XIV Giochi Paralimpici Invernali 2026XIV Giochi Paralimpici Invernali 2026
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Chi sono gli azzurri di Milano Cortina 2026

Di Enrica Marcenaro

Dal 6 al 15 marzo Milano Cortina ospita i XIV Giochi Paralimpici Invernali. L’Italia si presenta all’appuntamento con una delegazione completa nelle sei discipline in programma e con un profilo più equilibrato rispetto ai cicli precedenti: accanto agli atleti già medagliati emergono nuovi nomi che stanno consolidando la propria posizione nel circuito internazionale.

Lo sci alpino resta la disciplina di riferimento. Giacomo Bertagnolli è uno dei volti più riconoscibili: categoria visually impaired, gareggia con guida, ha già conquistato podi paralimpici tra PyeongChang 2018 e Pechino 2022. Tecnica solida, esperienza internazionale, capacità di reggere la pressione.

Qualche sera fa quella pressione non era fatta di centesimi e porte da saltare, ma di luci e platea. Bertagnolli è salito sul palco dell’Ariston, davanti al pubblico del Festival di Sanremo, insieme agli altri azzurri paralimpici. Ha chiesto sostegno, attenzione, presenza. Non un appello formale: la richiesta concreta di sentirsi seguiti come lo sono stati gli olimpici. Anche questo fa parte dell’avvicinamento ai Giochi.

Accanto a lui c’è René De Silvestro, protagonista nella categoria sitting: monoski, linee aggressive, presenza costante nelle finali di Coppa del Mondo.

Ma l’alpino non è solo vertice. Atleti come Davide Bendotti, Federico Pelizzari e Martina Vozza rappresentano una generazione che ha già esperienza internazionale ma sta ancora costruendo il proprio spazio definitivo. Qui il tema non è la scoperta, è la continuità: tenere il livello alto, gara dopo gara.

Nel nordico e nel biathlon la squadra è meno mediatica ma tecnicamente interessante. Giuseppe Romele è uno dei nomi da seguire nel fondo: resistenza, ritmo, gestione delle lunghe distanze. Nel biathlon, atleti come Cristian Toninelli e Marco Pisani lavorano su una disciplina che combina motore e precisione al poligono. È uno sport meno conosciuto dal grande pubblico, ma televisivamente molto leggibile: tempi, errori al tiro, penalità immediate. Si capisce tutto.

Lo snowboard paralimpico è uno dei segnali più chiari del rinnovamento. È disciplina giovane nel programma paralimpico e intercetta atleti con percorsi sportivi ibridi. Jacopo Luchini è già noto agli appassionati, ma insieme a lui crescono profili come Emanuel Perathoner e Davide Epis. Gare rapide, formato cross, errori che si pagano subito. È uno sport che funziona bene in diretta, perché è immediato. Vedremo.

Il para ice hockey merita un discorso a parte. È sport di squadra, ritmo alto, contatto fisico. La nazionale italiana si presenta con un gruppo compatto, dove esperienza e ricambio convivono. Tra i nomi più noti ci sono Nils Larch e Gabriele Araudo, ma il valore è collettivo. Chi guarda una partita capisce subito che non è una disciplina “adattata”: è hockey vero, con dinamiche proprie. Scontro e tifo.

Nel wheelchair curling, invece, cambia tutto: silenzio, strategia, lettura del ghiaccio. Atlete come Orietta Bertò e Angela Menardi fanno parte di una squadra che negli ultimi anni ha lavorato sulla stabilità del gruppo. È uno sport meno spettacolare a colpo d’occhio, ma affascinante e tattico. Speriamo sia raccontato bene in telecronaca.

Il dato storico resta sullo sfondo, ma va ricordato: l’Italia ha conquistato 73 medaglie ai Giochi Paralimpici Invernali. A Pechino 2022 sono stati 7 i podi. Milano Cortina 2026 non è una celebrazione, è un banco di prova tecnico. L’elemento nuovo di questo 2026 – vale la pena sottolinearlo – è il ricambio generazionale e l’ingresso di discipline più recenti che stanno cambiando il volto della squadra azzurra. Non è più solo lo sci alpino a definire l’identità del gruppo. C’è molto di più.

Per chi seguirà queste Paralimpiadi o le guarderà da casa, il punto è semplice: sarà l’occasione per vedere competizione internazionale ad alto livello, conoscere atleti e discipline meno esposte mediaticamente e capire a che punto è davvero lo sport paralimpico italiano.


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Di Enrica Marcenaro

Enrica Marcenaro, sono una giornalista e una persona con disabilità. Mi occupo da tempo di scrittura e comunicazione, e il tema che più mi sta a cuore è soprattutto quello del turismo accessibile: raccontare, informare, segnalare luoghi e percorsi che possano essere realmente fruibili da tutte e tutti. Credo che l’accessibilità, oltre a essere un diritto, sia anche una questione culturale, che passa attraverso le storie, l’informazione e la condivisione di esperienze dirette.

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