Il Progetto CosyForYou per lo sviluppo del turismo accessibile in Campania

Il Progetto CosyForYou per lo sviluppo del turismo accessibile in Campania

16 Marzo 2015 0 Di Redazione di italiAccessibile

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L’Associazione Peepul Onlus di Napoli dopo il Progetto sul turismo accessibile “Cosy Naples” presenta il via il nuovo Progetto Cosy4You.

Abbiamo intervistato la Presidente Ileana Esposito Lepre dell’Associazione Peepul Onlus di Napoli

Salve, ci parli di questo nuovo progetto per il turismo accessibile in Campania?

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cosyforyouIl progetto “Cosy for you” nasce dalla volontà di Peepul di raccogliere e valorizzare le esperienza pregresse nell’individuare le strutture accessibili e costruire attorno ad esse percorsi turistici che permettono a tutti, ed in particolare ai disabili di ogni tipo, di accedere alle bellezze che ci offre la regione Campania.

A chi è rivolto?

Agli operatori del Turismo ed alla società civile tutta.

Ci saranno anche dei Corsi di Formazione per coloro che vorranno specializzarsi in questo campo?

Si inizieranno inizieranno il 30 marzo 2015. L’obiettivo del corso è la preparazione di tre figure professionali: esperti del monitoraggio, accompagnatori turistici solidali e di componenti del personale del settore turistici. 

Il Progetto Cosy4You sarà attivo in tutta la Regione Campania?

L’obiettivo è sviluppare la cultura del Turismo Accessibile .in Campania, il ché non vuol dire spingere le agenzie o i Tour Operators o associazioni sociali o culturali senza alcuna qualifica ad improvvisare prodotti turistici speciali purché si facciano; al contrario mira a far comprendere loro bene gli elementi essenziali dell’accessibilità e spingerli a formarsi e preparasi per creare prodotti turistici al massimo livello di qualità, che è quanto occorre a far viaggiare senza problemi i turisti con bisogni speciali .

Per intercettare i flussi turistici di clienti ‘speciali’ da fidelizzare ed aumentare col tempo e con duro lavoro, occorre che il Turismo napoletano e campano si professionalizzi al massimo , considerando ‘il cliente’ non un individuo standard al quale assicurare i servizi di base perché poi ben o male se la può cavare da sé, ma un cliente che va curato in ogni passaggio della catena turistica: dall’informazione al ritorno finale ai terminal di trasporto.

L’invito dunque è in primo luogo a ‘credere’ che curarsi del Turismo accessibile è un investimento reale per l’impresa turistica e che si può veicolare un grosso giro di affari finora ancora sconosciuto e a costruire il prodotto turistico fin dall’inizio come ‘prodotto per tutti’; infatti con i disabili o gli anziani ad es viaggiano interi gruppi di persone e comunità che scelgono con cura le destinazioni dove vengono meglio accolti i componenti più deboli del gruppo, affinché questi si divertano come chi li accompagna e nemmeno rappresentino per questi un problema di cura e di ostacoli continui da superare.

Il secondo invito è ad avere pazienza e costanza:capire cosa significa ‘Turismo accessibile’ non è difficile ma passa sicuramente per una fase di ‘sensibilizzazione’ e di ‘cambiamento di mentalità e di cultura; per metterlo in pratica occorre un semplice aggiornamento della formazione e un po’ di pazienza ed attenzione e perché abbia successo occorre, come per ogni attività umana, costanza ed impegno, senso di responsabilità ed amore.

Sono stati coinvolti anche esperti del settore?

La nostra associazione realizza un tipo di formazione molto esperenziale ed ‘in situazione’ basata su testimonianze per produrre un forte impatto emotivo ed immedesimazione. Certo poi occorrono anche gli esperti, ma noi preferiamo ricorrere ad architetti ed esperti , anche universitari, che a ns volta abbiamo formato in corsi precedenti perché hanno acquisito la qualità umana e la visione che occorrono per trasferire efficacemente il tipo di conoscenze ‘speciali’.In generale nei ns percorsi d’istruzione si insegna e si studia in maniera troppo teorica e si educa poco ai valori come quello della ‘diversità’ e quindi difficilmente mi piace l’impostazione che possono dare agli incontri professori universitari o tecnici specializzati.Più volentieri ricorriamo ad esperti di altre associazioni di disabili come i non vedenti ed i non udenti.

Che risposta state avendo dai Tour Operator e strutture turistiche?

A parte pochi imprenditori illuminati la risposta è ancora molto lenta e registriamo sfiducia , poca conoscenza dei parametri di accessibilità, poca propensione a scommettere su questo percorso.Tutta l’impresa specie napoletana che sto incontrando è ripiegata su se stessa, svolgendo servizi che a mio parere sono al ‘minimo comune denominatore’ della qualità, senza o con troppa inventiva quasi da autodidatti.

In questo come in tutto il sistema turistico si sente la mancanza dell’intervento pubblico sia a livello comunale che regionale che dovrebbe stimolare la ricerca della qualità, dell’innovazione e del merito e sostenere questa impresa , motore fondamentale dell’economia, non con ‘finanziamenti a pioggia e poco trasparenti, ma con bandi seri e successivi controlli dei risultati . Inoltre si dovrebbero offrire sgravi fiscali laddove c’è la volontà di abbattere le barriere sia fisiche che culturali.

Il turismo accessibile può essere un motore di sviluppo del turismo in Campania?

E’ fin troppo ovvio che la Campania può offrire un numero incredibile di prodotti turistici ed il Turismo potrebbe sostenere l’economia di tutta la regione.

A me sembra però che si navighi a vista senza una vera visione, intenzione e programmazione e veri investimenti. Eppure, la Comunità Europea, investe molto in questa promozione ed ha creduto nel nostro progetto. Abbiamo mirato a convincere l’Europa che Napoli e la Campania ce la possono fare a neutralizzare l’immagine negativa e degradata diffusa nel mondo e ridiventare attraverso il Turismo per tutti una meta del turismo mondiale.

Ma le istituzioni locali ci seguono davvero poco e male e non ci resta che fare appello agli imprenditori più illuminati affinché al nostro fianco vengano a promuovere il Turismo Accessibile ed avvicinare e convincere con una sorta di ‘formazione peer to peer’ i propri colleghi anche di imprese piccole e familiari ad abbattere le barriere fisiche presenti nelle strutture ed a motivare e formare essi stessi il personale ‘front staff ‘ delle imprese.

Questa sarà in particolare la seconda fase de progetto dopo la mappatura e la creazione dei primi itinerari accessibili.

Avete in programma anche lo sviluppo di itinerari accessibili in Campania?

Per ora , grazie anche al database di siti monitorati composto in alcuni anni di sopralluoghi,siamo riusciti a comporre 20 itinerari nelle destinazioni di Napoli centro, Campi flegrei, Area vesuviana, Benevento e Costiera Sorrentina. E’ ovvio che cercheremo di continuare in tutta la Campania sempre che riusciamo a trovare i finanziamenti per sostenere una mappatura di qualità che è l’azione più costosa ed alla base del nostro progetto.

Inoltre ci sarebbe di aiuto se gli stessi imprenditori turistici che abbiano già i requisiti minimi di accessibilità o che siano intenzionati a perseguirla si facessero vivi con noi e si auto segnalassero (sull’app cosyforyou cè una scheda apposita!) in modo da evitarci di andare ‘random’ sui territori e facendoci risparmiare tempo e fatica. Noi offriamo loro la consulenza in cambio del loro impegno a seguirla.

E’ disponibile un sito internet di riferimento?

Sul sito http://www.cosyforyou.org/ per ora sono indicati gli itinerari collegati solo ad alcuni siti di cui si possono consultare i parametri di accessibilità.

Purtroppo ancora ci dobbiamo accontentare di segnalare siti al massimo di un 60/70% di accessibilità acquisita ma contiamo che i siti segnalati , dei quali si evidenziano automaticamente anche le mancanze, tentino di migliorare il loro livello di accessibilità..è ovvio che laddove noi indichiamo sia l’accessibilità sia le mancanze di accessibilità facciamo in un certo senso ‘denuncia’….

Contiamo che anche gli Enti locali dai quali dipendono la manutenzione stradale ed i trasporti si sentano chiamati in causa laddove, come segnaliamo negli itinerari, è soprattutto a causa dei loro deficit funzionali che si limitano le potenzialità di sviluppo del Turismo in generale ma in particolar modo si nega ai turisti con bisogni speciali, che più hanno bisogno di questi servizi , di poter viaggiare da soli ed a basso costo.

Vuole aggiungere altro?

Sull’argomento non finirei mai di parlare anche se preciso per noi di Peepul, il Turismo come lo Sport sono principalmente ‘strategie’ per far crescere e potenziare la nostra azione che da anni mira al raggiungimento delle pari opportunità e della normalizzazione della diversità in ogni aspetto della vita .

*Intervista a cura di Pierpaolo Capozzi

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