ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: I 3 aspetti da garantire nelle campo di applicazione “privato”

ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: I 3 aspetti da garantire nelle campo di applicazione “privato”

12 Aprile 2018 0 Di Mario Spanu

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di Geom. Mario Spanu

L’eliminazione delle barriere architettoniche è – per fortuna – una delle azioni divenute imprescindibili nella progettazione di qualsiasi edificio strada o bene sia pubblico che privato.

BARRIERE ARCHITETTONICHE - ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: I 3 aspetti da garantire nelle campo di applicazione “privato”Con questo articolo inizieremo a descrivere che cosa sono le “barriere architettoniche”, qual è la normativa di riferimento, e quali sono le garanzie che un edificio deve dare ai fini della loro eliminazione negli interventi di carattere privato. Nei prossimi entreremo nel dettaglio della legislazione vigente e andremo ad identificare le varie prescrizioni tecniche. E’ facilmente intuibile che, trattandosi di un argomento vasto e importante, non sarà possibile in questa sede discutere su ogni singolo aspetto ma, a questo proposito, vi invito ad esporre i vari dubbi e le varie richieste nei commenti.

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Iniziamo ad inquadrare la normativa vigente, quella che poi andremo ad analizzare man mano.

Il processo normativo nel settore privato inizia concretamente con l’emanazione della Legge 13/89 e la successiva promulgazione del D.M. 236 del 14 giugno 1989 il quale stabilisce i 3 aspetti fondamentali da garantire negli edifici privati.

Ma cosa sono le “barriere architettoniche”?

Il D.M. 236/89 nell’art. 2 le definisce come “gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di colore che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti; la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Da questa definizione possiamo capire che la considerazione delle barriere architettoniche è forse, dopo la stabilità della struttura, l’aspetto principale sul quale verte il nostro vivere gli edifici siano essi residenziali o con finalità commerciali o lavorative.

Una volta chiarito cosa sono le barriere architettoniche il legislatore specifica subito quali sono gli aspetti imprescindibili che un edificio deve garantire. Si tratta della “accessibilità” , della “visitabilità” e della “adattabilità”.

Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.

Per visitabilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione (sala da pranzo, soggiorno, luoghi di lavoro etc.) e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare.

Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo la struttura al fine di renderla completamente e agevolmente fruibile anche dalle persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

Questi sono i 3 aspetti fondamentali, nei prossimi articoli ci addentreremo meglio nei criteri di progettazione nelle specifiche e nelle soluzioni tecniche stabilite dalla normativa vigente.

Mario Spanu
Collaboratore/Autore Volontario
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