#Notspecialneeds – Giornata Mondiale delle Persone con sindrome di Down 2017

#Notspecialneeds – Giornata Mondiale delle Persone con sindrome di Down 2017

21 Marzo 2017 0 Di Redazione di italiAccessibile

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Giornata mondiale sindrome di Down 2017

#Notspecialneeds #WDSD17

In occasione del World Down Syndrome Day il Coordown (coordinamento nazionale delle associazioni delle persone con sindrome di Down) presenta, il 21 marzo 2017, alle Nazioni Unite la sua ultima campagna di comunicazione internazionale con l’ashtag #Notspecialneeds. Un ironico filmato in cui si mostrano situazioni paradossali, come farsi massaggiare da un gatto, per far riflettere sul fatto che ricevere un’istruzione, trovare un lavoro, uscire con gli amici e altri aspetti della vita sono bisogni di tutti.

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Il filmato viene presentato alla Conferenza del World Down Syndrome Day a New York, nel quartier generale delle Nazioni Unite. E il CoorDown sarà presente con Irene Galli, una ragazza con sindrome di Down di diciotto anni che terrà un breve intervento per introdurre lo spot e parlare in prima persona dei suoi bisogni, delle sue aspettative, dei suoi sogni di giovane donna.

Il breve filmato diretto da Wayne McClammy gioca con ironia sull’idea degli special need, ovvero dei “bisogni speciali”, un eufemismo per parlare delle persone con disabilità e delle loro necessità. Nel corto si mostra come ricevere un’istruzione adeguata, trovare un lavoro, andare a vivere da soli, praticare sport e uscire con gli amici, avere una relazione sentimentale ed esercitare i propri diritti di cittadino sono aspetti importanti della vita di ciascuno e che nessuno definirebbe “speciali”. Ma è proprio così che vengono definiti i bisogni delle persone con sindrome di Down. Persone che hanno le stesse esigenze di chiunque altro: studiare, lavorare, avere delle opportunità, far sentire la propria voce ed essere ascoltati.

In Italia sono circa 40mila le persone affette dalla sindrome, con un’età media 25 anni. La condizione colpisce circa un nuovo nato su mille, ricorda l’Oms, e se all’inizio del ‘900 la sopravvivenza media era 10 anni ora circa l’80% dei malati supera i 50. In Italia si stima che la sopravvivenza media sia arrivata a 62 anni, anche per effetto dei miglioramenti nella medicina.

 

 

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