Andrea Donzella, il talento e il carisma oltre la cecità: ‘Il canto lirico è la mia passione e sogno il teatro’

Andrea Donzella, il talento e il carisma oltre la cecità: ‘Il canto lirico è la mia passione e sogno il teatro’

16 Dicembre 2021 0 Di Sabrina Longi
Tempo di lettura: 3 Minuti

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Non credevo che il canto potesse essere la mia strada, ma adesso non posso più farne a meno”, ad affermarlo il giovane e talentuoso Andrea Donzella, tenore lirico cieco originario di Agrigento, classe 1990 (20 settembre), che ha, fin da bambino, vissuto la musica come una parte imprescindibile della sua vita in quanto gran parte della sua famiglia è composta da cantanti.

Da poco “accolto” tra le braccia artistiche della maestra e collega Klizia Prestia, il giovane tenore 31enne ha subito trovato il giusto stimolo e il metodo più adeguato per poter coltivare e portare ad alti livelli il proprio talento. Un talento sopito fino a non troppi anni fa che Andrea ha riportato alla luce e che, magari, un giorno lo condurrà sui più prestigiosi palcoscenici d’Italia e del mondo. Forte della caratteristica fisica dell’orecchio assoluto (caratteristica che permette all’apparato uditivo di percepire e recepire più facilmente i suoni e gran parte delle loro sfumature), è riuscito a “rimettersi in pista” con grande facilità: passione della quale, adesso, non può più fare a meno.

Inizialmente non credevo che il canto fosse la mia strada, seppur provenissi da una famiglia di cantanti – ha affermato Andrea Donzella – e seppur le regole rigide del canto classico mi andassero un po’ strette per via della mia indole libera ed indipendente. Infatti, mia madre ed i miei fratelli cantavano ed è stata proprio mia madre a spingere anche me a farlo e volli seguire questo prezioso consiglio per la quale, oggi, la ringrazio immensamente. Cercai, allora, un insegnante che potesse accompagnarmi in questo percorso, ma non fu facile trovarlo fino a quando incontrai Klizia Prestia”.

Attuale studente della Scuola di canto “Arcadia”, diretta da Angela Maniglia, Andrea (le cui peculiarità e il nome di battesimo fanno inevitabilmente pensare al tenore Andrea Bocelli, ndr) ha iniziato il proprio percorso di studio con quella che lui stesso definisce “la persona giusta che ha risolto nel miglior modo possibile quelli che erano i miei iniziali problemi di impostazione tecnica e respirazione”: “C’è ancora molto da fare – ha affermato il tenore -, ma siamo sulla buona strada. Spero di lavorare insieme a lei per tutta la vita”.

Voce espressiva, carismatica ed avvolgente, Andrea, tra le sue peculiarità, ha anche la cecità che lo accompagna sin da bambino e che, insieme all’orecchio assoluto, gli permette di cogliere sfumature sonore che, per una persona senza tali caratteristiche fisiche, sarebbero molto difficili da cogliere e senza ricorrere all’uso dello spartito in Braille: “Leggere lo spartito e cantare contemporaneamente per una persona cieca è impegnativo, quindi adotto il metodo dell’ascolto attivo del brano che devo studiare e lo riproduco quasi fedelmente. L’orecchio assoluto è una caratteristica con la quale nasci, o ce l’hai o non ce l’hai, ma devi comunque allenarlo costantemente”.

Oltre alla passione per il canto ed una breve parentesi nel ruolo di arbitro nelle gare di tennistavolo e di player professionista di E-Sports (giochi elettronici che riguardano lo sport) e videogames, Andrea svolge attualmente i ruoli di consigliere regionale dell’Unione Ciechi, vicepresidente del Gruppo Sportivo dell’Unione Ciechi, collaboratore presso un centro di consulenza e lavoratore presso il Comune di Montallegro (AG). Attività che lo impegnano tanto, ma che non lo distraggono dalla sua passione per il canto che, in cuor suo, vorrebbe si trasformasse anche in un lavoro a tutti gli effetti: “Sono immune alle invidie e alle mezze misure, ma vado dritto per la mia strada senza guardarmi indietro. Le esperienze, sia positive che negative, io le trasformo in canto ed energia produttiva”.

Obiettivi per il futuro? Il teatro.

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