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Legge e Fisco

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Guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità 2017

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Guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità 2017

L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile una guida per il 2017 con le principali novità in merito a detrazioni fiscali in caso di persona disabile nel nucleo familiare. Si tratta di un documento utile per orientarsi tra le agevolazioni fiscali alle quali possono accedere le persone con disabilità in possesso di determinati requisiti.

Agevolazioni disabili 2017: quali sono?

Rispetto al 2016 si segna alcune novità inserite nella versione 2017 della guida alle agevolazioni fiscali, riguardanti:

Detrazioni figli a carico disabili:

Le detrazioni Irpef previste per le persone con disabilità con familiari a carico variano in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta, per esempio per l’anno di imposta.

Le detrazioni, pertanto, diminuiscono con l’aumentare del reddito, fino a diventare completamente nulle quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro per le detrazioni dei figli.

Il limite di reddito personale complessivo per ritenere una persona fiscalmente a carico non deve essere superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili e della deduzione per l’abitazione principale e pertinenze.

A quanto ammonta la detrazione Irpef per i familiari a carico della persona disabile?

Per il figlio condisabilità, riconosciuto tale ai sensi della legge n. 104 del 1992, si ha diritto all’ulteriore importo di 400 euro.

  • 1220 euro per i figli di età inferiore a tre anni.
  • 950 euro per i figli di età superiore a tre anni.
  • 1620 euro per il figlio disabile inferiore a 3 anni riconosciuto tale ai sensi della legge n. 104 del 1992.
  • 1350 euro per il figlio disabile superiore a 3 anni riconosciuto tale ai sensi della legge n. 104 del 1992.
  • con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 € per ciascun figlio a partire dal primo.

Per le famiglie in cui sono presenti figli con disabilità è possibile portare in detrazione le spese per l’assistenza di persone non autosufficienti e dedurre i contributi previdenziali e assistenziali versati per operatori assistenziali, colf, baby sitter o badanti per un importo massimo di 1.549,37 euro.

Rimozione barriere architettoniche

Tra le agevolazioni  2017 la possibilità di usufruire delle detrazioni per interventi di rimozione delle barriere architettoniche.

Si può beneficiare della detrazione Irpef pari al:

  • 50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2017;
  • 36%, da calcolare su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2018.

La detrazione Irpef è rivolta a interventi volti a:

  • eliminazione delle barriere architettoniche (per esempio, ascensori e montacarichi)
  • lavori eseguiti per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, siano idonei a favorire la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992.

La detrazione è prevista solo per interventi sugli immobili effettuati per favorire la
mobilità interna ed esterna del disabile.

Tra gli interventi che danno diritto alla detrazione rientrano:

  • realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione
  • sostituzione di gradini con rampe, sia negli edifici che nelle singole unità immobiliari, se conforme alle prescrizioni tecniche previste dalla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

Detrazione delle polizze assicurative
Dal 2016 è stato elevato da 530 a 750 euro l’importo detraibile per i premi versati per le polizze assicurative, a tutela delle persone con disabilità grave (come definita dall’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992), che coprono il rischio di morte.

Le nuove soglie di detrazione Irpef per le polizze assicurative che prevedono il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%, da qualsiasi causa derivante, o di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se l’impresa di assicurazione non ha la possibilità di recedere dal contratto.

L’importo complessivamente detraibile è pari a:

  • 530 euro per le assicurazioni che prevedono il rischio di morte o di invalidità
    permanente;
  • 1.291,14 euro (al netto dei premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente) per quelle che coprono il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Agevolazioni disabili 2017 auto:

 

Le agevolazioni fiscali previste per le persone con disabilità sui veicoli consistono:
  • nella possibilità di detrarre dall’Irpef il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto
  • nell’applicazione del’Iva agevolata al 4% sull’acquisto
  • nell’esenzione dal bollo auto
  • nell’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Esenzione imposta successioni e donazioni conferiti in trust
Tra le novità, introdotte in applicazione della Legge n. 112 del 22 giugno 2016  (Legge per il Dopo di Noi ) l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per i beni e i diritti conferiti in un trust o gravati da un vincolo di destinazione e per quelli destinati a fondi speciali istituiti in favore delle persone con disabilità grave.

Agevolazioni Disabili non vedenti:

Detrazioni Irpef del 19% per le Spese sostenute per l’acquisto del Cane Guida: La detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita dell’animale, e può essere calcolata sull’intero ammontare del costo sostenuto. La detrazione è fruibile dal disabile o dal familiare di cui il non vedente risulta fiscalmente a carico e può essere utilizzata, a scelta del contribuente, in unica soluzione o in quattro quote annuali di pari importo.

Detrazione Forfetaria di 516,46 euro per le Spese sostenute per il mantenimento del Cane Guida: La detrazione per il mantenimento del cane spetta senza che sia necessario documentare l’effettivo sostenimento della spesa. Al familiare del non vedente non è invece consentita la detrazione forfetaria, anche se il non vedente è da considerare a carico del familiare stesso.

Aliquota Agevolata del 4% per l’acquisto di particolari prodotti editoriali destinati ad essere utilizzati da non vedenti o ipovedenti: L’agevolazione è prevista per giornali e notiziari, quotidiani, libri, periodici, ad esclusione dei giornali e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, realizzati sia in scrittura braille sia su supporti audiomagnetici per non vedenti e ipovedenti.

Deduzione contributi addetti ai servizi domestici: per un importo massimo di 1549,37 euro.

Assistenza personale solo per le persone non autosufficienti spetta detrazione 19% su massimo importo di 2.100,00 euro;

Spese mediche e di assistenza specifica: detrazione pari al 19%;

Spese mediche e di assistenza specifica: solo alle persone con documentazione di invalidità o handicap o familiari a carico, spetta deduzione integrale delle spese per operatori sanitari e di assistenza con qualifica professionale.

Per tutte le agevolazioni è possibile scaricare la guida completa dell’Agenzia delle Entrate in formato PDF

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Diritti dei disabiliIn EvidenzaItaliAccessibile NotizieLegge e FiscoNotizie Disabilità

Fisco & Disabilità : 730/2016 detrazioni spese trasporto disabili

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Le spese trasporto disabili, possono essere detratte nel 730 2016? ecco tutto ciò che c’è da sapere.

Per rispondere a questa domanda bisogna vedere il rapporto che intercorre tra la persona con disabilità e la Onlus che offre il servizio di trasporto.

Infatti, le somme erogate da una persona con disabilità ad una ONLUS potrebbero costituire erogazioni liberali, indipendenti dal servizio stesso. In questo caso le erogazioni liberali in questione potrebbero rientrare nella previsione di cui all’art. 15, comma 1.1, del TUIR, che prevede una detrazione dall’imposta lorda pari al 26 % a decorrere dall’anno 2014 per l’erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore a 30.000 euro annui, a favore delle ONLUS aventi i requisiti di cui al D.Lgs. n. 460 del 1997 (Quadro E righi da E8 a E 12 codice 41).

Mod. 730 2016 detrazioni spese trasporto disabili

L’ erogazioni liberali potrebbero, altresì, essere ricomprese tra gli oneri deducibili per effetto dell’art. 14 del D.L. n. 35 del 2005, entro il limite del 10 % del reddito complessivo dichiarato e, comunque, entro il limite massimo di 70.000 euro annui (Quadro E – rigo E 26 codice 8).

 

730-detrazioni-spese-trasporto-disabili-italiaccessibile-3In tal caso, per espressa previsione del comma 6 del citato art. 14, non è cumulabile la deduzione in esame con ogni altra agevolazione fiscale prevista a titolo di deduzione e di detrazione d’ imposta da altre disposizioni di legge (cfr. circ. n. 39/aE del 2005). (Fonte: investireoggi.it)

La detraibilità è subordinata all’effettuazione dell’erogazione mediante bonifico bancario o postale, ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del D.Lgs. n. 241 del 1997 e dall’attestazione rilasciata dalla ONLUS (cfr. da ultimo Circ. n. 11/2014).

Nel caso, invece, in cui il versamento sia effettuato alla ONLUS quale corrispettivo di un servizio di trasporto di disabili specifico, riconducibile all’art. 15, comma, 1 lett. c), del TUIR come nel caso di trasporto in ambulanza, la spesa sarà detraibile per l’intero importo quale spesa sanitaria, fermo restando che la ONLUS deve rilasciare regolare fattura.

In quest’ultimo caso la spesa andrà indicata, se sarà presentato il 730, nel quadro E, oneri e spese, precisamente in corrispondenza del rigo E3. Per queste spese la detrazione del 19 % spetta sull’intero importo.

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AccessibilitàAuto DisabiliHome pageItaliAccessibile NotizieLegge e Fisco

Legge 104: acquisto auto per disabili

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Auto adattata per disabili

Il sistema fiscale italiano prevede agevolazioni per disabili per l’acquisto di auto in particolare. Nello specifico si potrà detrarre dall’Irpef il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto auto adattate per disabili, con l’aliquota Iva agevolata al 4%, nonché l’esenzione bollo auto e dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Legge 104 acquisto auto, chi sono i beneficiari

Innanzitutto è bene precisare quali sono i soggetti che possono fruire delle agevolazioni della legge 104 in tal senso. Essi sono: non vedenti e sordi, disabili psichici o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento,  disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione.

Auto per disabili, quali possono essere acquistati

Le agevolazioni fiscali per l’acquisto auto per disabili riguardano in particolare l’acquisto di auto ma anche motocarrozzette, autoveicoli o motoveicoli per uso promiscuo, o per trasporto specifico del disabile o autocaravan. In tal caso le agevolazioni fiscali per disabili consistono in uno sconto o meglio in una detrazione d’imposta pari al 19% del prezzo del veicolo. La detrazione in tal caso compete una sola volta (cioè per un solo veicolo) nel corso di un quadriennio (decorrente dalla data di acquisto) e deve essere calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro. Ma lo sconto si può avere non solo per l’acquisto, ma anche per le spese di riparazione, escludendo quelle di ordinaria manutenzione.

Legge 104 acquisto auto con Iva scontata

Per l’acquisto auto per disabili si prevede anche l’applicazione dell’Iva al 4%, anziché al 22%, sull’acquisto di autovetture aventi cilindrata fino a 2000 centimetri cubici, se con motore a benzina, e fino a 2800 centimetri cubici, se con motore diesel, nuove o usate e sull’acquisto contestuale di optional. L’aliquota agevolata si applica solo per acquisti effettuati direttamente dal disabile o dal familiare di cui egli sia fiscalmente a carico (o per prestazioni di adattamento effettuate nei loro confronti).  L’Iva ridotta  al 4% per l’acquisto di veicoli si applica, senza limiti di valore, per una sola volta nel corso di quattro anni (decorrenti dalla data di acquisto), salvo riottenere il beneficio per acquisti entro il quadriennio, qualora il primo veicolo beneficiato sia stato cancellato dal PRA.

Esenzione bollo auto disabili

Nelle agevolazioni fiscali per disabili rientrano anche l’esenzione bollo auto, che spetta sia quando l’auto è intestata allo stesso disabile, sia quando risulta intestata a un familiare di cui egli sia fiscalmente a carico. Dal punto di vista burocratico spetta al disabile rivolgersi all’Ufficio tributi dell’ente Regione per la gestione delle pratiche di esenzione dal pagamento della tassa automobilistica. Se poi il soggetto disabile possiede più veicoli, l’esenzione spetta per uno solo dei veicoli che lui stesso potrà scegliere. L’esenzione dal pagamento del bollo auto, una volta riconosciuta per il primo anno, prosegue anche per gli anni successivi, senza che il disabile sia tenuto a rifare l’istanza e ad inviare nuovamente la documentazione. Non è necessario inoltre esporre sul parabrezza dell’auto alcun avviso circa il diritto all’esenzione dal bollo. Tra le agevolazioni per soggetti disabili rientra l’esenzione dal pagamento della tassa di trascrizione  al PRA in occasione della registrazione dei passaggi di proprietà. Il beneficio compete sia in occasione della prima iscrizione al PRA di un’auto nuova, sia nella trascrizione di un “passaggio” riguardante un’auto usata. L’esenzione spetta anche in caso di intestazione a favore del familiare di cui il disabile sia fiscalmente a carico e la richiesta deve essere rivolta esclusivamente al PRA territorialmente competente

Gli sconti delle Case Automobilistiche

Quasi tutti i Costruttori riconoscono sconti o riduzioni sulle vetture adattate o sui mezzi al servizio di persone con disabilità. Per averne diritto in molti casi è sufficiente essere dotati di patente B speciale o comunque rientrare tra i beneficiari di quanto prevedere la legge 104 del 1992, che disciplina la materia. Alcune Case, però, concedono queste agevolazioni solamente a fronte dell’iscrizione ad associazioni di categoria. Lo sconto è quasi sempre consigliato dalla Casa ed è in gran parte a carico del concessionario, che può anche decidere di non applicarlo o di farlo solamente in parte. Le riduzioni variano in base alla marca e al modello, come ad esempio la Nissan che prevede uno sconto extra (cumulabile con altre campagne in corso) del 3% su Micra e Note; del 2% su Cube, Qashqai, Juke, X-Trail, Pathfinder e Navara; dell’1,5% su Murano.

Altre case automobilistiche:

Abarth
Sconto extra dell’1% in aggiunta alle campagne in corso.
Alfa Romeo
Sconto extra dell’1% in aggiunta alle campagne in corso. Non si applica alle versioni con equipaggiamenti speciali promozionali.
Audi
La Casa prevede i seguenti sconti: 10% su A1 e A1 Sportback; 12,5% su A3 e A3 Sportback; 12% su A3 Cabriolet; 13% su TT coupé e roadster; 12% su A4; 11,5% su A4Avant; 11% su A4 Allroad, A5, A5 cabrio e coupé; 10,5% su A5 Sportback; 14% su A6 e A6 Avant; 9% su Q3; 10,5% su Q5.
BMW
Sconto del 12% su Serie 1 e Serie 3 Touring, escluse versioni M e serie speciali.
Chevrolet
Sconto extra del 3% in aggiunta alle campagne in corso.
Citroën
Sconti previsti: 12% su DS3, DS4 e DS; 15% su C4; 16% su C3; 17% su C3 Picasso; 18% su C1, C4 Picasso, C4 Gran Picasso e C5; 20% su C6 e Nemo; 23% su Berlingo e C8.
Dacia
Agli iscritti all’Anglat, la Dacia riconosce il 4% di sconto su Logan MCV e Sandero.
Daihatsu
Sconto del 10% su tutta la gamma (non cumulabile con altre campagne in corso).
Fiat
Sconto extra dell’1% in aggiunta alle campagne in corso. Non si applica alle versioni con equipaggiamenti speciali promozionali.

Honda
Non sono previste riduzioni particolari.
Hyundai
Sconto del 20% su i10 e i20; del 15% su ix20; del 22% su i30 e i30 cw (vecchio modello); del 10% su i30 (nuovo modello); del 13% su ix35 1.7 e 1.6; del 14% su ix35 2.0; del 16% su Veloster e i40 wagon; del 18% su Santafe; del 17% su Genesis; del 23% su H-1.
Kia
Non sono previste riduzioni particolari.
Jaguar
Non sono previste riduzioni particolari.
Jeep
Sconto extra dell’1% sulle promozioni in corso su tutti i modelli.
Lancia
Sconto del 17% su Ypsilon 3 porte, 10% su New Ypsilon, 15% su Musa e Delta serie 0, 13% su Delta serie 1.
Land Rover
Per i clienti iscritti all’Anglat, riduzione di 900 euro sui modelli acquistati.
Mazda
Non esistono percentuali fisse di sconto, ma i concessionari hanno facoltà di riconoscere condizioni più vantaggiose rispetto agli altri clienti.
Mercedes-Benz
Non sono previste riduzioni particolari.
Mini
Riduzione del 10% su Mini berlina e Clubman (escluse le serie speciali).
Mitsubishi
Sconto del 10,5% su ASX e Colt e Lancer, del 12% su Outlander, Pajero e L200.

Opel
Sconto del 2% su Agila e Corsa, del 3% per Meriva, Astra, Astra GTC, Zafira, Zafira Tourer, Antara, Insignia e Combo Tour.
Peugeot
La Casa riserva sconti variabili dal 12 al 26%. Eccoli nel dettaglio:
107: 16% – 206: PLUS VP 17% – 207: 17% – 207 CC: 17% – 208: 12% – 308: 19% – 308 CC: 14% – 3008: 14-18% –
5008: 18% – IOn: 6% – 4007: 13% – 508: 13% – 807 VP: 20% – RCZ: 12% – Bipper Tepee: 16% – Partner Tepee: 18%
Expert Tepee: 23% – Boxer Combi: 26% –
Renault
La Casa riserva i seguenti sconti agli iscritti all’Anglat:
Twingo: 24% – Modus: 26,5% – Clio: 28% – Clio SporTour: 27% – Kangoo VP: 26,5% – Mégane Berlina: 24,5%
Mégane SporTour: 24% – Mégane Cabriolet: 18% – Mégane Coupé: 23,5% – Scénic X-Mod: 23,5% – Scénic 7P: 22,5%
Koleos: 23% – Laguna Coupé: 19% – Laguna Berlina: 25% – Laguna SporTour: 25% – Espace: 23% – Trafic: 28,5%
Saab
Sconto del 15% (da definire con il concessionario) su tutta la gamma.
Seat
La Casa riserva sconti variabili dal 12,5 al 22,5%. Eccoli nel dettaglio:
Ibiza e Ibiza ST Reference: 16,5% – Ibiza e Ibiza ST Style: 18,5% – Ibiza van: 16,5% – Leon, Altea, Altea XL Reference: 17,5% – Leon, Altea, Altea XL Style: 20,5% – Leon Copa: 12,5% – Leon FR, Cupra R: 20,5% – Altea Freetrack Reference: 17,5% – Altea Freetrack Style: 20,5% – Exeo, Exeo ST Reference: 18,5% – Exeo, Exeo ST Style: 20,5% – Exeo, Exeo ST Sport: 22,5% – Alhambra: 14,5%
Skoda
Sconto del 15% su Fabia, Fabia Wagon, Roomster, Octavia, Octavia Wagon, Superb e Superb Wagon; del 14% su Yeti.
Subaru
La casa riserva i seguenti sconti agli iscritti all’Anglat: 14% su Impreza e Impreza XV (esclusa la STI), 15% su Outback e Forester, 16% su Legacy e 10% su XV.
Tata
Sconto del 10% su Vista.
Toyota
Sconti minimi previsti: 7% su Yaris e Verso-S, 12% su Auris, Verso, Avensis, Prius, Land Cruiser; 11% su Rav4 e Urban Cruiser.
Volkswagen
La casa riconosce i seguenti sconti: 10,5% su up!, Tiguan e Maggiolino; 11,5% su Golf , Golf Cabrio, Touareg; 12% su Polo, Passat, Passat Variant, Touran e Sharan; 12,5% su Golf Variant, Golf Plus GP, Jetta, Eos e Scirocco; 13,5% su Golf con Business Pack; 14% su Passat, Passat Variant, Touran, e Sharan dotate di Business Pack.
Volvo
Sconto del 14,5% su C30 Black Design, del 13% su V50 e XC90 Polar e del 16% sul resto della gamma.

(Sconti case automobilistiche fonte quattroruote.it)

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Agevolazioni FiscaliDiritti dei disabiliFISHHome pageItaliAccessibile NotizieLegge e Fisco

FISH Onlus : ISEE, ricorso al Consiglio di Stato e interventi correttivi

isee

Comunicato Stampa Fish Onlus

Il Governo sta predisponendo il ricorso al Consiglio di Stato, previa richiesta di sospensiva, avverso le sentenze del TAR Lazio n. 2454/2015, 2458/2015, 2459/2015”. Lo rende noto il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali in una nota formale del 12 aprile 2015 in risposta ad una precisa interrogazione della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap che aveva richiesto informazioni circa l’orientamento del Ministero.

ISEE – Indicatore della Situazione Economica Equivalente

La questione, come si ricorderà, riguarda le sentenze citate relative al computo dell’ISEE. Con quelle sentenze il TAR Lazio ha accolto in parte altrettanti ricorsi, riconoscendo che le provvidenze di natura assistenziale non dovrebbero essere conteggiate nell’Indicatore della Situazione Reddituale e che non erano ammissibili differenziazioni di franchigia fra minori e maggiorenni.

La notizia era ampiamente prevedibile visto il generale disorientamento anche applicativo. Ora si attende la decisione del Consiglio di Stato riguardo alla richiesta di sospensiva delle tre sentenze e, successivamente, il Parere dello stesso.

Nel frattempo, il 2 di aprile, il Ministro Giuliano Poletti ha incontrato rappresentanze delle Federazioni e del sindacato su questo ed altri temi. In quell’occasione, oltre ad anticipare ciò che ha poi formalizzato nella risposta a FISH, ha espresso l’intenzione di attivare il prima possibile il tavolo di monitoraggio previsto dal decreto di regolamentazione dell’ISEE (DPCM 159/2013) e di affidarne anche la valutazione di ipotesi correttive dello strumento.

Ci auguriamo – dichiara Vincenzo Falabella, presidente FISH – che gli interventi correttivi dell’ISEE non si limitino al mero accoglimento delle sentenze del TAR e alla loro razionalizzazione, ma che riprendano anche le indicazioni a suo tempo espresse e rimaste inevase, quali – ad esempiola considerazione, magari in termini di maggiorazioni nelle scale di equivalenza, del peso del lavoro dei caregiver, oppure una ancora maggiore della reale spesa derivante dalla condizione di disabilità che, come andiamo ripetendo da anni, è uno dei principali elementi di impoverimento. Da non dimenticare l’importanza di elementi che rendano più stringente l’omogeneità applicativa nelle diverse regioni e territori.

15 aprile 2015

FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
www.fishonlus.it

twitter.com/fishonlus

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Agenzia delle Entrate : Attivo servizio Assistenza per i contribuenti con disabilità

fisco-disabilità

Nel periodo di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, dal 15 aprile al 7 luglio, l’Agenzia delle Entrate attiverà un servizio di assistenza per i contribuenti con disabilità. Il servizio permette alla persona disabile di ricevere assistenza fiscale direttamente al proprio domicilio. Funzionari qualificati dell’Agenzia delle Entrate aiuteranno i contribuenti che non possono recarsi presso gli sportelli degli uffici, o che hanno comunque difficoltà ad utilizzare gli altri servizi di assistenza forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate.

Le persone che desiderano usufruire di questo servizio possono rivolgersi:

– alle Associazioni che operano nel settore dell’assistenza alle persone con disabilità
– ai servizi sociali degli enti locali
– ai patronati
– ai coordinatori del servizio delle Direzioni regionali dell’Agenzia dell’Entrate. fisco-disabilità

Le associazioni e gli enti interessati a svolgere un ruolo di collegamento fra i contribuenti disabili e l’Agenzia devono accreditarsi presso i coordinatori di ciascuna Direzione regionale. Informazioni aggiornate sul servizio di assistenza domiciliare si possono conoscere consultando il sito internet www.agenziaentrate.gov.it (sezione “Contatta l’Agenzia”).

È possibile, inoltre, ottenere informazioni e chiarimenti rivolgendosi:

– ai Centri di assistenza telefonica, che rispondono al numero 848.800.444 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 17 e il sabato dalle ore 9 alle 13)
– direttamente agli sportelli degli uffici territoriali dell’Agenzia.

Ai Centri di assistenza telefonica (848.800.444) ci si può rivolgere anche per conoscere i nominativi dei coordinatori regionali dell’Agenzia delle Entrate e l’elenco degli uffici.

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AccessibilitàBarriere ArchitettonicheDiritti dei disabiliHome pageItaliAccessibile NotizieLegge e FiscoNotizie Disabilità

LE BARRIERE ARCHITETTONICHE NELLE STRUTTURE SOCIALI

barriere-architettoniche-scandicci

barriere-architettoniche-scandicciRiguardo alle barriere architettoniche le disposizioni legislative sono semplici ed inequivocabili, in quanto tutta una serie di obbligazioni è fatta discendere alle autorità competenti alla gestione del servizio.

Per strutture sociali si intendono gli ambienti destinati ad attività sanitarie e assistenziali, quindi gli ospedali, le case di cura, i centri di riabilitazione, le case di riposo etc.; ed ancora gli ambienti destinati ad attività culturali, e cioè biblioteche, musei, sale per mostre temporanee; gli ambienti destinati ad ogni altro tipo di attività rivolta al sociale; infine, tutti gli altri edifici pubblici, compresi quelli a carattere giudiziario, come tribunali, preture, questure, e a carattere amministrativo, come le sedi di enti previdenziali, assistenziali etc.).

 SCUOLA

L’articolo 28 della legge 118/1971 pone l’obbligo di rendere accessibile l’edificio scolastico, in modo da poter così garantire la frequenza scolastica a tutti. Tale principio è ribadito anche dall’articolo 18 del DPR 384/1978, che in maniera esplicita impone di rendere accessibili gli edifici delle istituzioni prescolastiche, scolastiche, compresi gli Atenei universitari e le altre istituzioni di interesse sociale nella scuola, adeguando le strutture interne ed esterne a degli standards indicati dal D.P.R. stesso. Gli edifici pubblici e privati degli istituti scolastici d’ogni grado per essere accessibili devono prevedere almeno un percorso esterno che colleghi la viabilità pubblica all’accesso dell’edificio, dei posti auto riservati, la piena utilizzazione di ogni spazio anche da parte degli studenti con ridotte o impedite capacita motorie, ed almeno un servizio igienico accessibile. Nello specifico, per quanto riguarda gli edifici pubblici, gli arredi e le attrezzature didattiche (banchi, sedie, macchine da scrivere, spogliatoi, materiale Braille ecc.) devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di invalidità.

Nel caso l’edificio scolastico sia disposto su più piani, e non ci sia l’ascensore, è consigliabile collocare la classe frequentata dagli alunni con impedite capacità motorie al piano terra. Per quanto riguarda gli edifici privati, ci deve essere almeno un servizio igienico accessibile per ogni piano utile dell’edificio (qualora nell’edificio siano previsti piu nuclei di servizi igienici, anche quelli accessibili dovranno essere incrementati in proporzione).

Nel caso di interventi in edifici privati aperti al pubblico, qualora ci sia un’effettiva impossibilità a superare gli elementi di ostacolo, ad esempio per mancanza di spazio, deve essere garantito il requisito di VISITABILITA’ CONDIZIONATA predisponendo in prossimità dell’ingresso un pulsante di chiamata con l’apposito simbolo internazionale di accessibilità.

IMPIANTI SPORTIVI

I locali privati in cui si svolgono attività fisiche, come le palestre private, i centri per il fitness, per il body building etc., dato il loro carattere prevalentemente commerciale, sono riconducibili ai luoghi aperti al pubblico, e quindi soltanto VISITABILI. Tuttavia si ritiene che il servizio igienico debba comunque essere accessibile, indipendentemente dalla superficie del locale. Gli impianti sportivi, dove si svolgono attività sportive e manifestazioni atletiche, come stadi di calcio o di atletica, palazzetti dello sport, piscine etc., devono essere accessibili. Tale requisito è soddisfatto se sono accessibili gli spazi esterni, ovvero ci sia almeno un percorso di collegamento dalla viabilità pubblica all’accesso dell’edificio; se ci sono dei posti auto riservati, e se sono accessibili tutte le parti dell’edificio.

Per i servizi igienici, il D.M. 236/89 afferma la necessità di un servizio igienico accessibile per ogni piano utile dell’edificio, bene posizionato e facilmente raggiungibile, anche in considerazione di quanto indicato nel D.P.R. 503/96 all’art. 8.

In relazione all’utilizzazione del settore per il pubblico (tribune, gradinate, spalti, sedute fisse ecc.) si possono prendere a esempio le prescrizioni previste per le sale e i luoghi di spettacolo, e cioè:

– in prossimità di una via di uscita o di un luogo sicuro statico devono essere previsti spazi liberi riservati per persone su carrozzina, nella misura di almeno 2 spazi liberi ogni 400 o frazione di 400 posti, con un minimo di due, predisposti su pavimento orizzontale o con dimensioni tali da garantirne la manovra e lo stazionamento;

– la collocazione di questi spazi liberi varia in funzione del sistema di percorsi del settore del pubblico, che può essere del tipo ad accesso/uscita dall’alto o dal basso della gradinata. Inoltre, per tutti quegli impianti che, per la loro realizzazione o adeguamento, accedono ai finanziamenti concessi dall’Istituto del Credito Sportivo, il C.O.N.I. richiede che il requisito della ACCESSIBILITA’ risulti garantito nei seguenti settori funzionali:

– spazi per attività sportiva (campi, piste, vasche e relativi percorsi); – servizi di supporto (spogliatoi a annessi, pronto soccorso, uffici amministrativi, parcheggi);

– spazi per il pubblico (posto spettatori, servizi igienici, infermeria, parcheggi);

– eventuali spazi per attività complementari (bar, settore stampe, attività commerciali).

Per questo tipo di prescrizioni tecniche, è necessario consultare le Norme C.O.N.l. per l’impiantistica sportiva approvate dalla Giunta Esecutiva del C.O.N.I. con Deliberazione n. 1492 del 19/12/1997.

EDIFICI DI CULTO

Gli edifici di culto (chiese, moschee, sinagoghe o qualsiasi altro ambiente destinato al culto di ogni confessione e rito) devono essere visitabili o perlomeno prevedere una zona riservata facilmente accessibile per assistere alle funzioni religiose (art. 3 D.M.LL.PP. 236/1989).

La normativa vigente prescrive, infatti, per i luoghi di culto il requisito della VISITABILITA’. Tuttavia, proprio per le numerose affluenze di fedeli, sarebbe bene che il requisito fosse applicato in maniera più ampia possibile, così da garantire a tutti la partecipazione alla funzione religiosa.

Tale requisito è soddisfatto se sono previsti dei posti auto riservati, di pertinenza dell’edificio, almeno un percorso accessibile che colleghi la viabilità pubblica all’accesso dell’edificio, ed almeno una zona accessibile, riservata ai fedeli per assistere alla funzione. Tale zona deve essere raggiungibile mediante un percorso continuo, eventualmente collegato con rampe.

E’ necessario ricordare che, all’interno di questa tipologia di edifici, la maggior parte di essi è soggetta a vincolo di tutela monumentale ai sensi della Legge 1089/39.

SALE PER RIUNIONI E SPETTACOLI

In questa definizione rientrano strutture edilizie ben definite come teatri, cinema, auditori, ma anche ambienti meno caratterizzati, destinati più in generale ad attività ricreative sia all’aperto che al chiuso, temporanei o permanenti, compresi i circoli privati.

Gli spazi per riunioni e spettacoli devono essere VISITABILI. Tale requisito è valido se sono accessibili gli spazi esterni, ovvero ci deve essere almeno un percorso che colleghi la viabilità pubblica all’ingresso dell’edificio, dei posti auto riservati, almeno una zona riservata al pubblico, come specificato ai successivi punti 1 e 2, almeno un servizio igienico, e, dove previsti, il palco, palcoscenico e almeno un camerino/spogliatoio con relativo servizio igienico.

Nel caso si debba intervenire su edifici esistenti, e ci sia un’effettiva impossibilità per il superamento degli elementi di ostacolo, deve essere garantito il requisito di VISITABILITA’ CONDIZIONATA predisponendo, in prossimità dell’ingresso, un pulsante di chiamata con l’apposito simbolo internazionale di accessibilità.

1. SALE CON POSTI A SEDERE

Nel caso di sale con posti a sedere, si devono prevedere, in prossimità delle vie di esodo o di un luogo sicuro statico due posti riservati ogni 400 o frazione di 400 posti, con un minimo di due, per persone con ridotte capacità motorie; due spazi liberi su pavimento orizzontale, ogni 400 o frazione di 400 posti, con un minimo di due, riservati a persone su sedia a ruote, con dimensioni tali da consentirne la manovra e lo stazionamento.

2. ALTRI LUOGHI PRIVI DI POSTI FISSI

Nel caso di ambienti di spettacolo che non sono propriamente identificabili come sale con posti a sedere e che non possono essere compresi nei casi individuati al punto precedente, occorre prevedere più in generale una zona agevolmente raggiungibile dalla persona disabile, in prossimità delle vie di uscita o di un “luogo sicuro statico” Ricapitolando, le sale ed i luoghi per riunioni e spettacoli, oltre a dover essere accessibili, devono prevedere la riserva di un posto ogni 400 per persone disabili con difficoltà motorie (art. 26 D.P.R. 384/1978).

Tali disposizioni vengono ulteriormente chiarite dagli articoli 3 e 5 del D.M.LL.PP. 236/1989: le unità immobiliari sedi di riunioni o spettacoli, circoli privati, ristorazioni devono essere visitabili, prevedendo nella fattispecie una zona riservata, un servizio igienico opportunamente attrezzato ed i servizi comuni accessibili. Ogni 400 posti se ne devono riservare due per le persone a ridotta capacità motoria, e altrettanti per persone su sedia a ruote.

Più in generale, la legislazione vigente afferma che tutti i locali destinati ad attività collettive (ed in particolare i luoghi pubblici) devono essere accessibili

L’accessibilità delle strutture sociali risulta garantita se sono accessibili:

• gli spazi esterni, ovvero ci deve essere almeno un percorso che funga da collegamento tra la viabilità pubblica e l’accesso dell’edificio;

• ove previsti, i posti auto, in parcheggio o in un’autorimessa di pertinenza dell’edificio;

• tutte le parti dell’edificio.

Per quanto riguarda i servizi igienici, secondo quanto espresso dal D.M. 236/89, ci deve essere un servizio igienico accessibile per ogni piano utile dell’edificio. Naturalmente, i servizi accessibili devono anche avere una buona ubicazione e devono essere facilmente raggiungibili, anche per quanto indica il D.P.R. 503/96 all’art. 8, che prevede un servizio igienico accessibile per ogni nucleo installato, indipendentemente dalla collocazione per piano.

In particolare, per quanto riguarda gli edifici pubblici, deve essere garantita l’accessibilità anche agli ambienti riservati al personale in servizio (impiegati, operatori etc.).

Riassumendo, questa legislazione va applicata nel seguente modo:

• gli edifici (pubblici e privati) di nuova costruzione devono essere realizzati in conformità agli standards previsti dalla legge

• gli edifici (pubblici e privati) in ristrutturazione devono anch’essi rispettare gli standards normativi

• gli edifici pubblici esistenti, anche se non ristrutturati, dovranno essere oggetto di tutte le varianti possibili e conformi alla normativa vigente

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ISEE 2015 : il Tar Lazio ha accolto i ricorsi dei famigliari dei disabili italiani

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iseeIeri, finalmente, una buona notizia: il Tar Lazio ha accolto i ricorsi presentati lo scorso mese dalle famiglie italiane. Lo studio Sorrentino, rappresentante legale dell’associazione “Stop al nuovo Isee” ha ricevuto dal tribunale il dispositivo nella giornata di ieri; solo la sentenza, però, permetterà di capire come il nuovo indicatore della situazione economica equivalente verrà modificato. “Ma già ora – commenta l’avvocato Liliana Farronato– possiamo dire che, in conseguenza dell’accoglimento del ricorso, viene annullato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri impugnato, nelle parti relative alle persone con disabilità. L’esecutivo dovrà quindi modificarlo tenendo conto delle illegittimità denunciate”………………continua a leggere su Ability Channel

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Visite di revisione: l’INPS definisce le nuove regole

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inps-italiaccessibileTramite una recente Circolare, infatti, l’INPS ha fissato i criteri operativi delle nuove procedure per l’accertamento e la revisione delle minorazioni civili, stabilite lo scorso anno dalla Legge 114/14. E lo ha fatto, secondo il Servizio HandyLex.org, «forzando a proprio favore l’applicazione del disposto legislativo, con vantaggi e svantaggi per i cittadini»

La Legge 114/14 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari) si era posta anche l’obiettivo di semplificare le procedure di accertamento e di revisione delle minorazioni civili.

Come si legge in un approfondimentoelaborato dal Servizio HandyLex.org: «Una novità particolarmente rilevante riguardava proprio le visite di revisione. Nella normativa previgente, infatti, lo status relativo alla minorazione civile e all’handicap (Legge 104/1992) decadeva in occasione della scadenza dei relativi verbali di accertamento, anche se l’interessato era in attesa di visita di revisione. A causa dei ritardi “tecnici” di verifica della permanenza dei requisiti sanitari, all’indomani della scadenza eventualmente indicata nel verbale venivano pertanto sospese le provvidenze economiche (pensioni, assegni, indennità), si perdeva il diritto alle agevolazioni lavorative (permessi e congedi) e non si poteva accedere ad altre agevolazioni quali, ad esempio, quelle fiscali finché non fosse stato definito un nuovo verbale di accertamento. Con la Legge 114/14, invece, nel caso in cui sia prevista la rivedibilità, si conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefìci, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura».

Ora, ad alcuni mesi di distanza, l’INPS ha fissato con una propria Circolare (n. 10 del 23 gennaio 2015) i criteri operativi «forzando a suo favore – secondo HandyLex.org – l’applicazione del disposto legislativo» ed «“estromettendo” totalmente le ASL dalle visite di revisione che finora erano loro affidate, con vantaggi e svantaggi per il Cittadino: da un lato, infatti, i tempi dovrebbero essere abbreviati, non essendoci più il “passaggio” di verbali da ASL a INPS. Dall’altro, però, il Cittadino non ha più come referente la propria ASL e la sua sede fisica. Potrebbe, quindi, accadere che recarsi a visita comporti maggiori distanze e maggiori disagi».

«Di certo – sottolinea ancora la nota di HandyLex.org, di cui suggeriamo caldamente ai Lettori la consultazione – tale soluzione incontrerà il favore di molte Regioni che vedranno abbattersi i costi di accertamento presso le proprie ASL, ma al contempo ciò rappresenta un ulteriore passo verso la delega totale della valutazione della disabilità dal Sistema sanitario e sociosanitario nazionale all’INPS».

Fonte: superando.it

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