Valerio Riccobono, il 16enne palermitano che ha scelto la solidarietà allo smartphone

Valerio Riccobono, il 16enne palermitano che ha scelto la solidarietà allo smartphone

4 Gennaio 2021 Off Di Sabrina Longi
Tempo di lettura: 3 Minuti

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A Natale, c’è chi sceglie di acquistare o regalare uno smartphone e chi sceglie di donare il proprio tempo al prossimo: ad optare per la seconda scelta il giovanissimo Valerio Riccobono, studente 16enne palermitano residente in un quartiere molto difficile e periferico del capoluogo siciliano che, durante le vacanze natalizie, ha deciso di regalare il proprio tempo a favore di un gesto caritatevole nei confronti di persone senza fissa dimora.

Un esempio virtuoso

Un ragazzo come tanti che agisce come pochi, Valerio Riccobono ha voluto donare vestiti ed un pasto caldo ai più bisognosi non per dimostrare qualcosa o sentirsi fare un complimento, ma per dare un esempio concreto di buone pratiche ai suoi coetanei che, diversamente da lui, scelgono di imboccare strade meno virtuose.

Troppo spesso, infatti, distratti dai social network o dal bisogno di avere l’ultimo modello di smartphone di maggiore tendenza o, ancora, dal “guadagno facile”, gli adolescenti perdono di vista alcuni valori molto importanti quali empatia, riconoscenza, altruismo e rispetto per il prossimo che, con questo gesto, Valerio ha voluto ricordare.

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Infatti, lo studente dell’Istituto Paolo Borsellino di Palermo, col proprio gesto, ha voluto trasmettere, ai coetanei, un messaggio davvero importante, veicolandolo attraverso un linguaggio capace di giungere e, magari, essere recepito più facilmente dai suoi compagni e dai suoi amici.

I social come strumento di promozione e sensibilizzazione di tematiche sociali

Questo non significa che Valerio non usi i social, anzi, ne sfrutta la potenza a favore di tematiche sociali: “Non faccio ciò che faccio per ricevere apprezzamenti o ringraziamenti, ma per tramandare questi valori ai giovani. Infatti, grazie al supporto della preside della mia scuola e la carica di rappresentante d’istituto, sono riuscito a far installare delle campane raccogli indumenti da destinare ai più bisognosi”.

Sul suo profilo, infatti, giornalmente, parla ai propri followers di femminicidio, bullismo, volontariato e beneficenza condividendo quelle che sono le sue attività extrascolastiche da ben tre anni: incontri con parenti di vittime di mafia, attività incentrate sulla promozione della legalità, seminari di sensibilizzazione su bullismo e cyberbullismo e, adesso, anche sostegno alle persone senza fissa dimora.

“Supportato dalla Polizia Municipale e dalla preside della sua scuola – ha detto Valerio Riccobono -, alla vigilia di Natale, ho avuto finalmente la possibilità di avere un passaggio in auto per consegnare cibo in scatola e vestiario ai bisognosi, prima impossibile non avendo ancora la patente. Vedere i loro sorrisi è stata un’esperienza unica che non ha prezzo ed invito tutti a farla almeno una volta nella vita”.

La (non) banalità del bene

Una passione, squisitamente spontanea e nata sui banchi della scuola media, che è cominciata con un corso scolastico sulla legalità che, successivamente, si è trasformata in continui e costanti incontri con i parenti delle vittime di mafia nelle scuole medie Borgese e Ugo che gli hanno permesso di conoscere Salvatore Borsellino, Maria Falcone e Graziella Accetta.

“Ho sentito il bisogno istintivo di dedicarmi al prossimo – ha sottolineato Valerio – e sono riuscito a trascinare i miei genitori verso questo mondo che hanno voluto aiutarmi: mia madre, infatti, mi offre spesso il suo furgoncino di lavoro per svolgere le mie attività benefiche”.

Fiero di aver aiutato circa 50 persone nella sola vigilia di Natale, Valerio ha nel cuore l’obiettivo di operare attivamente all’interno di un’associazione no-profit: “Grazie e alla disponibilità della vicepreside dell’istituto “Antonio Ugo”, Marilena Salemi, e di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, potrò avere la possibilità di realizzare questo sogno. In futuro – ha concluso – mi piacerebbe operare anche nell’ambito della disabilità”.

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