro Brambilla.

Se, a livello governativo è chiaro che si deve ancora promuovere la qualità dell’accoglienza per tutti e incentivare un cambiamento culturale che generi profondi cambiamenti e/o miglioramenti organizzativi e gestionali, non solo strutturali e infrastrutturali, è pur vero che, in questo senso, si sta agendo sempre meglio.

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