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Sesso e disabilità

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3 Dicembre, Imola : Reading teatrale “Non Volevo Morire Vergine”

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Il 3 dicembre, giornata internazionale sui diritti delle persone con disabilità, a Imola sarà presentato lo spettacolo “Non volevo morire vergine” di e con Barbara Garlaschelli – scrittrice tetraplegica.

Lo spettacolo, tratto dall’omonimo libro, parla con ironia del tema della sessualità delle donne con disabilità; dopo lo spettacolo, Barbara coordinerà un breve dibattito dando voce ad altre donne con disabilità che hanno trovato un loro modo di vivere la loro femminilità.

Alla sua voce fa da controcanto quella di Stefania Carcupino che con la sua fisarmonica e il suo canto è la voce “altra” della protagonista, quella più poetica e lieve.

L’evento è stato inserito nel calendario “Oltre la siepe”, che coinvolge diverse realtà associative cittadine, destinato quest’anno ad affrontare il tema di come la cultura può creare inclusione o esclusione, benessere o disagio rispetto a diversi modi di intendere il rapporto con il <corpo>.

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“IL RISCATTO DI AFRODITE” : DA NAPOLI A FIRENZE PER PARLARE DI DISABILITA’, AFFETTIVITA’ E SESSUALITA’

calendario

DA NAPOLI A FIRENZE PER PARLARE DI DISABILITA’, AFFETTIVITA’ E SESSUALITA’

VENERDÌ 24 NOVEMBRE DALLE 15.00 ALLE 19.00 CONVEGNO “IL RISCATTO DI AFRODITE” NELLA FIORENTINA VILLA PALLINI

di Tania Sabatino

Gioca con le parole il Convegno “Il riscatto di Afrodite”, che si svolgerà a Firenze il 24 novembre dalle 15.00 alle 19.00, ma lo fa con quella leggerezza di calviniana memoria, che serve a fugare la superficialità ed a far spazio al gioco che non serve solo ai bambini ma anche agli adulti per conoscere ed imparare e che ha il sapore delle faccende davvero profonde.

Ad ospitare l’incontro la Firenze, in particolare Villa Pallini in Via Francesco Baracca, 150/P.

Una Firenze che, in questo caso, incontra e si gemella con Napoli, dato che dal 7 al 9 luglio scorso la Città delle Sirene ha ospitato la seconda edizione del Disability Pride Italia, all’interno del quale vi sono state due serate dedicate ad esplorare, con delicatezza e competenza, ma anche con grinta e propositività, utilizzando e facendo incontrare diversi linguaggi, da quello scientifico a quello dell’arte, il tema dell’affettività e della sessualità.

Non a caso è stato proprio a Napoli che è avvenuta la prima presentazione del calendario “Il riscatto di Afrodite”, che dà il nome a tutto il convegno, progetto artistico di Tiziana Luxardo, nota fotografa, spesso protagonista di importanti campagne sociali.

L’evento è organizzato in collaborazione con: il Comune di Firenze Q5, l’Associazione Habilia Onlus, l’associazione toscana Paraplegici Onlus, il Centro di Riabilitazione Villa Il Sorriso, il Comitato LoveGiver, Il Disability Pride Italia.

Un riscatto possibile che parla da una parte di scatti fotografici, che con coraggio, ma anche con levità, riescono ad entrare in punta di piedi nell’intimità delle persone con disabilità fisica.

Un’intimità spesso violata, laddove i bisogni di accudimento si scontrano, in maniera stridente, con la legittima possibilità di autodeterminarsi, di poter concretamente scegliere per la propria vita, anche in condizioni di non autonomia fisica.

Un’intimità in cui la fotografa Tiziana Luxardo, che ha curato il progetto fotografico, è riuscita ad entrare con discrezione, sollevando il velo su una realtà, quella dei corpi delle persone con disabilità, abitati da legittimi bisogni e desideri affettivo-sessuali, spesso taciuta o disconosciuta.

Ecco perché Afrodite, dea dell’amore ma anche del desiderio, trova in questi strumenti di conoscenza e risveglio delle coscienze un momento nevralgico di riscatto, di riconoscimento pieno di una dimensione appartenente a tutti, al di là della loro condizione esistenziale.

Nel convegno, quindi, si parlerà di sessualità a 360 gradi. Dalla presentazione fiorentina del calendario Codacons 2018 (i cui proventi in parte sosterranno il progetto LoveGiver ed in parte l’organizzazione del Disability Pride Italia 2018), all’analisi multidimensionale del tema della sessualità nella disabilità.

Il convegno sarà occasione di dialogo, confronto e scambio di visioni ed anche di riflessioni su una serie di buone pratiche, attuali e potenziali, inserite in un orizzonte prospettico.

Tra queste verrà introdotto un progetto di consulenza online ad accesso gratuito ed anonimo. Un help desk messo a disposizione per abbattere i tabù su sesso e disabilità.

Le persone con disabilità – sottolinea Fabrizio Quattrini, presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica, psicoterapeuta, sessuologo, vicepresidente e responsabile scientifico dell’Osservatorio Nazionale Assistenza Sessuale LoveGiver – ancora oggi sono impossibilitate a vivere la propria esperienza affettiva e sessuale. Permettere la libertà di vivere tale esperienza è l’obiettivo del progetto LoveGiver. Un progetto dove l’operatore all’emotività, all’affettività e alla sessualità (OEAS) rappresenta il trait d’union tra le diverse figure professionali e la persona con disabilità in tema di affettività e sessualità”.

A fargli eco Maximiliano Ulivieri, presidente del Comitato LoveGiver

Andando oltre quello che da tempo sentiamo sull’argomento sessualità e disabilità, ossia il fatto che sia un tabù, che le persone disabili siano considerate asessuate o eterni bambini – evidenzia – sarebbe opportuno sensibilizzare e lavorare sulla cultura del Paese. A mio parere un aspetto nevralgico connesso alla sessualità è quello dell’l’autodeterminazione, cioè la libertà di scegliere. Il diritto di sperimentare, sbagliare, provare. Per questo mi sento di lottare. Non per convincere che il progetto “LoveGiver” sia la soluzione per eccellenza, ma una possibilità. Quella di vivere questa esperienza è decisione personale dei singoli soggetti. Decisione che non può e non dev’essere presa da altri. D’altra parte, si può lavorare su di una visione più ampia dei corpi e della sessualità. Visione che progetti come quello del calendario possono aiutare a svilupparsi più rapidamente.”

La sessualità, secondo quanto sottolinea Tania Sabatino, è una sfera multidimensionale fondamentale per l’esistenza, il cui sviluppo, frutto di una progressiva presa di consapevolezza, è indispensabile per la costruzione identitaria di ogni essere umano.

Per questo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la pone tra le componenti della salute, da intendersi non come mera assenza di malattie, bensì come qualità di vita globale, all’interno della quale confluiscono il benessere oggettivo e soggettivo.

Una qualità della vita – ribadisce Tania Sabatino – che non può realizzarsi se non ci si interfaccia con un ambiente fisico e sociale, ma anche simbolico-relazionale, pensato per includere e per valorizzare le potenzialità e le caratteristiche proprie di ogni individuo”.

A ribadire la centralità della possibilità di sperimentare e sviluppare, in maniera equilibrata il proprio potenziale è anche Vito D’Aloisio, presidente di Habilia Onlus

Il tema della sessualità – spiega – verrà trattato in maniera itinerante. Dopo Palermo, nel 2016, e Napoli, nel 2017, facciamo tappa a Firenze, un incontro che porterà, attraverso una serie di dibattiti che si svolgeranno in varie città italiane, ad approfondire la riflessione e l’operazione di sensibilizzazione, sino ad arrivare al Disability Pride 2018, che si terrà a luglio a Roma. So per esperienza personale quanto sia terribile psicologicamente avere delle limitazioni, anche nel campo sessuale, ma io posso autodeterminarmi… Mi sono messo un attimo in un altro corpo ed ho immaginato di avere ancora altri limiti, Devastante è l’unica parola che mi è venuta in mente. Questa sensazione dentro mi ha spinto ad aiutare il Disability Pride, il progetto LoveGiver e chiunque si impegni in questa causa, per cercare di far sì che la sessualità diventi un diritto assoluto per le persone con disabilità”.

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Sesso e disabilità : il parere di una persona con disabilità

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Io, persona con disabilità, favorevole all’introduzione, della figura dell’assistente sessuale per noi disabili.

di Domenico Foglia

Sesso e disabilità
Sesso e disabilità

Poco tempo fa ho fatto una chiacchierata, con un mio amico, affetto da una disabilità motoria (tetraparesi spastica) che mi ha detto: “Sai io sento il bisogno di scoprire la sfera sessuale, di ricevere baci e carezze da parte di una ragazza, ma mi rendo conto, (e questo crea in me tanto dispiacere, rabbia e soprattutto tanta amarezza) , che questo argomento, Sesso e Disabilita, in Italia, ma soprattutto al Sud , nei piccoli paesi, è ancora un tabù.

“Questa situazione, provoca in me una profonda tristezza, perché io credo che il sesso sia un diritto di tutti, e anche noi disabili essendo persone uguali ai normodotati, ne abbiamo diritto”.

Il ragazzo continua con me a parlare a ruota libera, essendo entrato in confidenza,  dicendomi: “io , ho cercato di parlare anche a casa di questo argomento, ma i miei genitori, ogni volta che tocchiamo questo argomento cambiano discorso dicendomi che io essendo “disabile” non posso fare sesso”.

Non ti nascondo, che io, per farmi passare il desiderio, quando sono da solo guardo film porno, e di notte quando sono a letto mi masturbo, e sogno donne nude , questi sogni mi causano delle pulsioni erotiche, non ho mai parlato di queste cose con i miei genitori perché mi vergogno, a volte è molto più facile parlare e aprirsi con le persone estranee, e non con i propri familiari.

Il ragazzo si è informato su questo argomento su internet e ha scoperto le battaglie di Max Ulivieri per l’introduzione della figura dell’assistente sessuale per disabili” in Italia attraverso il progetto “LoveGiver” e con una proposta di legge in Parlamento ancora non presa in considerazione e finita nel dimenticatoio burocratico.

Max Ulivieri attraverso il sito http://www.lovegiver.it/ ci spiega che:

L’assistenza all’emotività, all’affettività, alla corporeità e alla sessualità si caratterizza con la libertà di scelta da parte degli esseri umani di vivere e condividere la propria esperienza erotico-sessuale a prescindere dalle difficoltà riscontrate nell’esperienza di vita.

L’assistente sessuale è un operatore professionale (uomo o donna) con orientamento bisessuale, eterosessuale o omosessuale che deve avere delle caratteristiche psicofisiche e sessuali “sane” (importanza di una selezione accurata degli aspiranti assistenti sessuali).

Attraverso la sua professionalità supporta le persone con disabilitài a sperimentare l’erotismo e la sessualità. Questo operatore, formato da un punto di vista teorico e psicocorporeo sui temi della sessualità, permette di aiutare le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico/cognitiva a vivere un’esperienza erotica, sensuale e/o sessuale.

La nostra chiacchierata, si conclude, dicendo di essere molto grato a Ulivieri per la battaglia che sta portando avanti, e spera che anche in Italia, venga introdotta questa figura da non confondere con la prostituzione,  perché la disabilità deve essere un diritto di tutti e per tutti.

ItaliAccessibile cerca di far conoscere tutti i punti di vista su questo argomento, da parte delle stesse persone con disabilità, che tramite il blog possono esprimere liberamente i propri pareri.

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UNA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA PER ABBATTERE I TABU’ SU SESSUALITA’, AFFETTIVITA’ E DISABILITA’

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UNA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA PER ABBATTERE I TABU’ SU SESSUALITA’, AFFETTIVITA’ E DISABILITA’

Abbattitabù - Università del Salento
Abbattitabù – Università del Salento

di Maria Stella Falco

Anche se non ho potuto partecipare all’evento di ieri, ve ne ho dato notizia con un post sulla pagina Fb di ItaliAccessibile: presso il Rettorato dell’Unisalento, si è si è svolta ieri la conferenza stampa di presentazione della rassegna cinematografica del progetto “Abbattitabù” (http://www.italiaccessibile.it/abbattitabu-abbattiamo-tabu-sessualita-affettivita-disabilita/) sul tema “affettività, sessualità e disabilità”.

Questa iniziativa partirà, con la prima proiezione (“La sfida di Jace”), il 29 marzo a Lecce, c/o le Officine Cantelmo, ore 18.30. L’appuntamento cadrà il mercoledì. Tutti e quattro i film che saranno proposti – tutti i titoli, e le date in cui saranno proposti, sono nella locandina dell’evento – raccontano la disabilità, quattro storie che coinvolgono persone con differenti disabilità. Il filo conduttore della rassegna sarà il tema dell’affettività e della sessualità, affrontato da “un’angolazione insolita” – ha detto Serena Grasso, peer educator di “Abbattitabù” durante la Conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa.

La rassegna cinematografica si rivolge a quanti – famiglie, persone non disabili, ecc. – vogliono, per vari motivi, avvicinarsi al tema dell’affettività e della sessualità delle persone disabili.

Secondo la direttrice Generale dell’Asl Lecce, attualmente, tutti gli “attori sociali” – dunque, anche i servizi – mostrano di affrontare questo tema con una consapevolezza sempre maggiore, ma “occorre ancora abbattere la credenza diffusa che la dimensione affettiva e sessuale nei disabili sia secondaria rispetto ad altri bisogni della vita”.

Secondo la delegata del Rettore, prof.ssa Eliana Francot, la rassegna si propone di dare il suo contributo in questo senso, cioè di innalzare le “conoscenze in materia di disabilità” e di contribuire “al miglioramento della qualità della vita degli studenti”

Come ha affermato il prorettore dell’Unisalento , l’Università dà “grande importanza al tema affrontato ed alla capacità di lavorare in sinergia con altri enti” in seguito a protocolli di intesa stipulati tra varie realtà: l’Università, in particolare l’Ufficio integrazione disabili; la struttura sovradistrettuale di riabilitazione dell’Asl di Lecce; in questo caso, le Officine Cantelmo, che ospiteranno le proiezioni.

In ultimo, qualche “nota di servizio”: sarà garantita, ad eccezione del primo film, per motivi tecnici, trattandosi di una produzione per la tv, l’accessibilità dei contenti proposti. Tutti i film, infatti, saranno sottotitolati; personale specializzato, inoltre, sarà disponibile a raccontare i film ai non vedenti. Relativamente all’accessibilità del luogo, le Officine Cantelmo sono accessibili: l’ho anche sperimentato personalmente.

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Scuola nazionale cani guida

CON “ABBATTITABU’ ABBATTI(AMO) I TABU’ SU SESSUALITA’, AFFETTIVITA’ E DISABILITA’

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Foto equipe Abbattitabù

di Maria Stella Falco

In occasione del World Social Work Day vissuto il 17 marzo 2015 promosso dalle associazioni internazionali del Servizio Sociale IFSW, il Corso di Studio in Servizio Sociale e in Progettazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali, d’intesa con l’AIDOSS (Associazione Nazionale Docenti di Servizio Sociale), ha organizzato un momento celebrativo attraverso un “open forum” rivolto a studenti e assistenti sociali sui temi del Servizio Sociale e promozione della dignità e del valore delle persone il giorno 31 marzo 2015.

In tale occasione ho avuto modo di riflettere e di avvicinarmi, come persona e come studentessa di servizio sociale, a questioni che, prima di allora non avevo approfondito.

In particolare, dialogando con docenti, professionisti e con gli altri partecipanti al tavolo, ho ricevuto un input che mi ha portato ad interessarmi al tema dell’affettività e della sessualità delle persone diversabili.

Successivamente, personalmente e professionalmente, ho voluto “coltivare” tale interesse, partecipando ad altre iniziative inerenti ad esso.

Ho cominciato a collaborare al “Progetto Abattitabù”, nato dalla cooperazione dei Gruppi di Lavoro dell’Ufficio Integrazione Disabili dell’Università del Salento e della Struttura Sovradistrettuale di Riabilitazione dell’Asl Lecce, all’interno di un Protocollo d’Intesa tra i due enti.

Abbattitabù” è una sperimentazione che si inserisce in un percorso, avviato da tempo dai due enti, che vuole mettere al centro dell’attenzione la persona con disabilità in tutte le sue dimensioni (di studio, di lavoro, di tempo libero e di affettività). Tale sperimentazione coinvolge anche alcuni studenti universitari disabili che stanno seguendo un percorso di peer educator (io, Serena Grasso, Giacomo Linciano, Danilo Mi).

Logo Abbattitabù

La prima fase del progetto ha previsto l’istallazione di quattro cassette delle lettere presso punti nevralgici delle sedi universitarie dell’Unisalento (l’Ufficio Integrazione, la Biblioteca interfacoltà di Studium 2000; le segreterie studenti del palazzo Codacci Pisanelli ed Ecotekne) per raccogliere domande, curiosità, ecc. sul tema della sessualità, affettività e disabilità

Le risposte, a cura dei peer educator dell’Ufficio Integrazione Disabili e degli esperti del Servizio di Consulenza Sessuologica alle persone disabili della Asl Lecce, sono pubblicate la prima settimana di ogni mese sulla pagina facebook https://www.facebook.com/abbattitabu. Vi invitiamo a seguirci!

Essere peer educator mi sta consentendo fare esperienza, personale e “professionale”. Ho la possibilità di confrontarmi, come persona disabile e come futura assistente sociale su temi, quali l’affettività e la sessualità delle persone disabili, che per molti (disabili e non) rappresentano ancora un tabù. È necessario impegnarsi socialmente e offrire alla gente occasioni di riflessione in modo che tali pregiudizi e stereotipi vengano superati, o almeno mitigati.

Su questi argomenti è necessario sensibilizzare, informare, “metterci la faccia”, dando anche consigli “contestualizzati” in risposte a quesiti che ci vengono posti, per “dimostrare” che la persone disabili hanno diritto a vivere e possono vivere tutte le dimensioni di vita.

 

 

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Amore e Disabilità

AMORE E DISABILITA’ NEL GIORNO DI SAN VALENTINO

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Amore e disabilità

Non si vede bene che col cuore

di Dora Millaci

Amore e disabilità San Valentino

Questa frase del Piccolo Principe a mio avviso è perfetta per comprendere l’amore e in modo particolare quando esiste nella coppia una disabilità.

Se già è difficile, complicato costruire e mantenere saldo un rapporto tra due persone sane, immaginatevi come dev’essere quando insorge una malattia grave o una disabilità.

Sono tantissime le storie che ho ascoltato di coppie sposate che si amavano alla “follia” e, che con l’arrivo di quest’intruso, del cosiddetto terzo incomodo, possiamo definirlo anche così, non hanno retto e sono “scoppiate”.

Già perché mantenere saldo un rapporto non è facile; non è tutto rose e fiori. La disabilità, la malattia ci pone davanti una realtà dura, crudele e occorre una solidità tale, un rispetto, una complicità, una base solida per durare nel tempo.

È difficile per esempio restare saldi quando si è fuori, per la strada e la gente vi guarda in maniera strana solo perché vi siete scambiati un bacio e uno dei due è in carrozzella.

È ancora più faticoso, logorante guardare la persona a cui si vuole bene stare male, giorno dopo giorno peggiorare e non poterla aiutare. Essere lì e arrabbiarsi col mondo intero, senza sapere che cosa fare per alleviare quel dolore, quella sofferenza che neppure si può capire e nonostante tutto, restarle accanto.

Divenire complici nelle piccole cose quotidiane come nell’intimità, che seppur diversa da prima, non deve mancare.

Ricordarsi della persona che si ha davanti, di quale lato del suo carattere ci ha fatto innamorare e di che cosa ci mancherebbe se non ci fosse più.
Solo così non si vedrà la malattia, la disabilità ma si andrà oltre, guardando chi si ha davanti solo con gli occhi del cuore.

In questo modo l’Amore durerà e sarà scritto con la A maiuscola, perché avrà vinto ogni battaglia che la vita ha posto dinanzi a questa coppia.

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Dora Una Voce per l’Aiuto – Web radio – Trasmissione del 24 Gennaio 2016

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Dora Una Voce per l’Aiuto – Web radio – Trasmissione del 24 Gennaio 2016

 

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Disabilità e sessualità. Oltre il dibattito sulla assistenza sessuale

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Nel precedente articolo abbiamo dato spazio al libro “LoveAbility” l’assistenza sessuale per persone con disabilità curato da Max Ulivieri.

Per contribuire al dibattito su prospettive diverse pubblichiamo l’articolo di Andrea Pancaldi della Redazione Sportelli sociali – Comune di Bologna pubblicato sul blog della rivista Prospettive sociali e sanitarie  http://www.prospettivesocialiesanitarie.it/

di Andrea Pancaldi

Disabilità e Sesso

Da oltre un anno negli organi di informazione dell’area disabilità, quelli on line essenzialmente, in special modo i social network, e su numerosi media tradizionali (quotidiani, agenzie stampa, riviste e settimanali) tiene banco, rispetto al tema più generale del rapporto tra disabilità e sessualità, il dibattito sulla controversa figura dell’assistente sessuale per disabili (AS) e relativo disegno di legge presentato pochi mesi fa.

Mediaticamente la proposta dell’assistente sessuale la fa ovviamente da padrone unendo una “battaglia” che viene definita “di civiltà” alle sollecitazioni potenti che evoca una figura che “mette le mani addosso” alle persone disabili, spingendosi fino ai confini, e in alcune dichiarazioni oltre, del vero e proprio rapporto sessuale. Per i media una miscela di estremo interesse anche perchè sottende possibili, e per ora fortunatamente non emerse, contrapposizioni ideologiche tra cattolici e laici, tra “bacchettoni” e radical chic, tra associazioni di possibile diverso parere.

In questo sintetico contributo non entriamo nel dibattito su si, no, forse dell’assistente sessuale, ma ci limitiamo a dare alcune indicazioni di lettura per permettere di farsi un’idea in generale del tema disabilità e sessualità (che non ha niente di diverso dai cosiddetti normodotati) e per affrontare il tema specifico dell’AS tra chi lo vede come un diritto, una battaglia di civiltà, una strada necessaria per chi ha livelli assenti di autonomia e chi invece sottolinea i rischi, le contraddizioni, i pericoli di questa “scorciatoia”.

Il dibattito in Italia su disabilità e sessualità “prima dell’assistente sessuale”

Il tema è trattato in Italia dalla seconda metà degli anni ’70, con alcuni primi contenuti di Rosanna Benzi, Camillo Valgimigli, Cesare Padovani e con il convegno del CEMP di Milano (Handicappati e sessualità) i cui atti furono pubblicati da Feltrinelli nel 1978.

Negli anni ’80 e ’90 è soprattutto il Centro documentazione dell’AIAS di Bologna ad occuparsene con corsi di formazione, convegni, raccolte documentarie. Da li in poi sono moltissime le iniziative formative o tramite articoli su riviste che si susseguono un po’ in tutta Italia, ad opera soprattutto di associazioni, con particolare riferimento al lavoro dello psicologo Fabio Veglia di Torino, della psicoterapeuta e sessuologa M.Cristina Pesci di Bologna, del pedagogista Andrea Mannucci di Firenze e di altri. Dopo l’AIAS di Bologna anche il Comune di Torino e la UILDM organizzano banche dati di documentazione per dare conto del sedimentarsi del lavoro culturale in materia.

La proposta per istituire in Italia la figura dell’assistente sessuale

Pur essendo venuto prepotentemente alla ribalta nel 2013, il dibattito in Italia su questa figura, operante da anni in alcuni paesi europei (Svizzera, Olanda…) è già presente in Italia dalla fine degli anni ’90 con alcuni contributi on line e su riviste di associazioni (come Distrofia muscolare della Uildm, ad esempio)……continua a leggere

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