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OLTRE OGNI LIMITE “ESTATE” , EVENTO SOLIDALE ED INCLUSIVO A “MARINA DI MELENDUGNO” (LE)

locandina oltre ogni limite

OLTRE OGNI LIMITE “ESTATE” , EVENTO SOLIDALE ED INCLUSIVO, IN PROGRAMMA SUL LUNGOMARE MATTEOTTI DI SAN FOCA “MARINA DI MELENDUGNO” (LE), IL PROSSIMO 29/07/2017

di Maria Stella Falco

OLTRE OGNI LIMITE “ESTATE” , EVENTO SOLIDALE ED INCLUSIVO, “MARINA DI MELENDUGNO” (LE)
OLTRE OGNI LIMITE “ESTATE” , EVENTO SOLIDALE ED INCLUSIVO, “MARINA DI MELENDUGNO” (LE)

Un mio amico, da qualche tempo, mi ha chiesto di scrivere un articolo su ItaliAccessibile per informare di un evento, all’insegna dell’inclusione e della solidarietà, che si svolgerà sul lungomare Matteotti di San Foca “Marina di Melendugno” (Le) il prossimo 29/07/2017. Sempre tempo fa, il mio amico mi ha inviato il comunicato stampa diffuso dagli organizzatori per l’occasione. Svariati impegni di studio, lavorativi e, soprattutto burocratici, mi hanno tenuta abbastanza lontana dal blog in questo periodo: quel comunicato è rimasto alla mail per qualche settimana; quasi allo scadere del tempo utile alla diffusione della notizia, eccomi qui a rimediare volentieri.

Riprendendo il famoso comunicato stampa, nell’intestazione, ho appena letto: Oltre ogni limite “Estate” “Sono gli eventi impossibili a rendere le cose straordinarie”: questo è un aforisma in cui credo molto, da tempo. Segue/ono una descrizione più dettagliata delle finalità dell’iniziativa; info “pratiche”.

Dopo il successo ottenuto nell’inverno 2016 nel Cinema Paradiso di Melendugno si è pensato di riproporre, con scenari diversi la giornata all’insegna della solidarietà. La manifestazione/serata di solidarietà prevede un varietà al quale parteciperanno artisti/eccellenze disabili e non del territorio salentino i/le quali saranno parte integrante allo staff organizzativo con l’unico fine di contribuire e sostenere l’iniziativa rivolta soltanto ad aiutare le famiglie meno fortunate del territorio melendugnese.

Questo evento benefico ha aperto il cuore degli Amministratori i quali ne hanno permesso col loro patrocinio la realizzazione. È un’iniziativa da riproporre, non solo ai melendugnesi, ma anche ai tanti turisti ogni estate numerosi in Salento, che vorranno partecipare affinché la solidarietà diventi cosa di tutti.

Per info: 3494718566 – Facebook: prolocomelendugno – Mail: prolocomelendugno@gmail.com

Un ultimo periodo per inviatarVi a leggere pure questi miei “vecchi” articoli:

http://www.italiaccessibile.it/esperienze-accessibili-san-foca-salento-italiaccessibile/

http://www.italiaccessibile.it/le-mie-spiagge-accessibili-del-cuore-in-puglia-di-maria-stella-falco/

In entrambi, ho segnalato la possibilità di “compiere” un’altra esperienza accessibile, sempre in San Foca, “Marina di Melendugno” (Le), e sempre d’estate!

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Lo spettacolo teatrale “Sogno di una Notte di Mezza Estate” interpretato da allievi con disabilità

notte-di-mezza-estate-

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE 

(regia Marta Iacopini)

martedì 20 giugno 2017 – ore 20.30 

Teatro Brancaccio – via Merulana, 244 Roma

 

Una rilettura in chiave moderna dell’opera di W. Shakespeare, realizzato nell’ambito del progetto “Laboratorio teatrale integrato per persone disabili adulteʺ, finanziato da Roma Capitale – Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute.

 

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

L’adattamento dello spettacolo, diretto dalla regista Marta Iacopini, interpretato dagli allievi con e senza disabilità dell’Accademia L’Arte nel Cuore Onlus di Daniela Alleruzzo, ha lasciato intatta la storia originale che ruota attorno alle vicende amorose di Ermia e Lisandro, Elena e Demetrio, complicate dall’arrivo del folletto Puck che crea scompiglio tra gli amanti.

 

Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno di SIAE, POSTE ITALIANE, L’OREAL ITALIA, SISAL, BCC ROMA, EXXON MOBIL, STUDIO ZITO, IL FIORE DEL DESERTO, BARDI EDIZIONI, UNIVERSITA’ NICCOLO’ CUSANO, DIMENSIONE SUONO 2, CNB COMUNICAZIONE

per maggiori informazioni: info@artenelcuore.it

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La sicurezza dei disabili su Facebook: la mia disavventura, incappato in un profilo falso

facebook

di Domenico Foglia

Alcuni anni fa, mentre stavo chattando su Facebook, mi è arrivata una richiesta di amicizia, di una ragazza, che si è presentata a me con il nome di Stella Catalano .

Facebook
Facebook

Ma partiamo dall’inizio. Come vi dicevo, io cominciai a parlare e si presentò a me con il nome di Stella Catalano scoprendo che anche lei, come me, era una fan della più longeva e famosa soap opera napoletana di Rai tre.

Continuando a chattare mi disse che aveva creato una pagina Facebook dedicata alla soap e mi chiese di gestirla insieme, io entusiasta della proposta, accettai di collaborare ed entrammo cosi in confidenza, lei si apri molto con me tanto da dirmi che si era affezionata.

Ma torniamo alla questione della pagina Facebook. Per i primi tempi, la gestione della pagina andava bene e cresceva sempre di più, ottenendo sempre più mi piace, fino a quando, una mattina accadde qualcosa di strano, mi sono collegato e la pagina non c’era più, ma, la cosa ancora più strana è che anche quella ragazza, era scomparsa, si era cancellata da Facebook.

Ma le sorprese non sono finite. Recentemente, sono stato contattato da un ragazzo, (del quale per questioni di privacy, non rivelerò il suo nome),che ha conosciuto anche lui questa Stella Catalano, che gli aveva confessato di essersi innamorato di lui, lo chiamava sul telefonino, lui le chiese di incontrarla, ma lei si è sempre rifiutata.

Insomma, per farvela breve questa Stella Catalano, non esiste, era un profilo falso , addirittura questa ragazza si nascondeva sotto diversi profili falsi , sta di fatto che, ad oggi, non si è riuscito a scoprire la vera identità della ragazza.

Nel sentire queste parole, da parte di quel ragazzo, io ci rimasi male, perché io e lui siamo stati presi in giro, anche perché io mi ero affezionato.

Ho deciso di raccontare questa mia disavventura, affinchè quello che successo a me non capiti ad altri ragazzi.

Ai ragazzi e ragazze come me dico: aprite gli occhi,quando siete su Facebook, perchè le cosidette “truffe sentimentali”, molte volte anche con richieste di soldi, sono dietro l’angolo.

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Danza e disabilitàDiversamente AbiliDonne e disabilitàHome pageItaliAccessibile News @ltItaliAccessibile NotizieNotizie DisabilitàSociale

IO, FEDERICA L’AMORE PER DANZA OLTRE LA DISABILITÀ

federica-bambaci-danza in carrozzina

di Federica Bambaci

Federica Bambaci - danza in carrozzina
Federica Bambaci – danza in carrozzina

Raccontarmi nel blog ItaliAccessibile, far conoscere le mie idee e i miei progetti imminenti è sempre un piacere. L’arte trova sempre un preminente spazio nella mia vita, come una tela bianca che ogni giorno tento di dipingere con emozioni e sensazioni mai provate prima, e lasciarle scorrere attraverso il web trovo abbia una certa valenza.

Cimentarsi in questo campo può rivelarsi insidioso, le difficoltà con le quali si viene immediatamente a contatto sono evidenti, ma spesso si tende, superficialmente, ad ignorarle. La mia brama di volontà nel voler applicare fisicamente ciò che la mattina –alzandomi– idealizzo, è spesso destabilizzante: mi trovo a dover metabolizzare un confronto col mio stesso limite fisico (tetraparesi) il quale influisce molto sul sistema motorio ed è causa di sconforto; quando la prestazione non può essere pienamente sufficiente, quando il corpo non è in grado di seguire la mente, la mia creatività ne risente parecchio, e l’impatto con il mondo esterno non contribuisce in alcun modo a rendermi esente da questo sentimento.

In particolar modo nella danza, spesso e volentieri si è avvezzi ad affrontare un confronto tra le varie disabilità in campo artistico; e ciò rende implicito il grado di valutazione al quale sono soggetta, coesistente a causa della qualità di movimento minore che posseggo rispetto, per esempio, ad un artista affetto da paraplegia. Quando si pensa alla danza in carrozzina, è infatti di immediata e assoluta evidenza l’immagine di un artista paraplegico –patologia che ti permette di applicarti meglio.

L’impatto con il pubblico è inevitabilmente più acuto, arriva –a ragione– in maniera più diretta, ma ciò non annulla la mia volontà di dimostrare chi sono, che porto con me sul palco ogni qualvolta si presenta l’occasione. Gli applausi della gente mi soddisfano, come persona e artista, ma accettare la mia condizione che inevitabilmente comporta un limite pensiero-corpo, è estremamente difficile. E lo è maggiormente quando, in un famoso talent televisivo, in una ragazza eccellente nell’interpretazione di un Ofelia, io vedo me stessa; e comprendo che, malgrado la mia volontà, un imitazione dell’omonima mi è estremamente difficile. Nonostante ciò, da quando ci siamo lasciati ad oggi, ho continuato imperterrita ad inseguire i miei sogni, facendo mio ogni punto di forza di fronte a qualsiasi limite, partecipando come modella in carrozzina a manifestazioni organizzate da associazioni della zona; prendendo parte a progetti di fotografia e future collaborazioni con ballerini che da qui a poco partiranno per gli Stati Uniti grazie a delle borse di studio e, soprattutto, lavorando ad un secondo videoclip che uscirà a breve –a me caro per la tematica trattata–, il quale contenuto spero possa arrivare al cuore di molti.

Ringrazio sentitamente Pierpaolo Capozzi, responsabile di questo blog, che mediante questo articolo mi ha dato la possibilità di esprimermi e, ancora una volta, mettermi a nudo con una delle attività che più amo: la danza.

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Libri: segnalazioni, recensioni

Chiacchierando con Carlotta sul suo libro autobiografico “Quegli Attimi Di Felicita”

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Chiacchierando con Carlotta sul suo libro autobiografico “Quegli Attimi Di Felicita”

di Gianluca Iandolo

Libro “Quegli Attimi di felicità” di Carlotta Orefice

Salve quest’oggi voglio farvi partecipe della “mia chiacchierata informale ” con Carlotta Orefice, ragazza con disabilità motoria, autrice del libro  “Quegli Attimi di Felicita”. E’ un libro autobiografico, fresco, di veloce comprensione ma soprattutto ricco di emozioni e sensazioni vissute che si trasmettono al lettore.

Per questo vi trasmetto il contenuto di questa “chiacchierata”:

Da dove nasce l’idea di raccontarti?

Perche voglio aiutare le persone che sono nelle mie stesse condizioni rialzarsi più forti, come ho fatto io!!

Quindi per dare un messaggio di “d’ispirazione e rinascita”?

Si

Nelle tue pagine avverte un lungo cammino di consapevolezza e una forte voglia di vivere

Voglia di vivere tanta,con tutte le sue difficoltà e il desiderio di farsi accettare nonostante la disabilità! Odio le persone che ti passano vicino e ti dicono <<bella che peccato pero…>>. Ho tanta rabbia per loro che non ci accettano e che credono che la loro vita sia migliore della nostra

Ci riuscirò!

Certo che ci riuscirai, ci stai già riuscendo! Non è da tutti mettere nero su bianco un pezzo della propria vita dicendo “io ci sono e sono così!!”

Forse sono stata fortunata ad avere una famiglia alle spalle che mi ha fatto e mi farà ancora superare ogni cosa.

Sicuramente sono i tuoi capi saldi oltre gli amici, giusto?

Giustissimo

Nel libro ci sono oltre alle profonde ed intense lettere ai tuoi cari anche dei posti e degli episodi della tua vita, come mai ?

Il mio vissuto,ciò che mi ha segnato, il mio primo fidanzato, la prima persona che mi ha accettato, la mia migliore amica ed ancora la mia Taene che più di un’amica è una sorella che mi ha portato in Brasile per un mese intero, non lo dimenticherò mai più. Nella mia vita adesso c’è tanto, un nuovo amore e poi Erica il mio attuale “angelo custode” l’adoro . Chi sa se un giorno scriverò ancora!!

Oltre la scrittura quali sono le tue passioni?

Viaggiare, la fotografia,la salsa e faccio anche lezioni di canto in un accademia

La conclusione di questa chiacchierata/intervista come dir si voglia, è stata ricca di significato e di emozione un come “Quegli Attimi Di Felicita” che potete trovare online : Quegli attimi di Felicità

Grazie per aver letto il nostro articolo puoi aiutaci con una donazione a portare avanti i nostri progetti

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Dora Una Voce per un Aiuto

Dora una Voce per un Aiuto – Puntata del 26 febbraio 2017

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Dora una Voce per un Aiuto – Puntata del 26 febbraio 2017

Web Radio di Dora Millaci

Corso ABIO a Mestre, Ass. Italiana Favismo per la X Giornata Malattie Rare, Ass. Voa Voa Onlus, Corsi del dott. Cisternino, I convegno logopedia a Rimini, poesia vincitrice Mini-Concorso, presentazione libro di Antonio Lanza, libro di Daniela Lella (storie vere di violenza sulle donne), AISM e la gardenia per la ricerca. Sondaggi

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Diritti dei disabiliDiversamente AbiliHome pageItaliAccessibile NotizieNotizie DisabilitàPescaraSport Disabili

“Solidarietà fa Sport” a Pescara per sensibilizzare nelle scuole alla disabilità

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Pescara, Sport e solidarietà

Presentato a Pescara il progetto “Solidarietà fa sport” dell’assessorato alle Politiche sociali che nasce per promuovere una sensibilizzazione dei giovani e della comunità alle tematiche che riguardano la disabilità di tipo fisico, psichico, sensoriale, intellettuale e relazionale.

Un progetto che vede la collaborazione delle associazioni Anfass, Addesi Cycling, Amicacci Giulianova, Ens, Cosma, Aism, Diversuguali, Arda, Asd Polisportiva La Fenice, Uildm, Sottosopra, Anmic, Udi, Anfass, Movimentazioni, Spazio Donna, Percorsi e Cooperativa Aurora Valori&Sapori che operano nell’ambito della disabilità e degli istituti scolastici secondari di primo e secondo grado.

L’assessore alle Politiche Sociali Antonella Allegrino ha illustrato le tappe del progetto.

Con questo progetto si è inteso creare un’attenzione particolare al tema della disabilità attraverso le testimonianze di atleti disabili e di operatori delle associazioni. Sono loro, infatti, i protagonisti di una serie di iniziative nelle scuole che mirano a coinvolgere, in diversi modi, gli studenti, affinché ogni persona possa responsabilizzarsi e rappresentare una risorsa.

Il confronto con gli studenti serve anche a sollecitarli a vivere in modo diverso gli ostacoli che trovano nella vita e che possono essere superati con coraggio e determinazione, grazie alla voglia di esprimere se stessi in base a ciò che ognuno sa fare. Questo è un messaggio che va oltre l’attività di sensibilizzazione e che sarà lanciato anche in occasione di un evento importante, la Coppa Italia di basket in carrozzina, che si terrà il 3 e il 4 marzo al PalaElettra di Pescara in collaborazione con la Polisportiva Amicacci di Giulianova (Teramo), che partecipa con atleti impegnati nel basket in carrozzina.

Si prevede anche l’assegnazione di sei borse di studio dal concorso “Social Reporter”,tre per le scuole secondarie di primo grado e tre per quelle di secondo grado. Gli studenti, per partecipare, dovranno scrivere un articolo giornalistico su uno degli incontri a cui hanno preso parte o su uno degli eventi in programma. Oltre alla finale di Coppa Italia del 3 e 4 marzo, ci sarà lo spettacolo ‘Un grande abbraccio’, della compagnia Mayor Von Frinzius, con il comico Paolo Ruffini, che andrà in scena al Teatro Massimo il 21 marzo, Giornata mondiale della Sindrome di Down.

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AccessibilitàCucinaDiversamente AbiliEventi DisabilitàHome pageItaliAccessibile NotizieLavoro & disabilità

Gaglianico (Bl) : “Diversamente Chef” la cucina abbatte le barriere della disabilità

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Diversamente Chef

“Diversamente chef a 5 stelle” è il progetto presentato nei giorni scorsi a Gaglianico in provincia di Biella a cui hanno aderito Aias, Aima, Agenda, Cooperativa Domus Laetitae e Casa Lions. Con loro un gruppo di allievi dell’Istituto Alberghiero di Biella grazie ai quali ragazzi con varie disabilità potranno diventare cuochi e operatori di sala certificati.

Ad essere coinvolti venti tra ragazzi e ragazze, guidati dalla professoressa Deborah Marangon, che avranno il compito di affiancare i cuochi del futuro. A loro spetterà la gestione del bar ristorante all’interno della nuova sede Aima, Associazione Italiana Malattia di Alzheimer, di via Gramsci a Biella.

Tre anni di impegno scolastico da cui usciranno chef pronti ad essere inseriti nel mondo del lavoro con tanto di attestato di certificazione.

A partecipare al progetto anche Lauretana, che ha fornito tutti i grembiuli neri da chef.

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Dora Una Voce per un Aiuto

Dora una Voce per un Aiuto – Puntata del 19 febbraio 2017

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Dora una Voce per un Aiuto – Puntata del 19 febbraio 2017 Web Radio Sociale diretta da Dora Millaci

 

X Giornata Mondiale Malattie rare (eventi vari), Associazione Amici della Zizzi Onlus, Convegno Nazionale AssoEpilessia Roma Onlus, poesia vincitrice Mini-Concorso, Presentazione libro di Sofia Bolognini “Nasce Cresce Deserti”, Veterinari a domicilio, LILT e educazione alla salute nelle scuole, SOS LILT numero verde nazionale, Genova e convegno sulla vita indipendente per le persone disabili, corso di nuoto per disabili. Sondaggi

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Dora Una Voce per un Aiuto

Dora una Voce per un Aiuto – puntata del 6 febbraio 2017

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Dora una Voce per un Aiuto – puntata del 6 febbraio 2017.

Web Radio Sociale diretta da Dora Millaci

Un aiuto per gli animali di Amatrice, parliamo di autismo con uno spettacolo di beneficenza, Giornata Nazionale Raccolta del Farmaco, Sindrome E.E.C, Giornata Mondiale contro il cancro, poesia vincitrice Mini-Concorso, presentazione libro di Roberta Zoli (su una malattia rarissima), evento presentazione libro di Nicole Orlando, Blog cerca amanti della scrittura, I Giornata Naz. contro il bullismo, LILT e il tumore della mammella e/o Ovaio. Sondaggi

 

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Dora Una Voce per un Aiuto

Dora una Voce per un Aiuto – Puntata del 29 gennaio 2017

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Convegno sui diritti degli animali a Cosenza, Ass. Gaia cerca Videomarker, Ass. Il Sorriso di Mavi Onlus e il Premio letterario, Epilessia: nasce nuovo portale, presentazione e lettura favola di Roberta Zoli sull’epilessia, poesia vincitrice Mini-Concorso, presentazione libro di Massimiliano Pricoco “Il traduttore di lacrime”, incontro a Lucca e la legge sui Caregiver, Palermo nasce centro per l’autismo, Garbagnate apre sportello per chi è affetto da autismo, ENPA nelle zone terremotate, Verona e l’evento sulla disabilità visiva. Sondaggi

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Nel Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio Nazista dei disabili

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Sterminio Nazista disabili
Sterminio Nazista disabili

Oggi 27 gennaio, nel Giorno della Memoria c’è un altro sterminio da ricordare, dopo la liberazione di Auschwitz da parte delle armate russe, c’è una pagina dolorosa e poco conosciuta, i progetto nazista di eliminazione di disabili e malati mentali, 300 mila persone, conosciuto come progetto dell’Aktion T4. Fu una sorta di mostruosa prova generale della Shoah, realizzata in nome della purezza della razza e del risparmio di risorse economiche, perchè le persone con disabilità erano ritenute solo come uno sperpero di denaro per mantenerle non potendo lavorare.

Il progetto Aktion T4 è la realizzazione del concetto, enunciato da Alfred Hoche e Karl Bindin di “eutanasia sociale”. Già durante la prima guerra mondiale, negli istituti di cura tedeschi, si erano verificati decessi sospetti; le necessità del conflitto avevano reso le persone insensibili alla morte di soggetti la cui sofferenza era considerata dannosa per loro stessi e per lo Stato.

La messa in atto del concetto di eutanasia sociale fu relativamente semplice in Germania: infatti il nazismo sosteneva un programma di eugenetica, il cui obiettivo era purificare e migliorare la razza germanica. I malati cronici, i disabili, le persone affette da handicap fisici o mentali erano visti come parassiti che portavano via soldi alle casse dello Stato e che, riproducendosi, “inquinavano” la purezza della razza ariana. Si giunse quindi alla conclusione che bisognava impedire la riproduzione di questi soggetti. La comunità scientifica tedesca aderì con entusiasmo a questo progetto.

Come primo provvedimento venne varata nel 1933 la “Legge sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie”, con la quale si autorizzava la sterilizzazione forzata di questi individui. Si cercò di convincere il popolo tedesco dell’utilità di questo provvedimento attraverso la diffusione di opuscoli, la radio e l’insegnamento nelle scuole.

La sterilizzazione avveniva attraverso intervento chirurgico, con l’utilizzo dei raggi X oppure previa assunzione di preparati chimici. Il dottor Clauberg fu, in questo senso, un vero e proprio pioniere della ricerca; in una lettera ad Himmler egli affermava di essere vicino all’invenzione di un modo per sterilizzare anche mille persone al giorno. Crudeli ed efferati esperimenti vennero condotti su centinaia di donne alfine di trovare il metodo più efficace e rapido per avviare migliaia di persone alla sterilizzazione di massa.

Il 1° settembre 1939 Hitler diede il via al progetto volto a “concedere la morte per grazia ai malati considerati incurabili secondo l’umano giudizio”, con un ordine che ancora oggi fa discutere per la sua effettiva validità. Venne scelta come base per l’organizzazione del progetto una villa di Berlino che si trovava al numero 4 della Tiergartenstraße; ciò ispirò il nome dell’operazione, Aktion T4. Le operazioni si svolsero in assoluta segretezza: vennero inviati migliaia di questionari negli istituti psichiatrici, al fine di conoscere la capacità lavorativa dei malati; successivamente quattro periti analizzarono i questionari e decisero il destino dei pazienti.

Le uccisioni, gli esperimenti, la sterilizzazione forzata,le sofferenze inflitte ai malati mentali furono opera anche di illustri psichiatri che avevano portato la psichiatria tedesca ai vertici mondiali affermando di prodigarsi per migliorare le condizioni dei manicomi e dei malati ma che si trasformarono in aguzzini dei loro pazienti in nome di una ideologia.

In soli due anni si giunse così all’eliminazione di ben 70.273 individui. La conclusione della guerra segna la fine dell’Aktion 14F13. Molti dei dottori e medici coinvolti in questa operazione non furono mai catturati ed alcuni di essi tornarono ad esercitare liberamente.

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DISABILITA` E SPORT: IL PREMIO ” MARIA VITTORIA MARCOLINI”

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L’Associazione Il Sorriso di Mavi Onlus di Bovolone (Verona) presenta la prima edizione del premio “Maria Vittoria Marcolini” destinato alle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, ai centri di formazione professionali di Verona e provincia. Per accedere al premio bisogna partecipare ad un bando di concorso dal titolo “Disabilità e Sport,  binomio ricco di potenzialità“.

L’idea di creare delle opportunità di confronto tra i giovani con disabilità e non, per farli riflettere sul reale significato del concetto di inclusione sociale e di come l’istruzione, lo sport e le altre attività del tempo libero costituiscano un’imprescindibile opportunità per un presente e un futuro di condivisione.

Il Bando di concorso rientra nel progettoS – Lancio senza ostacoli“, (che ha avuto inizio il 06 maggio 2016 in occasione della presentazione dell’Associazione), con il quale si vuole favorire l’inclusione sociale dei giovani con disabilità negli ambiti dell’istruzione, dello sport e del tempo libero per contribuire allo sviluppo della loro autonomia e di una loro maggiore autostima nell’esercitare attività ricreative e sportive.

Il bando di concorso è rivolto ai giovani studenti delle Scuole secondarie di secondo grado e ai Centri di formazione professionale di Verona e Provincia e intende premiare gli elaborati progettati dall’intera classe, o da un gruppo di lavoro di studenti, con il coinvolgimento di almeno un giovane con disabilità.

Sono previsti tre premi di euro 500,00 ciascuno e saranno assegnati all’istituto scolastico di appartenenza della classe ovvero del gruppo lavoro vincitore, il quale Istituto dovrà garantire l’utilizzo del Premio con la condivisione degli studenti vincitori, per il perseguimento delle finalità del Bando e quindi favorire l’inclusione dei giovani con disabilità all’interno dell’istituzione scolastica, ovvero nel mondo dello sport e del tempo libero.

Entro il 31 gennaio 2017 devono pervenire le adesioni di partecipazione al Bando tramite email all’indirizzo ilsorrisodimavi@gmail.com, ed entro il 31 marzo 2017 devono essere presentati gli elaborati con le medesime modalità. Il 06 maggio 2017 è prevista la premiazione che verrà effettuata nel corso di un pubblico evento.

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Dora Una Voce per un Aiuto

Dora una Voce per un Aiuto – puntata del 6 novembre 2016

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Dora una Voce per un Aiuto – puntata del 6 novembre 2016 a cura di Dora Millaci Web Radio Sociale

Temi sociali, disabilità, malattie rare, Onlus, violenza sulle donne, sez. scomparsi, libri/book, poesie, lavoro, animali. Sondaggi. Scrivere a: radiounavoce@virgilio.it

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NADIR MALIZIA: “VITA SU QUATTRO RUOTE” DI UN GIURISTA CON LA PASSIONE PER LA SCRITTURA

nadir-malizia-libro
Libro di Nadir Malizia
Libro di Nadir Malizia

 

Ecco un’intervista a Nadir Malizia, augurandoci di fornirvi un consiglio di lettura per quest’autunno.

Ringraziamo l’autore del libro autobiografico “Vita su quattro ruote” (GruppoC1V Edizioni, 2015 ), che convive con una tetraplegia spastica dalla nascita, per aver risposto e offerto spunti di riflessione.

 

 

 

 

Intervista a cura di Maria Stella Falco

 

– Presentati ai nostri lettori. Sei giurista e scrittore. Perché un giurista decide di scrivere?

Salve, mi chiamo Nadir Malizia, sono in carrozzina da quando sono nato. Ho 40 anni, vivo nelle Marche da quasi sette anni condividendo l’appartamento con due amici. Sono laureato in Giurisprudenza da quasi sei anni e scrivo per una casa editrice di Roma. Sì, sono giurista, ma da sempre ho la passione per la scrittura e ho voluto metterla in pratica scrivendo un libro autobiografico dal titolo “Vita su quattro ruote” edito dalla casa editrice GruppoC1V Edizioni di Roma.
– A breve leggerò il tuo libro, perché mi consigli di leggerlo?

Ti consiglio di leggere il libro, perché è profondo, fatto di pensieri, parole e emozioni, di una persona “diversamente abile”. Ho voluto raccontare una realtà per molti ancora sconosciuta.
– Quanto è stato utile per te raccontare la tua storia (di diversabile)?

Per me scrivere questo libro è stato sicuramente utile perché attraverso la mia testimonianza personale e sociale sul tema della disabilità e non solo, cercando di abbattere i pregiudizi, entrando in punta di piedi nel cuore e nelle case dei lettori.
– E’ sia stato utile per i tuoi lettori leggere il tuo libro?

Sì, sicuramente, ne ho avuto la prova, dai numerosi messaggi positivi ricevuti dai lettori. Le persone si complimentano con me di come affronto ogni cosa con tenacia e entusiasmo. Mi ringraziano perché, dopo aver letto il libro, vedono la vita con occhi diversi.
– Come è nato, materialmente, questo libro? Come hai trovato l’editore “giusto”?

Il libro è nato materialmente 11 maggio 2015, pubblicandolo per la casa editrice GruppoC1V Edizioni. Questo grazie al mio Editore Cinzia Tocci che ha creduto in me e nella mia storia. Dopo una lunga ricerca di case editrici famose e non a pagamento.

– Con che tipo di disabilità convivi? Come è “vivere su quattro ruote”? Pure io ci vivo, non “a tempo pieno”, ma solo quando ne ho la necessità (se devo percorrere spazi molto ampi in poco tempo).

Secondo me, molta gente, non è abituata a vedere le persone in sedia a rotelle, pensa che essere in sedia a rotelle significa non avere una vita (emotiva, sociale). Per fortuna non tutti pensano questo….Convivo dalla nascita, con una tetraplegia spastica, causata da sofferenza fetale, che ha colpito gli arti inferiori, pur avendo la sensibilità in tutto il corpo. Vivere una vita su quattro ruote per quanto mi riguarda personalmente, è una cosa meravigliosa dal punto di vista personale e sociale ma dall’altra ci sono le lotte di ogni giorno per avere diritto alla propria autonomia.
– Ti seguo su fb, citando il tuo libro, hai scritto: “avere una disabilità non significa arrendersi”. Hai mai pensato di arrenderti? Scrivere di te ti aiutato a non arrenderti?

Sì esatto, mai arrendersi, anche se si ha una disabilità; certo, mi è capitato di arrendermi, soprattutto nel periodo adolescenziale, perché per un attimo mi sono sentito fuori posto. Mi sentivo “diverso” ma poi grazie a una vocina interiore alla volontà, tutto è passato per proseguire la mia vita in salita.

 

– A proposito della tua disabilità e della tua omosessualità scrivi, “È giusto raccontare e far conoscere altre realtà”.

Io credo che, tutti, disabili compresi, debbano “smetterla” di giustificare le proprie scelte…Se ognuno di noi raccontasse la propria storia, forse e dico forse la società, comincerebbe a capire che ci sono altre realtà da conoscere, e ognuno potrebbe imparare qualcosa per migliorare come donna uomo di una società civile se così si può chiamare.
– Stai scrivendo un altro libro, puoi anticipare qualcosa sul contenuto?
Posso dire soltanto che sarà un libro, a livello culturale e scientifico e umano. È un libro scritto a quattro mani.

 

 

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