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ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: le 6 caratteristiche dei SERVIZI IGIENICI e le modalità di progettazione

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ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: le 6 caratteristiche dei SERVIZI IGIENICI e le modalità di progettazione

di Geom. Mario Spanu

Con questa serie di articoli inizieremo l’analisi dei singoli ambienti e vedremo quali sono le prescrizioni tecniche che il D.M. 236/89 – e alcune norme specifiche ad integrazione di esso – danno per la corretta progettazione degli ambienti.

Nei precedenti articoli sull’argomento abbiamo trattato gli aspetti da garantire per una corretta progettazione nel campo privato e le componenti qualitative di un edificio.

Oggi ci occuperemo dei SERVIZI IGIENICI, normati nel DM 236/89 agli artt. 3, 4.1.6, 4.4, 5, 8.1.6.

Per quest’articolo utilizzeremo come spunto le schede di progettazione presenti nel testo di Giorgio Grimaldi “Progettare senza barriere architettoniche”, a tal proposito preciso che io non guadagno un euro dal suggerire o utilizzare questi testi, li cito sia per correttezza professionale sia perché li ritengo ben fatti ed utili.

Suddividiamo la progettazione dei servizi igienici in base a 6 caratteristiche che essi devono soddisfare.

Accessibilità: Nelle strutture sociali di proprietà privata – come ad esempio quelle sanitarie, culturali, scolastiche, sportive, etc, – la norma ci dice che deve – obbligatoriamente – essere presente un servizio igienico accessibile a una persona su sedia a ruote in ogni piano utile dell’edificio. Nelle aziende o imprese soggette a collocamento obbligatorio l’obbligo riguarda la presenza del servizio igienico accessibile in ogni nucleo di servizi igienici. Negli edifici pubblici dovrà essere garantita la fruizione sia da parte del pubblico che da parte del personale di servizio, in base a ciò che la normativa specifica della singola tipologia edilizia prevede. Nei servizi igienici pubblici dovrà essere garantita l’accessibilità ad un wc e ad un lavabo per ogni nucleo di servizi presenti.

Visitabilità: Nelle unità immobiliari (U.I.) sedi di riunioni o spettacoli, compresi circoli privati, ed adibite a ristorazione dovrà essere garantito almeno un servizio igienico accessibile, così come nell’edilizia residenziale plurifamiliare è obbligatoria la presenza di almeno un servizio igienico accessibile in ogni U.I.. Per quanto riguarda le U.I. sedi di attività ricettive quali alberghi, pensioni, campeggi, villaggi turistici, etc. sono obbligatori almeno 2 servizi fino a 40 stanze; Oltre le 40 stanze si dovranno aumentare i servizi di 2 unità ogni frazione di 40 in più. Se le stanze non dispongono di servizi è necessario che ve ne sia almeno uno nello stesso piano e nelle vicinanze della stanza.

Visitabilità condizionata: riguarda le unità immobiliari di proprietà privata aperte al pubblico ma non adeguate in tutto o in parte al D.M. 236/89 e gli edifici pubblici in attesa di interventi di adeguamento. La normativa impone che vi sia installato il pulsante di chiamata per attivare il servizio di assistenza e di aiuto.

Prescrizioni “componenti”. Le dimensioni dei servizi devono essere tali da consentire agevolmente le manovre della sedia a ruote, l’accostamento laterale alla tazza wc e, se presenti, al bidet, doccia, lavatoio o vasca; il lavabo deve aver garantito l’accostamento frontale. Negli edifici residenziali “visitabili” lo spazio di fruizione deve consentire il raggiungimento della tazza wc e del lavabo senza ricorrere alle manovre di accostamento frontale o laterale.

Le porte devono avere una luce minima di 75 cm e apertura verso l’esterno. La loro apertura e chiusura dev’essere agevole e non causare impedimenti di nessun genere.

La tazza wc e il bidet devono avere la possibilità dell’accostamento sia sinistro che destro attraverso lo spazio di m 1,00 misurato dall’asse del sanitario; devono essere preferibilmente di tipo sospeso e avere una distanza dell’asse di almeno 40 cm dall’eventuale parete laterale, se la distanza è superiore è prevista l’installazione di un maniglione corrimano a 40 cm dall’asse dell’apparecchio per agevolare il trasferimento. L’altezza delle tazze sarà di 45/50cm dal piano di calpestio e avrà una distanza tra bordo anteriore e parete posteriore di 75/80 cm.

Il lavabo dovrà avere il piano superiore a 80 cm dal piano di calpestio, dovrà essere senza colonna e garantire un accostamento frontale avendo uno spazio libero di almeno 80 cm dal bordo anteriore dell’apparecchio; il sifone è preferibile che sia incassato nella parete.

La vasca deve avere uno spazio di 1.40 m lungo la vasca necessario per l’accostamento laterale e un profondità minima di 80 cm, la doccia a pavimento sarà dotata di sedile ribaltabile e doccia telefono.

Ove necessario saranno disposti dei maniglioni corrimano per gli spostamenti; i campanelli di emergenza saranno situati in prossimità della tazza e della vasca.

Nei prossimi articoli continueremo l’analisi dei vari ambienti.

Per qualsiasi informazione o chiarimento o se semplicemente ritenete l’articolo interessante lasciate un commento o contattateci su italiaccessibile@gmail.com.

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Barriere Architettoniche

ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: le 3 componenti di un edificio e i vari livelli qualitativi richiesti nei diversi tipi di edilizia

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Continuiamo la serie di articoli che esaminano i requisiti necessari per un edificio residenziale al fine di poter essere vivibile anche dalle persone con limitate capacità motorie o sensoriali, in forma permanente o temporanea.

Nel precedente articolo abbiamo visto come il D.M. 236/89 stabilisce e disciplina i 3 aspetti fondamentali da garantire nella progettazione degli edifici privati e cioè l’accessibilità, la visitabilità e l’adattabilità.

Oggi andremo a vedere, a seconda della tipologia di edificio residenziale, quale criterio debbano rispettare le 3 componenti di un edificio: le unità immobiliari, le eventuali parti comuni dell’edificio e gli spazi esterni di pertinenza.

  • Spazi esterni di pertinenza

Sono normati dal D.M. 236/89 il quale, all’ art. 3.2/a, il quale chiarisce che gli spazi esterni di pertinenza devono garantire il requisito di accessibilità ed esso si considera soddisfatto se è presente un percorso fruibile in maniera agevole anche da parte delle persone con limitate capacità motorie o sensoriali.

L’accessibilità deve essere garantita sia per gli edifici unifamiliari o plurifamiliari privi di parti comuni, sia per quelle plurifamiliari (con un massimo di 3 livelli o superiori) che per il 5% degli alloggi di edilizia residenziale sovvenzionata.

  • Parti comuni dell’edificio

Sono normati dal D.M. 236/89 il quale, all’ art. 3.2/b, il quale chiarisce che dev’essere garantita l’accessibilità in tutte le tipologie di edificio con deroga dell’installazione dell’ascensore per l’accesso ai piani superiori nelle unità con massimo 3 livelli fuori terra purché sia garantita l’adattabilità attraverso la possibilità della sua installazione nel momento in cui ve ne fosse bisogno. L’ascensore è sempre obbligatorio negli immobili dove l’unità immobiliare più alta è posta oltre il terzo livello compresi eventuali piani interrati o porticati.

  • Unità immobiliari

Per ciò che concerne le unità immobiliari il DM 236/89 all’ art. 3.4 stabilisce che ogni unità immobiliare, qualsiasi sia la sua destinazione deve essere visitabile tranne (al punto g) gli edifici residenziali unifamiliari e plurifamiliari privi di parti comuni per i quali è sufficiente che sia soddisfatto il requisito di adattabilità.

All’art. 5.1 viene specificato che dev’essere consentito l’accesso, da parte di persona su sedia a ruote, alla zona pranzo, al soggiorno, ad un servizio igienico e ai vari percorsi di collegamento.

Nei prossimi articoli analizzeremo ogni singolo ambiente e le sue prescrizioni tecniche.

Per qualsiasi informazione, chiarimento o se semplicemente ritenete l’articolo interessante lasciate un commento e contattateci, saremo lieti di rispondere.

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Barriere Architettoniche

ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: I 3 aspetti da garantire nelle campo di applicazione “privato”

BARRIERE ARCHITETTONICHE

di Geom. Mario Spanu

L’eliminazione delle barriere architettoniche è – per fortuna – una delle azioni divenute imprescindibili nella progettazione di qualsiasi edificio strada o bene sia pubblico che privato.

Con questo articolo inizieremo a descrivere che cosa sono le “barriere architettoniche”, qual è la normativa di riferimento, e quali sono le garanzie che un edificio deve dare ai fini della loro eliminazione negli interventi di carattere privato. Nei prossimi entreremo nel dettaglio della legislazione vigente e andremo ad identificare le varie prescrizioni tecniche. E’ facilmente intuibile che, trattandosi di un argomento vasto e importante, non sarà possibile in questa sede discutere su ogni singolo aspetto ma, a questo proposito, vi invito ad esporre i vari dubbi e le varie richieste nei commenti.

Iniziamo ad inquadrare la normativa vigente, quella che poi andremo ad analizzare man mano.

Il processo normativo nel settore privato inizia concretamente con l’emanazione della Legge 13/89 e la successiva promulgazione del D.M. 236 del 14 giugno 1989 il quale stabilisce i 3 aspetti fondamentali da garantire negli edifici privati.

Ma cosa sono le “barriere architettoniche”?

Il D.M. 236/89 nell’art. 2 le definisce come “gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di colore che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti; la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Da questa definizione possiamo capire che la considerazione delle barriere architettoniche è forse, dopo la stabilità della struttura, l’aspetto principale sul quale verte il nostro vivere gli edifici siano essi residenziali o con finalità commerciali o lavorative.

Una volta chiarito cosa sono le barriere architettoniche il legislatore specifica subito quali sono gli aspetti imprescindibili che un edificio deve garantire. Si tratta della “accessibilità” , della “visitabilità” e della “adattabilità”.

Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.

Per visitabilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione (sala da pranzo, soggiorno, luoghi di lavoro etc.) e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare.

Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo la struttura al fine di renderla completamente e agevolmente fruibile anche dalle persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

Questi sono i 3 aspetti fondamentali, nei prossimi articoli ci addentreremo meglio nei criteri di progettazione nelle specifiche e nelle soluzioni tecniche stabilite dalla normativa vigente.

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Donne e disabilitàHome pageItaliAccessibile NotizieLibri: segnalazioni, recensioniMaria Stella Falco

RECENSIONE DE “I PASSI DELL’AMORE” di Nicholas Sparks

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Recensione libri

“Ma erano soprattutto i passi dell’amore”

(Landon, op. cit., p. 226)

di Maria Stella Falco

https://www.facebook.com/LemieRecensioniLibriFilmeSerieTelevisive/

Nicholas Sparks, scrittore americano contemporaneo, scrive il romanzo sentimentale “I passi dell’amore” nel 1999, ispirandosi alla storia di vita della sorella minore Danielle, morta, l’anno successivo (2000) a soli 33 anni, per una malattia incurabile.

All’inizio del romanzo il protagonista maschile, Landon Carter (personaggio omonimo di uno dei figli dell’autore), ora adulto, ripercorre un periodo molto significativo vissuto a 17 anni, negli anni Cinquanta, a Beaufort: la sua storia d’amore con Jamie Sullivan.

La protagonista femminile Jamie Sullivan, come la sorella di Nicholas Sparks, è un’adolescente dolce e sempre allegra, impopolare a scuola, cattolica osservante. Tutto ciò che la ragazza desidera è realizzare il suo più importante desiderio (tra i tanti desideri che ha): sposarsi.

Quando scopre di essere ammalata di un cancro incurabile affronta sempre la sua malattia con positività, sostenuta da suo padre – un pastore battista.

Durante la sua malattia, complice una recita scolastica, incontra e conosce Landon, un ragazzo “ribelle” da poco lasciato dalla fidanzata. A Landon, Jamie, chiede di non innamorarsi di lei. Jamie, dunque, all’inizio, allontana Landon. Anche lui, per un lungo periodo, non riesce a immaginare di potersi innamorare di una ragazza come Jamie. Eppure, alla fine, questo succede. Anche quando scopre perché lei lo allontana, per la sua malattia, anche quando sa che l’amata non si salverà, le chiede di sposarlo.

Apprezzo il lavoro che qui recensisco perché è un romanzo sentimentale basato su una storia di vita vissuta. Inoltre, apprezzo il romanzo perché, attraverso parole che restano nel cuore, testimonia e racconta la forza, la resilienza ed i sentimenti di chi deve affrontare situazioni di vita difficili.

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Sport Disabili

Medaglia di Bronzo al Valore Atletico per Giusy Versace

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La consegna dell’onoreficenza del Coni all’Auditorium Gaber del Grattacielo Pirelli il 28 marzo 2018 a Milano

Il 28 marzo 2018 all’Auditorium Gaber del Grattacielo Pirelli a Milano, l’atleta paralimpica Giusy Versace ha ricevuto la medaglia di Bronzo al Valore Atletico, consegnatole dal Coni Delegazione di Milano, per i risultati ottenuti nel 2016, ovvero l’argento e il bronzo ai Campionati Europei di Grosseto sui 200 e 400 metri e la finale dei 200 metri ai Giochi Paralimpici di Rio.

“Sudore, fatica ed emozioni…se penso a quanto lavoro c’è dietro questa medaglia ho ancora i brividi – commenta la Versace – quando ho iniziato a correre non pensavo di arrivare così lontano. Questo è un riconoscimento che devo e voglio condividere in primis con Andrea Giannini, il mio allenatore, che mi ha guidata e formata, ma anche con il gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre che ancora oggi continua a supportarmi su ogni mia iniziativa volta all’integrazione”.

#GiusyVersace #sportdisabile

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Sport Disabili

Sitting Volley: le nazionali azzurre in campo il 27 marzo nelle Qualificazioni Mondiali

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Le nazionali azzurre di Sitting Volley parteciperanno all’ultimo dei tornei di qualificazione per i Campionati del Mondo 2018. L’ufficialità è arrivata dal World ParaVolley che ha accettato la candidatura italiana sia per la rappresentativa maschile che per quella femminile. 

La competizione, che si terrà in Corea del Sud nella città di Jeju Island, dal 27 marzo al 1 aprile, rappresenterà un’altra tappa fondamentale nel percorso di crescita della disciplina paralimpica. Dal torneo coreano usciranno le ultime due nazionali, una maschile ed una femminile, che prenderanno parte alla prossima rassegna iridata, in programma in Olanda dal 15 al 22 luglio.

Al torneo maschile prenderanno parte 8 nazionali, divise in due Pool. Conclusa la fase a gironi le prime due di ogni raggruppamento si affronteranno nelle semifinali incrociate e poi nelle finali. Gli azzurri sono stati sorteggiati nel gruppo A con la Corea del Sud, padrone di casa, la Cambogia e la Lettonia. La Pool B sarà, invece, composta da Croazia, Congo, Mongolia e Thailandia.
Questo l’elenco completo degli azzurri convocati dal commissario tecnico Emanuele Fracascia: Massimo Barossi, Federico Blanc, Lorenzo Campana, Cristiano Crocetti, Michele Emanuele Di Ielsi, Giuseppe Di Mare, Massimo Paolo Gamba, Sergio Ignoto, Paolo Mangiacapra, Fabio Marsiliani, Federico Ripani, e Riccardo Scendoni.

Nella competizione femminile, a causa delle rinunce di Kazakistan, Mongolia e Ungheria, la nazionale italiana femminile si giocherà la qualificazione al meglio delle tre gare contro le padrone di casa della Corea del Sud.

Per l’importante torneo il direttore tecnico Amauri Ribeiro ha convocato dodici atlete: Giulia Aringhieri, Nadia Bala, Raffaella Battaglia, Giulia Bellandi, Silvia Biasi, Francesca Bosio, Eva Ceccatelli, Sara Cirelli, Sara Desini, Michela Magnani, Roberta Pedrelli, Alessandra Vitale.

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INTERVISTA A GRAZIANO GALA, AUTORE DI “FELICI DILUVI” (MUSICAOS EDITORE, 2018)

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INTERVISTA A GRAZIANO GALA, AUTORE DI “FELICI DILUVI” (MUSICAOS EDITORE, 2018) di Maria Stella Falco

Graziano Gala, nato a Tricase (Le), è docente di Lettere in una scuola di provincia nei pressi di Milano.
Prevalentemente con propri racconti brevi, ma anche con suoi elaborati poetici, dal 2012, partecipa e vince numerosi concorsi letterari regionali nazionali ed internazionali; ottiene pubblicazioni in opere collettive
A fine gennaio 2018 Musicaos editore pubblica “Felici diluvi”, la sua prima raccolta di racconti (brevi e sorprendenti), che prossimamente recensirò per ItaliAccessibile.
L’intervista all’autore riguarda principalmente la sua recente pubblicazione, ricca di spunti e riflessioni, messaggi positivi; la genesi e composizione delle sue opere, i “modelli letterari” che lo ispirano.

D. “Felici diluvi” è il titolo della tua raccolta, ma è anche il titolo di uno dei racconti brevi che comprende:
perché hai scelto/è stato scelto questo titolo per la tua raccolta?

R. Il titolo è venuto da una constatazione semplice e sincera: quando piove, quando si soffre, quando le vicende vanno poco bene si può decidere di rintanarsi sotto al proprio ombrello, di condividerlo o, addirittura, di cederlo. La condivisione del dolore, la sopportazione comune e solidale è una delle esperienze più intime provabili. La pioggia in compagnia fa meno paura.

D. Come hai conosciuto l’editore della tua opera?

R. Ho inviato i miei racconti ad alcune case editrici e tra quelle che hanno risposto Pagano (fondatore e proprietario della casa editrice “Musicaos”, ndr) si è distinto per serietà e coinvolgimento. Da qui quanto accaduto dopo. È stata una fortunata coincidenza.

D. Chi sono per te Pasquale Santoro e Cosimo Argentina? Perché li definisci “padri fondatori”?

R. Sono le indicazioni stradali quando mi perdo, le luci quando si fa buio, i modelli da tenere presenti nei momenti decisivi. Sono persone che si sono distinte e che si distinguono per vite e per carriere di spessore e di onestà. Conoscono una sola parola, non la tradiscono mai. Sono i miei padri: voglio essere un figlio degno e dignitoso.

D. Oltre a Santoro ed Argentina, quali altri autori sono stati “modelli letterari” per te?

R. Buzzati, Calvino, Benni, il Gavino Ledda di “Padre padrone”, Flaiano. Oltre, s’intende, ad Argentina.
Tra i novissimi Bonazzi e tra i futuri Donaera.

D. Definisci il tuo stile di scrittura. Definisci i tuoi racconti. Come scegli i temi, o gli episodi, i personaggi, dei
tuoi lavori?

R. Non scelgo niente, credimi. Sono situazioni che mi attraversano. Devo razionalizzarle, farle mie, riuscire a trasportarle. E per fare questo ho bisogno di trasformarle, di portarle nel mio mondo un po’ da bambini: i bambini sono i più seri di tutti, non ammettono tradimenti.

D. ItaliAccesible racconta la disabilità, perché dovrei recensire il tuo libro per il blog?

R. I miei personaggi sono degli imprecisi. Delle persone apparentemente scusabili e con tutte le scuse del mondo per non scendere in campo, per perdere a tavolino. E invece combattono. E ti mordono alla gola. Perché vogliono dimostrare che non esiste regola o normalità. Ma esiste la regola e la normalità propria di ciascuno, esclusiva e non calpestabile. I canoni, per quanto mi riguarda, possiamo gettarli nell’umido o nel sacco della plastica.

D. Che messaggio vuoi diffondere con la tua raccolta complessiva? Con ogni racconto?

R. Vorrei fare compagnia ai soli. A quelli che si sentono ultimi. Ultimissimi. Non sono storie di speranza le mie. Sono storie di dignità. E di seconde, terze, trentesime possibilità. Non conta sempre vincere. Conta giocarsela al meglio. Fino all’ultima goccia. Restando in piedi, saldi sulle gambe, con la testa che regge il peso della faccenda.

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Il museo Benozzo Gozzoli punta sull’accessibilità e sull’inclusione sociale

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Il progetto “Museo for All” è nato grazie al supporto della Fondazione CR al Museo Benozzo Gozzoli (BeGo) del Comune di Castelfiorentino(Fi) con la finalità di rendere l’arte fruibile a molteplici tipologie di pubblico, attraverso percorsi di visita facilitati ed inclusivi, iniziando nel 2013 per i non vedenti e ipovedenti, successivamente alle persone con Alzheimer, ed oggi alle persone sorde.

Il progetto, di durata triennale, è reso possibile grazie al supporto della Fondazione CR Firenze con un investimento totale di 300.000 euro, e va ad affiancare ed integrare l’offerta didattica che il Museo offre periodicamente alle scuole di ogni ordine e grado. Obiettivo di fondo è potenziare quella visione di “arte per tutti” per cui il Be.Go. ha già iniziato a distinguersi nel panorama nazionale dal 2013, rendendo accessibile il suo patrimonio artistico prima ai non vedenti e ipovedenti, successivamente alle persone con Alzheimer, e infine (nel 2016-17) coinvolgendo nella sua programmazione (in veste di Comune capofila) altri musei dell’Empolese Valdelsa.

Tutte le novità realizzate con “Museo for All” sono state presentate il 15 marzo 2018 dalla Responsabile del progetto per Fondazione CR Firenze, la dott.ssa Letizia Paradiso, dalla Direttrice del Museo Benozzo Gozzoli, dott.ssa Serena Nocentini, dal Vicesindaco con delega alla Cultura del Comune di Castelfiorentino, Claudia Centi, con la Presidente della Fondazione Teatro del Popolo, la dott.ssa Maria Cristina Giglioli.

‘’Il progetto di valorizzazione e sviluppo dell’accessibilità museale al Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino è infatti la naturale estensione del progetto architettonico anch’esso sostenuto dalla Fondazione che, nato per ospitare gli affreschi di Benozzo Gozzoli staccati dai ‘tabernacoli di via’, escludeva qualsiasi tipo di barriera fisica e veniva caratterizzato dalla massima accessibilità.

Il concetto di accessibilità si sviluppa nell’attuale progetto con il tema della piena inclusione sociale rendendo accessibile il patrimonio artistico ai vari pubblici, non come attività discriminante ma ampliandone il concetto di fruizione, portando con sé il valore di scoperta di nuove formule di fruizione a disposizione di tutta la società e del suo sviluppo.

Gli 11 comuni del territorio dell’Empolese Valdelsa, dal 2014 al 2018, hanno ricevuto dalla Fondazione CRF circa 1.100.000,00 euro per il settore Conservazione dei Beni Culturali e per la valorizzazione e sviluppo del Sistema museale. Obiettivi raggiunti al termine del primo anno di “Museo for All”: – realizzazione del nuovo sito accessibile: un sito accessibile, non solo responsive rispetto alle varie tipologie di devices, ma consultabile da qualsiasi utente/potenziale visitatore senza barriere. Il concetto di accessibilità infatti si estende anche alla navigazione sul web poiché anche le persone con esigenze specifiche devono essere messe in condizione di poter accedere ai contenuti presenti sul sito. Con questo obiettivo il sito è stato concepito in maniera semplice e intuitiva e i materiali prodotti sono stati resi inclusivi.  In home è presente un’audio video guida per la navigazione, completa di sottotitoli in italiano ed in inglese, che permette agli utenti, in maniera semplice e diretta, di capire come è concepito il sito e dove trovare i vari contenuti.  I titoli, il menù, così come i link e i materiali scaricabili, esplicitano l’argomento relativo alla sezione, rendendo la navigazione chiara e diretta per tutti gli utenti. La scelta del font e dell’impaginato rispetta i criteri di accessibilità, sia in termini di contrasto che di leggibilità, prevedendo anche un ingranditore di testo. Ogni immagine avrà un collegamento ipertestuale permettendo alle persone cieche che navigano tramite uno screen reader – disponibile anche in download gratuito all’interno del sito – di avere le necessarie informazioni tramite un testo alternativo. Le icone relative all’accessibilità, presenti in home, sono cliccabili e rimandano ai contenuti del sito specifici, rendendo immediato trovare i contenuti in base alle proprie necessità.  Sono scaricabili e consultabili materiali concepiti in termini di inclusività che rispondono quindi, in maniera trasversale, a più esigenze: tutti i video sono sottotitolati; è possibile accedere a contenuti semplificati ma anche a sezioni dal taglio più scientifico; possono essere scaricate schede per preparare la visita e materiali specifici per le persone con disabilità intellettiva.

Il sito, ufficialmente on-line dal 21 marzo 2018 all’indirizzo: http://www.museobenozzogozzoli.it/

Per il coinvolgimento del pubblico non udente sono presenti video con sottotitoli, il BeGo ha ideato Benozzo GozzoLIS, l’audio-video guida in LIS, completa di sottotitoli e audio distribuita gratuitamente su tablet al desk dell’accoglienza, grazie al quale è possibile conoscere le opere di Benozzo Gozzoli. Realizzata da un’équipe con professionisti sordi, Carlo di Biase e Rosario Liotta, la guida è prodotta in un’ottica inclusiva, accessibile a persone sorde, segnanti e non, e udenti. Il video contiene infatti una spiegazione in Lingua dei Segni Italiana (LIS) del Museo e delle opere in esso conservate, i sottotitoli e una voce narrante in italiano. Al fine di permettere una piena sincronizzazione tra le due lingue (LIS e Italiano), il video contiene anche un sottofondo musicale. L’audio/video guida è stata interpretata da Carlo di Biase, uno dei maggiori esperti sordi in comunicazione museale in LIS.

E’ stato predisposto anche un percorso tattile per persone non vedenti e ipovedenti che il Museo possiede e che è composto da 4 postazioni tattili e audio per l’indagine degli affreschi, è stato potenziato grazie alla creazione dell’audio/video guida in LIS che fornisce indicazioni sensoriali, suggestioni e sottofondi musicali utili per arricchire di senso i contenuti della visita al museo.

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DOPO LA MOTOGP ARRIVA LA SUPERBIKE PER I PILOTI PARALIMPICI

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Presentata a Motodays la ricca stagione 2018 della Di.Di. Diversamente Disabili: tra le novità racing, l’OCTO Bidgestone Cup e l’International Bridgestone Handy Race che quest’anno si correrà non solo insieme alla MotoGP ma anche alla SBK, con Italia 2 che trasmetterà la gara di Magny Cours. Spazio anche alla sicurezza con i nuovi corsi di guida “Learn&Try”, un viaggio in Europa che toccherà 22 nazioni in 3 mesi e mezzo, e il nuovo sito MotoPG.net.

Continuano a stupire le attività dei ragazzi “bionici” della Onlus Di.Di.Diversamente Disabili capitanati dal vulcanico Emiliano Malagoli, fondatore di tutto il movimento, che al Motodays di Roma hanno annunciato grandi novità per la stagione 2018 attraverso la voce inconfondibile del giornalista sportivo Giovanni Di Pillo. Ad aprire l’appuntamento, i saluti dell’Ing. Pietro Piccinetti, amministratore unico di Fiera Roma che ha voluto complimentarsi personalmente con tutti i ragazzi presenti. Si parte dal campionato italiano riservato a piloti con disabilità, che quest’anno si chiamerà OCTO Bridgestone Cup grazie alla partnership della Di.Di. con l’azienda OCTO Telematics, il primo provider globale nella fornitura di servizi telematici per il settore delle assicurazioni auto, già noto nell’ambiente del motociclismo per aver sponsorizzato negli anni passati il Team Ducati Pramac della MotoGP. A dare l’annuncio, lo stesso AD di Octo Telematics, Fabio Sbianchi, che si è dichiarato entusiasta di poter supportare una realtà come quella dei Di.Di. con la quale condividere la passione per lo sport, l’integrazione e la tecnologia applicate al mondo delle 2 ruote.

 

Sul palco, anche Jimmy Ghione che ha voluto complimentarsi personalmente con tutti gli atleti presenti. Oltre all’impegno nazionale, i piloti paralimpici del Team Di.Di. saranno impegnati nella 2° edizione dell’International Bridgestone Handy Race”, la coppa europea loro dedicata, che quest’anno vedrà il coinvolgimento di 11 nazioni e si svolgerà su tre, importantissime tappe: a Le Mans il 19/20 maggio, insieme alla MotoGP; al Mugello il 25/26 agosto per la Coppa FMI, e infine, la novità di quest’anno, il 29/30 settembre a Magny Cours insieme alla Superbike, il campionato del mondo dedicato alle moto di serie.

Per quest’ultima tappa, un’altra importante novità: sposando appieno gli obiettivi di passione, sport e integrazione che questo progetto sta promuovendo a livello internazionale, l’intero studio di Mediaset ha dato la sua totale disponibilità a trasmettere la gara su Italia 2 con la telecronaca di Giulio Rangheri e Max Temporali. Grande soddisfazione per questo nuovo traguardo da parte di Claudio Comigni, Manager, Motorycle Products Sales Bridgestone Europe, South Region “I Di.Di. anno dopo anno continuano a stupirci. È innegabile che la loro energia stia contagiando il mondo delle due ruote, siamo orgogliosi di essere al loro fianco sin dagli esordi”. Per le altre 2 tappe, grazie anche al supporto di Fiat Autonomy e Pakelo, sarà possibile seguire questa incredibile esperienza attraverso i social di Alberto Fontana “Naska”, grandissimo appassionato di gare e commentatore sportivo, che seguirà in modo inedito i ragazzi per documentarne le emozioni, le paure, la preparazione e l’intera organizzazione dei weekend di gara.

Queste le parole di Alberto Novarin, Corporate Sales Executive di Pakelo “All’interno dell’azienda promuoviamo il brand Pakelo Heroes, e i Di.Di. rappresentano la massima espressione della nostra filosofia”. Tra gli ospiti, anche Genesio Bevilacqua, Manager dell’Althea BMW Racing Team “Oltre al mio impegno in SBK, continuerò a supportare Emiliano Malagoli per questa stagione: il motociclismo paralimpico sta crescendo anche sotto il profilo sportivo, i piloti stanno dimostrando di essere competitivi in pista, e questo è un bel risultato”.

Spazio anche alla formazione con “Learn&Try”, i corsi di guida promossi dalla Onlus, supportati da BMW e Di.Di. Diversamente Disabili Onlus Sito Web: www.MotoPG.net – www.diversamentedisabili.it  Email: diversamentedisabili@gmail.com 2 dalla MICAP Onlus. La loro particolarità è che sono dedicati a 360° a chi ha una invalidità fisica: disabili gli allievi, e disabili anche buona parte degli istruttori, e le moto sono adattate, con i comandi spostati in base alle diverse esigenze fisiche. Il primo appuntamento è fissato per venerdì 30 marzo al Circuito Tazio Nuvolari di Pavia.

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Home pageItaliAccessibile NotizieParalimpiadi Invernali 2018Sport DisabiliSport Paralimpico

Al Via in Corea del Sud le Paralimpiadi invernali 2018

Paralimpiadi-Pyeongchang

Hanno avuto inizio quest’oggi le Paralimpiadi Invernali 2018, che si svolgeranno interamente a Pyeongchang, in Corea del Sud. I Giochi Paralimpici Invernali si svolgono ogni quattro anni subito dopo ai Giochi Olimpici Invernali e sono l’equivalente delle Olimpiadi a cui partecipano gli atleti con disabilità fisiche, ammessi secondo i criteri stabiliti dal Comitato Paralimpico Internazionale (CPI).

Sono svolti nella stessa città che ospita i Giochi Olimpici Invernali è prevista l’assegnazione di 80 medaglie in totale. Quest’anno parteciperanno 567 atleti da 48 paesi, in sei discipline sportive previste : sci alpino, snowboard, para-hockey, curling su sedia a rotelle, cross country, biathlon. Il tema dei Giochi Palaimpici Invernali è “la passione che ci fa muovere”.

 L’Italia sarà rappresentata da 26 atleti che concorreranno in varie discipline.  Il campione paralimpico Florian Planker, che vive e si allena a Selva Val Gardena, è stato scelto come portabandiera per l’Italia in occasione della cerimonia di apertura. Planker, 40 anni, ha gareggiato come sciatore alpino nei suoi primi tre Giochi paralimpici invernali e come giocatore della squadra di hockey su ghiaccio negli ultimi due.

L’elenco dei convocati:

Para Ice Sledge hockey

Gabriele Araudo, Alessandro Andreoni, Eusebiu Antochi, Bruno Balossetti, Gianluca Cavaliere, Valerio Corvino, Cristoph Depaoli, Sandro Kalegaris, Stephan Kafmann, Nils Larch, Gregory Leperdi, Andrea Macrì, Florian Planker, Roberto Radice, Gianluigi Rosa, Santino Stillitano, Werner Winkler

Snowboard

Roberto Cavicchi, Jacopo Luchini, Manuel Pozzerle, Paolo Priolo

Sci alpino

Davide Bendotti, Renè De Silvestro, la coppia Giacomo Bertagnolli/Fabrizio Casal

Sci nordico

Cristian Toninelli

Tutte le gare saranno trasmesse da RaiSport + HD, inclusa la cerimonia inaugurale.

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Donne e disabilitàHome pageItaliAccessibile NotizieLibri: segnalazioni, recensioniMaria Stella Falco

Recensione de “La poesia non cerca seguaci, cerca amanti”. Eleonora Amato “LA VERA BELLEZZA E’ LA DIVERSITA”

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di Maria Stella Falco

Recensione de “La poesia non cerca seguaci, cerca amanti”, Aletti Editore, 2018: un’ antologia – monografia letteraria sorprendente.

LA VERA BELLEZZA E’ LA DIVERSITA’

(Eleonora Amato, L’anima mi sussurra parole, in op. cit.)

Una frase di Federico Garcia Lorca – “La poesia non cerca seguaci, cerca amanti” – intitola un’interessante e sorprendente pubblicazione edita da Aletti Editore (2018) germogliata dalla “incredibile esperienza” del “Festival Letterario Il Federiciano” – progettato e realizzato da Aletti.

Nel testo “coabitano” (op. cit. Pref) tre raccolte poetiche di altrettante giovani e promettenti autrici.

L’Editore Aletti, nella Prefazione, scrive:

(…) questa raccolta (…) raffigura un ossimoro: è un’antologia di tre (autrici), tuttavia si può esaminare come una monografia, sia per numero di testi presentati (dalle singole autrici), sia per impostazione e veste grafica (op. cit., adatt.)

Prosegue affermando che l’opera:

(…) inserendosi nella tradizione letteraria e artistica dei grandi centri urbani (…) che hanno realizzato stagioni indimenticabili della storia della cultura mondiale, ci indica che la poesia è dialogo, confronto e conoscenza.

(Eleonora Amato, Nadia Magaraggia, Giulia Quaranta Provenzano) metaforicamente (…) si incontrano come avveniva nei caffè letterari di un tempo, per leggere e ascoltare quello che di rappresentativo hanno da offrire. (op. cit. adatt.)

Successivamente, le autrici condividono questo risultato “obbligato” – per struttura della silloge – con lettori che rimangono stupiti da come, il lavoro complessivo, parli a loro, di loro; alla loro anima, della loro anima.

Iniziando a sfogliare il libro, le tre raccolte contenute, ci si accorge che, tutte le raccolte, tutte le poesie, scritte da tre giovani autrici, parlano al lettore esprimendo sentimenti e consapevolezze che ci si augura tutti possano raggiungere, riguardo a tanti aspetti e a tante sfaccettature “universali” della vita (che lascio scoprire).

Ogni autrice, certo, scrive in versi – “con la propria individualità e metro stilistico” (op. cit., Pref.)- il proprio punto di vista sulla vita, sui suoi eventi, sui suoi momenti ma, nel complesso, ne nasce un’opera uniforme, “che fa nascere quella contaminazione di culture e esistenze che è da sempre il fondamento del progresso”. Tutto ciò perché tutti i versi hanno valenza positiva, incarnano quella resilienza che ha portato le autrici a scrivere col cuore, con l’anima.

Dato che non è facile raggiungere tutte queste consapevolezze, riuscire a tradurle in immagini poetiche è un risultato molto utile al lettore.

Per i temi cari a ItaliAccessibile, riporto – proponendone poi un breve commento – una strofa della poesia di Eleonora Amato intitolata “LA VERA BELLEZZA” (in L’anima mi sussurra parole).

La vera bellezza è la diversità

impara questo

e troverai la felicità”

Parole semplici, dolci, vere, vissute in prima persona: “per scriverle ho pensato alla diversità in generale lasciando trasparire tra le righe anche (il riferimento al)la disabilità” – afferma l’autrice. Parole ben scelte, accuratamente accostate. Incastonato, in un verso, però, è un verbo “forte”, che porta a chiedersi se qualcuno possa davvero indicarci come, o dove, trovare “la felicità”.

Conoscendo l’autrice di questi versi, so che, sempre, Eleonora, semplicemente, suggerisce una chiave di lettura, una prospettiva dalla quale si può guardare con occhi “nuovi e maturi” la vita, la propria condizione di vita, perché, – condividendo quanto afferma l’Editore nella Prefazione dell’opera – “La scritta parola cerca sempre nuovi percorsi traiettorie da principiare (…)”. Ancora, soprattutto, Eleonora trascrive in versi, la sua vita e le sue esperienze umane e culturali.

Ecco qualche informazione – tratta e rielaborata dalla sua nota biografica a corredo della sua raccolta – sull’autrice dei versi citati e commentati sopra: Eleonora Amato, trentenne, nata in Svizzera ma originaria di

Castrignano dei Greci, un piccolo paese della provincia di Lecce, fin da piccola ama molto leggere e scrivere e dilettarsi soprattutto nella composizione di poesie. Si laurea in Lettere moderne col massimo dei voti all’Università del Salento (2014), con una tesi in Letteratura italiana contemporanea intitolata La narrativa dell’anima: viaggio attraverso i romanzi di Susanna Tamaro, una scrittrice che ama molto e della quale conosce ogni opera; una scrittrice che la ispira: per Eleonora, infatti, le poesie sono un “viaggio nell’anima”.

La raccolta L’anima mi sussurra parole, inscritta nel progetto letterario recensito, è la sua prima raccolta e la realizzazione di un sogno, infatti per Eleonora la scrittura è l’espressione più nobile dell’arte.

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Italia Travel Awards premia il turismo accessibile: un’esperienza per tutti senza barriere!

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Italia Travel Awards premia il turismo accessibile: un’esperienza per tutti senza barriere!

Giunto alla sua terza edizione, Italia Travel Awards è il premio nato per celebrare l’impegno e la competenza nel settore turistico italiano. Un riconoscimento prestigioso, completo e ricercato nel settore dei viaggi e del turismo, l’appuntamento annuale per eccellenza, una vera e propria notte degli Oscar, tutta dedicata all’industria turistica italiana. L’obiettivo principale di Italia Travel Awards è quello di accendere i riflettori sull’industria turistica in Italia, oltre che di incoraggiare e di stimolare la professionalità nel settore dei Viaggi e del Turismo nazionale ed internazionale, attraverso un grande evento di networking, che gode del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, e dell’Enit. Si tratta di un evento unico nel suo genere, al quale hanno partecipato, nelle precedenti edizioni 400 manager, CEO e rappresentanti delle Aziende turistiche italiane, oltre che stampa trade e consumer e istituzioni. Evento seguito anche in diretta streaming da oltre 6.000 utenti. A scegliere le aziende meritevoli dei prestigiosi premi assegnati dagli Italia Travel Awards, sono agenti di viaggio e viaggiatori (oltre 17.000 nel 2017) che, durante 8 mesi di votazioni e di promozione, esprimono online le loro preferenze per ognuno dei premi di categoria, attraverso un sistema di voto libero e trasparente.

Oggi Italia Travel Awards apre le porte al “turismo accessibile” perché è importante che il viaggio, il sogno sia fruibile e raggiungibile a tutti i viaggiatori indipendentemente dalle condizioni sociali e personali. I turisti con disabilità sono in crescita negli ultimi anni, le stime, nei paesi europei, parlano di quasi 50 milioni di viaggiatori disabili che hanno e devono avere la possibilità di poter accedere a strutture che possano soddisfare il loro desiderio di svago anche fuori dei loro luoghi abituali. Assicurare l’accessibilità della ricettività, del trasporto e della mobilità, della ristorazione e di qualsiasi altro servizio vuol dire offrire alle persone che hanno bisogni speciali e alle loro famiglie un ampio grado di autonomia nella fruizione turistica. Ecco perché Italia Travel Awards, che si è sempre dimostrata sensibile alle problematiche legate alle disabilità, ha voluto inserire questo nuovo premio “alla migliore esperienza senza barriere” nell’assegnazione degli oscar del turismo. L’iniziativa è patrocinata da Parkinzone Onlus, creata e presieduta dal neurologo Dott. Nicola Modugno, che ha lo scopo di utilizzare le arti e le attività sportive per sviluppare strategie assistenziali e riabilitative per la malattia di Parkinson.

La partecipazione alla manifestazione è rivolta a tutte le associazioni, gli enti, le istituzioni, i comuni, le regioni ed agli operatori turistici che hanno realizzato iniziative importanti per l’accessibilità ai servizi turistici permettendo una vacanza senza ostacoli e difficoltà. I partecipanti procederanno alla descrizione dettagliata dell’iniziativa realizzata scegliendo tra:

• Un programma o un itinerario di viaggio accessibile;

• Un progetto accessibile rivolto alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale;

• Una struttura ricettiva che facilita le attività rivolte ai disabili;

• Un progetto che assicuri alle persone con esigenze speciali la fruibilità del trasporto, della mobilità, della ristorazione e del tempo libero.

La descrizione dovrà essere accompagnata, laddove possibile, da video, fotografie, testimonianze dei fruitori e dei familiari dei disabili. Potranno essere indicati se esistenti i mezzi con i quali l’iniziativa è stata pubblicizzata.

Ogni partecipante dovrà presentare uno o più dei detti progetti realizzati, compilando la scheda di partecipazione entro e non oltre la data 30 marzo 2018

Per maggiori informazioni:

www.italiatravelawards.it

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FERRARA: FESTIVAL INTERNO VERDE SEMPRE PIÚ ACCOGLIENTE

Interno Verde 2017 giardino 2

INTERNO VERDE, FERRARA SEMPRE PIÚ ACCOGLIENTE

Il festival certifica l’accessibilità degli oltre 60 giardini eccezionalmente aperti al pubblico

Interno Verde è sempre più accogliente: il festival – che si terrà sabato 12 e domenica 13 maggio a Ferrara – ha certificato l’accessibilità degli oltre 60 giardini segreti eccezionalmente aperti ai visitatori. Eleganti corti rinascimentali, orti medievali nascosti da alti muri di cinta, piccole oasi fiorite di tranquillità e pace domestica, geometrie zen e labirinti di siepi, magnifici alberi secolari e arboreti insospettabili, celati alla vista dei passanti dalle facciate degli antichi palazzi: il capoluogo estense custodisce gelosamente, all’interno del proprio centro storico, uno spettacolare patrimonio di giardini privati. Isole segrete ricche di suggestioni e ricordi, attraverso i quali è possibile leggere la storia, i cambiamenti e i vissuti della città.

Sulla mappa fornita a tutti gli iscritti sarà indicato con un simbolo, vicino a ogni indirizzo, il grado di accessibilità per le persone con difficoltà motorie, ovvero verrà segnalato se lo spazio è completamente fruibile in autonomia oppure se è necessario l’aiuto di un accompagnatore. Lo staff della manifestazione sarà comunque sempre a disposizione dei partecipanti per facilitare l’ingresso e la visita. 

Per chi volesse conoscere nel dettaglio gli spazi che saranno aperti è stata predisposta una relazione, con fotografie e descrizione dei singoli luoghi del festival e giardini, scaricabile in pdf – a partire da sabato 7 aprile – dal sito: www.ilturco.it/interno-verde/. «Nell’ottica di proporre un’iniziativa il più possibile inclusiva, ci è sembrato doveroso impegnarci in questa direzione», spiegano i soci dell’associazione Ilturco, che ha ideato e curato l’evento.

Ogni giardino inoltre sarà accompagnato da informazioni di carattere botanico, storico e architettonico, consultabili online grazie alle schede caricate sulla mappa navigabile OpenStreetMap. Le stesse schede, corredate di fotografie, sono raccolte nel volume a colori, in omaggio ai partecipanti che prenotano l’iscrizione.

L’iscrizione a Interno Verde prevede un contributo di 10 euro, gratis per i bambini fino ai 13 anni di età, 5 euro per le persone con disabilità, gratis per gli accompagnatori.

Per conoscere il programma completo dell’iniziativa e restare aggiornati sugli eventi collaterali si può fare riferimento al sito www.internoverde.it oppure seguire la pagina Facebook del festival: www.facebook.com/ilturco.internoverde/

Interno Verde 2018 è un progetto ideato e curato dall’associazione Ilturco, con il patrocinio del Mibact, del Comune di Ferrara e di Unife.

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Sport e disabilità: la Disabili No Limits e Giusy Versace lanciano la 7^ Scarpadoro Ability

Scarpadoro Ability

Sport e disabilità: la Disabili No Limits e Giusy Versace lanciano la 7^ Scarpadoro Ability

Domenica 18 marzo a Vigevano, nell’ambito della 12^ Scarpadoro Half Marathon, torna la corsa non competitiva di 5 km dedicata alle persone con disabilità ideata da Giusy Versace. Al via quest’anno anche la squadra “Volley a 4 Ruote” di Pavia

La Scarpadoro Ability è una delle tappe più importanti del calendario di manifestazioni e incontri che Giusy e la sua associazione organizzano durante l’anno per promuovere lo sport come strumento di coesione e aggregazione sociale, con l’obiettivo di coinvolgere quanti più ragazzi possibile, farli uscire di casa per superare timori e incertezze e passare una giornata di sport e divertimento.

La corsa-camminata dedicata a persone con disabilità si sviluppa lungo i primi 5 chilometri del percorso della mezza maratona, passando per Piazza Ducale, il Castello Sforzesco e lungo le strade più suggestive del centro storico di Vigevano, assieme a gruppi di volontari sempre più numerosi, accompagneranno i partecipanti disabili lungo tutto il percorso, rendendo ancora più divertente la camminata.

Quest’anno, per la prima volta, prenderà parte alla manifestazione anche la squadra sperimentale di pallavolo in carrozzina di Pavia “Volley a 4 Ruote” che sta facendo molto parlare di sé per aver sviluppato e dato vita alla nuova disciplina del volley in sedia a rotelle.

Oltre a loro, molte saranno anche le associazioni coinvolte come Anffas, Aias, Fileremo, Fucina, Quadrifogli, Oftal di Garlasco, Handbike Garage, Unitalsi e Maratonabili.

Tutte le informazioni sulle modalità d’iscrizione e partecipazione alla Scarpadoro Ability sono disponibili sul sito www.scarpadoro.it

#GiusyVersace

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Intervista a Maricla Pannocchia, presidente dell’Associazione di Volontariato “Adolescenti e Cancro”

Maricla Pannocchia

Intervista a Maricla Pannocchia, presidente dell’Associazione di Volontariato “Adolescenti e Cancro”

di Maria Stella Falco

Annualmente, il 15 febbraio si celebra la Giornata Mondiale Contro il Cancro Infantile. Ritenendo utile far riflettere su un attuale “rilevante problema di sanità pubblica”, che “resterà tale in un futuro prevedibile, a meno di introdurre efficaci strategie di controllo”.

ItaliAccessibile propone un’intervista a Maricla Pannocchia, fondatrice e presidente dell’Associazione di Volontariato “Adolescenti e Cancro”; già autrice di “Attimi di noi”, già recensita raccolta di storie di vita di alcuni ragazzi supportati dalla sua Associazione.

L’intervista prende spunto dalla sua seconda pubblicazione, il romanzo “verosimile ma comunque frutto della mia fantasia” Le cose che ancora non sai, Astroedizioni, 2017 – di cui nei giorni scorsi abbiamo scritto.

D. Cosa racconteresti del tuo romanzo a chi ancora non l’ha letto. Pensavo fosse solo il racconto di un’amicizia tra due ragazze adolescenti, di cui una malata, ma molte vite si intrecciano, maturano, si evolvono, viaggiano.

R. Sì, il romanzo è un viaggio e la prima viaggiatrice sono stata proprio io. Nella storia s’intrecciano le vite di tante persone, delle due ragazze protagoniste ma anche dei loro famigliari e dei compagni di scuola. E’ un viaggio che non si presenta in anticipo, per il quale non puoi andare in agenzia a fare i biglietti; è il viaggio della vita. Sono quelle esperienze che ti prendono, ti scuotono e ti fanno cambiare; ti feriscono, ti fanno urlare di rabbia e poi ti fanno anche ridere fino alle lacrime e ti regalano attimi di vera felicità. Dunque, a un lettore che non ha ancora letto il libro, direi di aspettarsi un viaggio; di leggere con la mente e il cuore ben aperti e gli auguro di prendere qualcosa dai personaggi e dalle loro storie, per portarlo poi nella sua vita.

D. Ho apprezzato che, per vari aspetti, offra rimandi alla Letteratura inglese. Volutamente?

R. Allyson, una delle due ragazze protagoniste, sogna di diventare una scrittrice, le piace Jane Austen e ha preso il massimo dei voti in un tema su Charles Dickens. Sì, questi sono tutti aspetti voluti. Io stessa adoro i romanzi classici; penso che siano su un altro livello rispetto alla maggior parte dei romanzi contemporanei, anche solo per il tempo e la fatica che uno scrittore – o addirittura una scrittrice – faceva allora. Oggi, sembra che chiunque possa diventare scrittore in pochi secondi.

D. Secondo la tua esperienza a contatto con adolescenti malati, cosa vuol dire accettare la morte, in generale e per gli adolescenti? In generale, ritieni che si possa davvero accettare la morte?

R. Non posso parlare per i ragazzi, ma io, adesso non ho più paura della morte. Ovviamente vorrei arrivare alla vecchiaia perché ho un sacco di cose che ancora voglio fare, incluso far crescere l’Associazione, però grazie ai ragazzi ho capito che la paura di morire si sconfigge vivendo. Parlo della vita vera, e questo è il problema; la vita vera è difficile da scoprire, da capire, da trovare ma credo che, vivendo un’esistenza piena, aiutando gli altri e facendo il possibile per crescere come anime, quando arriverà il nostro momento sapremo di aver utilizzato al meglio il tempo che ci è stato concesso e potremo andare serenamente. La morte è inevitabile per tutti, credo che le armi per combatterne la paura siano appunto la vita, l’amore e il parlarne. Forse, se la morte non fosse considerata un taboo come spesso accade, la gente ne avrebbe meno paura.

D. Le protagoniste, inizialmente, non ritengono necessario essere aiutate da una psicologa. Coleen afferma che “la leucemia è una malattia del corpo” . Non vuole pensare, lei per prima, che la patologia si impadronirà della sua mente e della sua anima. Quanto conta l’aiuto psicologico, in vicende come quella che hai narrato?

R. Tanto. Coleen reagisce in quel modo proprio perché non vuole ammettere con sé che la malattia sta intaccando anche la sua salute mentale, ma conosco diversi ragazzi che hanno affrontato difficoltà mentali durante o dopo le cure. Parlo di depressione, ansia, attacchi di panico… anche le malattie e i disturbi mentali spesso sono considerati taboo, si fa presto a considerare qualcuno un “pazzo” mentre le malattie fisiche sono, in qualche modo, più accettate. Ecco perché Coleen non vuole ammettere l’impatto della malattia sulla sua salute mentale; ha paura della reazione degli altri e lei stessa non accetta la situazione.

D. Dopo “Attimi di noi”, ancora una volta, spazio in un tuo lavoro al tema del tempo, del suo valore, che si riscopre!

R. “Attimi di noi” è un testo diverso perché raccoglie le storie di alcuni dei ragazzi supportati dalla mia Associazione di volontariato (scaricabile gratuitamente dal sito www.adolescentiecancro.org ) mentre “Le cose che ancora non sai” è un romanzo verosimile ma comunque frutto della mia fantasia. In ogni caso sì, penso che quando parli di una malattia come il cancro, che ti mette faccia a faccia con la possibilità di morire, sia quasi naturale parlare anche del tempo. Personalmente, è un po’ che credo che il tempo come lo misuriamo noi umani non sia il vero Tempo. Come dice Coleen nel romanzo, credo che il vero Tempo sia un’entità che non ha niente a che vedere con le sveglie e le campanelle della scuola. Il valore del tempo, poi, è spesso dimenticato; spesso prendiamo la vita per scontata, diciamo “fra un mese andrò in Giappone” o “Non ho voglia di farlo ora, il prossimo anno comincerò un corso di teatro” ma chi ce l’ha detto che abbiamo questo lusso, che il prossimo anno o il prossimo mese saremo ancora qui e saremo in grado di fare quello che vogliamo? Il tempo è un dono e un lusso e dovremmo ricordarcelo più spesso.

D. Esponi la “teoria” del cerchio della vita personale.

R. Nasciamo, e quello è il punto di partenza del nostro cerchio, e poi moriamo (punto di chiusura). Tutto ciò che c’è nel mezzo è vita. I punti si ricongiungono. Questo vale per il cerchio terreno, secondo me; credo che poi ci sia un altro cerchio che è cominciato chissà quando, prima della nostra nascita, e che finirà chissà quando e chissà dove perché personalmente ho sempre pensato che quello sulla Terra sia solo un viaggio, una fase di passaggio; non ho idea del perché dobbiamo passare di qui, ma dato che ci siamo, tanto vale goderselo questo viaggio.

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