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Donne e disabilità

Donne e disabilitàHome pageItaliAccessibile NotizieLibri: segnalazioni, recensioniMaria Stella Falco

RECENSIONE DE “I PASSI DELL’AMORE” di Nicholas Sparks

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Recensione libri

“Ma erano soprattutto i passi dell’amore”

(Landon, op. cit., p. 226)

di Maria Stella Falco

https://www.facebook.com/LemieRecensioniLibriFilmeSerieTelevisive/

Nicholas Sparks, scrittore americano contemporaneo, scrive il romanzo sentimentale “I passi dell’amore” nel 1999, ispirandosi alla storia di vita della sorella minore Danielle, morta, l’anno successivo (2000) a soli 33 anni, per una malattia incurabile.

All’inizio del romanzo il protagonista maschile, Landon Carter (personaggio omonimo di uno dei figli dell’autore), ora adulto, ripercorre un periodo molto significativo vissuto a 17 anni, negli anni Cinquanta, a Beaufort: la sua storia d’amore con Jamie Sullivan.

La protagonista femminile Jamie Sullivan, come la sorella di Nicholas Sparks, è un’adolescente dolce e sempre allegra, impopolare a scuola, cattolica osservante. Tutto ciò che la ragazza desidera è realizzare il suo più importante desiderio (tra i tanti desideri che ha): sposarsi.

Quando scopre di essere ammalata di un cancro incurabile affronta sempre la sua malattia con positività, sostenuta da suo padre – un pastore battista.

Durante la sua malattia, complice una recita scolastica, incontra e conosce Landon, un ragazzo “ribelle” da poco lasciato dalla fidanzata. A Landon, Jamie, chiede di non innamorarsi di lei. Jamie, dunque, all’inizio, allontana Landon. Anche lui, per un lungo periodo, non riesce a immaginare di potersi innamorare di una ragazza come Jamie. Eppure, alla fine, questo succede. Anche quando scopre perché lei lo allontana, per la sua malattia, anche quando sa che l’amata non si salverà, le chiede di sposarlo.

Apprezzo il lavoro che qui recensisco perché è un romanzo sentimentale basato su una storia di vita vissuta. Inoltre, apprezzo il romanzo perché, attraverso parole che restano nel cuore, testimonia e racconta la forza, la resilienza ed i sentimenti di chi deve affrontare situazioni di vita difficili.

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Donne e disabilitàHome pageItaliAccessibile NotizieLibri: segnalazioni, recensioniMaria Stella Falco

Recensione de “La poesia non cerca seguaci, cerca amanti”. Eleonora Amato “LA VERA BELLEZZA E’ LA DIVERSITA”

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di Maria Stella Falco

Recensione de “La poesia non cerca seguaci, cerca amanti”, Aletti Editore, 2018: un’ antologia – monografia letteraria sorprendente.

LA VERA BELLEZZA E’ LA DIVERSITA’

(Eleonora Amato, L’anima mi sussurra parole, in op. cit.)

Una frase di Federico Garcia Lorca – “La poesia non cerca seguaci, cerca amanti” – intitola un’interessante e sorprendente pubblicazione edita da Aletti Editore (2018) germogliata dalla “incredibile esperienza” del “Festival Letterario Il Federiciano” – progettato e realizzato da Aletti.

Nel testo “coabitano” (op. cit. Pref) tre raccolte poetiche di altrettante giovani e promettenti autrici.

L’Editore Aletti, nella Prefazione, scrive:

(…) questa raccolta (…) raffigura un ossimoro: è un’antologia di tre (autrici), tuttavia si può esaminare come una monografia, sia per numero di testi presentati (dalle singole autrici), sia per impostazione e veste grafica (op. cit., adatt.)

Prosegue affermando che l’opera:

(…) inserendosi nella tradizione letteraria e artistica dei grandi centri urbani (…) che hanno realizzato stagioni indimenticabili della storia della cultura mondiale, ci indica che la poesia è dialogo, confronto e conoscenza.

(Eleonora Amato, Nadia Magaraggia, Giulia Quaranta Provenzano) metaforicamente (…) si incontrano come avveniva nei caffè letterari di un tempo, per leggere e ascoltare quello che di rappresentativo hanno da offrire. (op. cit. adatt.)

Successivamente, le autrici condividono questo risultato “obbligato” – per struttura della silloge – con lettori che rimangono stupiti da come, il lavoro complessivo, parli a loro, di loro; alla loro anima, della loro anima.

Iniziando a sfogliare il libro, le tre raccolte contenute, ci si accorge che, tutte le raccolte, tutte le poesie, scritte da tre giovani autrici, parlano al lettore esprimendo sentimenti e consapevolezze che ci si augura tutti possano raggiungere, riguardo a tanti aspetti e a tante sfaccettature “universali” della vita (che lascio scoprire).

Ogni autrice, certo, scrive in versi – “con la propria individualità e metro stilistico” (op. cit., Pref.)- il proprio punto di vista sulla vita, sui suoi eventi, sui suoi momenti ma, nel complesso, ne nasce un’opera uniforme, “che fa nascere quella contaminazione di culture e esistenze che è da sempre il fondamento del progresso”. Tutto ciò perché tutti i versi hanno valenza positiva, incarnano quella resilienza che ha portato le autrici a scrivere col cuore, con l’anima.

Dato che non è facile raggiungere tutte queste consapevolezze, riuscire a tradurle in immagini poetiche è un risultato molto utile al lettore.

Per i temi cari a ItaliAccessibile, riporto – proponendone poi un breve commento – una strofa della poesia di Eleonora Amato intitolata “LA VERA BELLEZZA” (in L’anima mi sussurra parole).

La vera bellezza è la diversità

impara questo

e troverai la felicità”

Parole semplici, dolci, vere, vissute in prima persona: “per scriverle ho pensato alla diversità in generale lasciando trasparire tra le righe anche (il riferimento al)la disabilità” – afferma l’autrice. Parole ben scelte, accuratamente accostate. Incastonato, in un verso, però, è un verbo “forte”, che porta a chiedersi se qualcuno possa davvero indicarci come, o dove, trovare “la felicità”.

Conoscendo l’autrice di questi versi, so che, sempre, Eleonora, semplicemente, suggerisce una chiave di lettura, una prospettiva dalla quale si può guardare con occhi “nuovi e maturi” la vita, la propria condizione di vita, perché, – condividendo quanto afferma l’Editore nella Prefazione dell’opera – “La scritta parola cerca sempre nuovi percorsi traiettorie da principiare (…)”. Ancora, soprattutto, Eleonora trascrive in versi, la sua vita e le sue esperienze umane e culturali.

Ecco qualche informazione – tratta e rielaborata dalla sua nota biografica a corredo della sua raccolta – sull’autrice dei versi citati e commentati sopra: Eleonora Amato, trentenne, nata in Svizzera ma originaria di

Castrignano dei Greci, un piccolo paese della provincia di Lecce, fin da piccola ama molto leggere e scrivere e dilettarsi soprattutto nella composizione di poesie. Si laurea in Lettere moderne col massimo dei voti all’Università del Salento (2014), con una tesi in Letteratura italiana contemporanea intitolata La narrativa dell’anima: viaggio attraverso i romanzi di Susanna Tamaro, una scrittrice che ama molto e della quale conosce ogni opera; una scrittrice che la ispira: per Eleonora, infatti, le poesie sono un “viaggio nell’anima”.

La raccolta L’anima mi sussurra parole, inscritta nel progetto letterario recensito, è la sua prima raccolta e la realizzazione di un sogno, infatti per Eleonora la scrittura è l’espressione più nobile dell’arte.

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Le donne con disabilità contro ogni discriminazione e violenza

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di Maria Stella Falco

Oggi, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, come ogni anno, in tutto il mondo, ci si mobilita e, attraverso vari eventi, a cui parteciperanno pure tante donne disabili, si dice il proprio “no” ad ogni forma di violenza contro le donne.

Guardando all’Italia, segnaliamo la manifestazione romana “Non una di meno”, iniziativa alla quale ha aderito formalmente la FISH ((Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), e che dunque vedrà la partecipazione di molte donne disabili con uno striscione e una scritta: “Le donne con disabilità contro ogni discriminazione e violenza”. E’ certo che le donne disabili siano maggiormente esposte al rischio di subire violenza (fisica e psicologica) o emarginazione, in virtù del loro essere donne-disabili.

ItaliAccessibile vi invita a riflettere sul fenomeno della violenza sulle donne proponendovi la sinossi di un romanzo scritto dall’autore “emergente” salentino, casaranese, Francesco De Giorgi, classe 1984.

Nel 2007 laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Siena. Il suo primo romanzo è stato Tu prepara il filtro (Besa, 2011).

Leggendo il romanzo Una buona stella (Lupo Editore, 2013), ricevuto in dono alla premiazione del Concorso “Obiettivo Inclusione”, indetto dall’Istituto “Olivetti” di Lecce, col patrocinio di importanti partners, chi scrive ha potuto conoscere una storia di violenza. Una storia di violenza – ambientata nel Salento – che, seppur frutto dell’inventiva dell’autore, l’ha ha portata a riflettere ulteriormente su un tema che, purtroppo è sempre drammaticamente reale.

Quanto tale fenomeno sia diffuso, e dunque da contrastare, chi scrive, chi scrive, l’ha potuto dedurre da esperienze formative nell’ambito del Servizio sociale; tuttavia, proponendo la sinossi e uno stralcio di un romanzo sul tema, chi scrive, vuole dimostrare l’utilità di certa letteratura.

SINOSSI: Francesco De Giorgi, Una buona stella, Lupo Editore, 2013

Franco Quadriglia è un impiegato comunale cinquantenne di Gallipoli, una persona insoddisfatta e infelice. La sua vita è fatta di routine e sufficienza. Gli unici attimi di felicità nel torpore dei suoi giorni sembrano essere offerti dalla presenza di Carmela, la donna che ha sempre amato e che non ha mai avuto. E proprio quando il grigiore della sua esistenza sembra ormai destinato a sommergerlo e a soffocarlo definitivamente, arriva Stella.

Una bellissima ragazza albanese, dall’aspetto etereo ma dal passato infernale. La diciassettenne è vittima del racket della prostituzione, i cui segni non sono solo scolpiti nella sua anima, ma sono tangibili soprattutto sul suo corpo. Fra solitudini, malvagità e incomprensioni, fra i due si instaura un rapporto speciale, forse preludio di salvezza.

Purtroppo, però, non sempre l’incontro ‘con una buona stella’ porta a un ‘lieto fine’. Spesso si vive solo elemosinando attimi di fugace felicità.

[Franco] è appena uscito dalla caserma dei carabinieri, dopo aver effettuato una denuncia per sfruttamento della prostituzione e della pornografia minorile. E per violenze e lesioni su una minorenne. Un coraggio inaspettato, venuto fuori solo per merito di una frase detta la sera prima: ci sono io adesso!

In questo momento ripensa all’intero pomeriggio trascorso a deporre in caserma; a raccontare la storia di Stella. Ripensa alle domande serrate che gli sono state poste e alle risposte bugiarde riguardo una certa Stella Shingerji, <<trovata per caso qualche notte fa, bisognosa di aiuto>>. D’altra parte, non poteva mica dire ai carabinieri che aveva assunto in nero una ragazza priva di documenti. Così gli è venuto in mente di prepararsi una storia falsa pur di poter raccontare la vita di una giovane ragazza albanese, arrivata in Italia clandestinamente, costretta a prostituirsi. […]

[…] Non è da tutti raccontare ai carabinieri i modi con cui i vari clan della mafia albanese prelevano le ragazze dalle loro famiglie e le portano in aree controllate, la violenza inaudita esercitata nei loro confronti, le minacce e le pressioni fisiche per costringerle a prostituirsi.

<< La ragazza adesso si trova a casa mia >> ha dichiarato.

Ritrova sulla pelle gli stessi brividi di paura che aveva avvertito lungo il tragitto da casa fino alla caserma.

<< Sta a casa. C’è anche mio padre >>.

Ha spiegato a lungo a Donato le cose da dire ai carabinieri, per tranquillizzarlo riguardo alla probabile visita delle forze dell’ordine e per fare in modo che non mettesse nei guai Stella e figlio in merito al lavoro nero. Dovrà solo confermare che per due giorni la ragazza ha dormito in quella casa perché è stata trovata bisognosa d’aiuto. Se gli riesce, dovrà anche sembrare più rincoglionito del solito. Del resto non sa nulla.

Quando una pattuglia dei carabinieri è andata a casa Quadriglia per prelevare la ragazza, ha trovato però solo il povero Donato, che a fatica è riuscito ad aprire il portone dal pulsante sul citofono. Aveva in mano un rosario e la televisione accesa su La vita in diretta.

<< Maresciallo, la ragazza non era in casa >> ha detto un ragazzo sui trent’anni, in divisa, al ritorno dall’ispezione.

Franco se lo aspettava. Ha fatto di tutto per lei, per ridarle una libertà, ma se lo aspettava. E alla notizia è rimasto impassibile, fissando il maresciallo in attesa di qualche decisione.

<< Deve essere scappata! >> ha detto senza stupore.

Sono partite alcune volanti alla ricerca della ragazza, ma dentro di sé Franco sa che, se ha deciso di andarsene da quella casa, Stella non si farà mai prendere.

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DORA UNA VOCE PER UN AIUTO – PUNTATA DEL 22 OTTOBRE 2017

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DORA UNA VOCE PER UN AIUTO – PUNTATA DEL 22 OTTOBRE 2017 – WEB RADIO SOCIALE DIRETTA DA DORA MILLACI
Sondaggi Dr. Cisternino, poesia vincitrice Mini-concorso, Simposio a Roma AIMO (malattie rare della retina), corso a Napoli per infezioni respiratorie, autismo corso per strategie di intervento, autismo e la Casa di Peter Pan, seminario “Oltre la dislessia”, presentazione libro di Claudio Borghi, mese Spina bifida e evento conclusivo, primo soccorso cani, un mezzo per la libertà (progetto UILDM sez. Ottaviano), convegno sulla Distrofia Miotonica.

Ascolta “Puntata del 22 ottobre 2017” su Spreaker.

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DORA UNA VOCE PER UN AIUTO – PUNTATA DEL 15 OTTOBRE 2017

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di Dora Millaci

Sondaggi. Poesia Mini-Concorso, Laboratorio teatrale per bambini Ass. Alta-Lena, Mostra fotografica “Delizie in bici”, X ed. Seminario educare alle emozioni, presentazione libro Noria Nalli (storie vere di disabilità), Presentaz. libro Nicola Pezzoli, Giusy Versace a Teatro, Corsi difesa personale per donne, Fondazione Telethon e Progetto Andare Lontano, Evento Bicinrosa per il tumore al seno

 

#bambini#malattierare#sclerosimultipla#tumorialseno#violenzasulledonne #GiusyVersace

 

clicca sul pulsante sopra per seguire la puntata

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Dora Una Voce per un Aiuto

Dora una Voce per un Aiuto – Puntata del 7 maggio 2017

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Dora una Voce per un Aiuto – Puntata del 7 maggio 2017

Web Radio Sociale di Dora Millaci @DoraMillaci

Sfilata semiseria per cani, Sindrome di Usher, Blind Verbal Behavior tiene un corso, Manifestazione Naz. UILDM, Walk Of Like Napoli 2017, poesia vincitrice Mini-concorso, presentazionee libro di Zoe Rondini “Nata Viva” autobiografico, autismo e scuola, Appello per centro Riabilitativo Santa Lucia, Seminario a Genova su Cyberbullismo, Firma petizione per Abramo Zampella. Sondaggi.

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Danza e disabilitàDiversamente AbiliDonne e disabilitàHome pageItaliAccessibile News @ltItaliAccessibile NotizieNotizie DisabilitàSociale

IO, FEDERICA L’AMORE PER DANZA OLTRE LA DISABILITÀ

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di Federica Bambaci

Federica Bambaci - danza in carrozzina
Federica Bambaci – danza in carrozzina

Raccontarmi nel blog ItaliAccessibile, far conoscere le mie idee e i miei progetti imminenti è sempre un piacere. L’arte trova sempre un preminente spazio nella mia vita, come una tela bianca che ogni giorno tento di dipingere con emozioni e sensazioni mai provate prima, e lasciarle scorrere attraverso il web trovo abbia una certa valenza.

Cimentarsi in questo campo può rivelarsi insidioso, le difficoltà con le quali si viene immediatamente a contatto sono evidenti, ma spesso si tende, superficialmente, ad ignorarle. La mia brama di volontà nel voler applicare fisicamente ciò che la mattina –alzandomi– idealizzo, è spesso destabilizzante: mi trovo a dover metabolizzare un confronto col mio stesso limite fisico (tetraparesi) il quale influisce molto sul sistema motorio ed è causa di sconforto; quando la prestazione non può essere pienamente sufficiente, quando il corpo non è in grado di seguire la mente, la mia creatività ne risente parecchio, e l’impatto con il mondo esterno non contribuisce in alcun modo a rendermi esente da questo sentimento.

In particolar modo nella danza, spesso e volentieri si è avvezzi ad affrontare un confronto tra le varie disabilità in campo artistico; e ciò rende implicito il grado di valutazione al quale sono soggetta, coesistente a causa della qualità di movimento minore che posseggo rispetto, per esempio, ad un artista affetto da paraplegia. Quando si pensa alla danza in carrozzina, è infatti di immediata e assoluta evidenza l’immagine di un artista paraplegico –patologia che ti permette di applicarti meglio.

L’impatto con il pubblico è inevitabilmente più acuto, arriva –a ragione– in maniera più diretta, ma ciò non annulla la mia volontà di dimostrare chi sono, che porto con me sul palco ogni qualvolta si presenta l’occasione. Gli applausi della gente mi soddisfano, come persona e artista, ma accettare la mia condizione che inevitabilmente comporta un limite pensiero-corpo, è estremamente difficile. E lo è maggiormente quando, in un famoso talent televisivo, in una ragazza eccellente nell’interpretazione di un Ofelia, io vedo me stessa; e comprendo che, malgrado la mia volontà, un imitazione dell’omonima mi è estremamente difficile. Nonostante ciò, da quando ci siamo lasciati ad oggi, ho continuato imperterrita ad inseguire i miei sogni, facendo mio ogni punto di forza di fronte a qualsiasi limite, partecipando come modella in carrozzina a manifestazioni organizzate da associazioni della zona; prendendo parte a progetti di fotografia e future collaborazioni con ballerini che da qui a poco partiranno per gli Stati Uniti grazie a delle borse di studio e, soprattutto, lavorando ad un secondo videoclip che uscirà a breve –a me caro per la tematica trattata–, il quale contenuto spero possa arrivare al cuore di molti.

Ringrazio sentitamente Pierpaolo Capozzi, responsabile di questo blog, che mediante questo articolo mi ha dato la possibilità di esprimermi e, ancora una volta, mettermi a nudo con una delle attività che più amo: la danza.

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AccessibilitàDiritti dei disabiliDonne e disabilitàEsperienze Accessibili di Maria StellaHome pageItaliAccessibile News @ltItaliAccessibile NotizieNotizie DisabilitàSalentoSesso e disabilità

UNA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA PER ABBATTERE I TABU’ SU SESSUALITA’, AFFETTIVITA’ E DISABILITA’

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UNA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA PER ABBATTERE I TABU’ SU SESSUALITA’, AFFETTIVITA’ E DISABILITA’

Abbattitabù - Università del Salento
Abbattitabù – Università del Salento

di Maria Stella Falco

Anche se non ho potuto partecipare all’evento di ieri, ve ne ho dato notizia con un post sulla pagina Fb di ItaliAccessibile: presso il Rettorato dell’Unisalento, si è si è svolta ieri la conferenza stampa di presentazione della rassegna cinematografica del progetto “Abbattitabù” (http://www.italiaccessibile.it/abbattitabu-abbattiamo-tabu-sessualita-affettivita-disabilita/) sul tema “affettività, sessualità e disabilità”.

Questa iniziativa partirà, con la prima proiezione (“La sfida di Jace”), il 29 marzo a Lecce, c/o le Officine Cantelmo, ore 18.30. L’appuntamento cadrà il mercoledì. Tutti e quattro i film che saranno proposti – tutti i titoli, e le date in cui saranno proposti, sono nella locandina dell’evento – raccontano la disabilità, quattro storie che coinvolgono persone con differenti disabilità. Il filo conduttore della rassegna sarà il tema dell’affettività e della sessualità, affrontato da “un’angolazione insolita” – ha detto Serena Grasso, peer educator di “Abbattitabù” durante la Conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa.

La rassegna cinematografica si rivolge a quanti – famiglie, persone non disabili, ecc. – vogliono, per vari motivi, avvicinarsi al tema dell’affettività e della sessualità delle persone disabili.

Secondo la direttrice Generale dell’Asl Lecce, attualmente, tutti gli “attori sociali” – dunque, anche i servizi – mostrano di affrontare questo tema con una consapevolezza sempre maggiore, ma “occorre ancora abbattere la credenza diffusa che la dimensione affettiva e sessuale nei disabili sia secondaria rispetto ad altri bisogni della vita”.

Secondo la delegata del Rettore, prof.ssa Eliana Francot, la rassegna si propone di dare il suo contributo in questo senso, cioè di innalzare le “conoscenze in materia di disabilità” e di contribuire “al miglioramento della qualità della vita degli studenti”

Come ha affermato il prorettore dell’Unisalento , l’Università dà “grande importanza al tema affrontato ed alla capacità di lavorare in sinergia con altri enti” in seguito a protocolli di intesa stipulati tra varie realtà: l’Università, in particolare l’Ufficio integrazione disabili; la struttura sovradistrettuale di riabilitazione dell’Asl di Lecce; in questo caso, le Officine Cantelmo, che ospiteranno le proiezioni.

In ultimo, qualche “nota di servizio”: sarà garantita, ad eccezione del primo film, per motivi tecnici, trattandosi di una produzione per la tv, l’accessibilità dei contenti proposti. Tutti i film, infatti, saranno sottotitolati; personale specializzato, inoltre, sarà disponibile a raccontare i film ai non vedenti. Relativamente all’accessibilità del luogo, le Officine Cantelmo sono accessibili: l’ho anche sperimentato personalmente.

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Scuola nazionale cani guida

CON “ABBATTITABU’ ABBATTI(AMO) I TABU’ SU SESSUALITA’, AFFETTIVITA’ E DISABILITA’

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Foto equipe Abbattitabù

di Maria Stella Falco

In occasione del World Social Work Day vissuto il 17 marzo 2015 promosso dalle associazioni internazionali del Servizio Sociale IFSW, il Corso di Studio in Servizio Sociale e in Progettazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali, d’intesa con l’AIDOSS (Associazione Nazionale Docenti di Servizio Sociale), ha organizzato un momento celebrativo attraverso un “open forum” rivolto a studenti e assistenti sociali sui temi del Servizio Sociale e promozione della dignità e del valore delle persone il giorno 31 marzo 2015.

In tale occasione ho avuto modo di riflettere e di avvicinarmi, come persona e come studentessa di servizio sociale, a questioni che, prima di allora non avevo approfondito.

In particolare, dialogando con docenti, professionisti e con gli altri partecipanti al tavolo, ho ricevuto un input che mi ha portato ad interessarmi al tema dell’affettività e della sessualità delle persone diversabili.

Successivamente, personalmente e professionalmente, ho voluto “coltivare” tale interesse, partecipando ad altre iniziative inerenti ad esso.

Ho cominciato a collaborare al “Progetto Abattitabù”, nato dalla cooperazione dei Gruppi di Lavoro dell’Ufficio Integrazione Disabili dell’Università del Salento e della Struttura Sovradistrettuale di Riabilitazione dell’Asl Lecce, all’interno di un Protocollo d’Intesa tra i due enti.

Abbattitabù” è una sperimentazione che si inserisce in un percorso, avviato da tempo dai due enti, che vuole mettere al centro dell’attenzione la persona con disabilità in tutte le sue dimensioni (di studio, di lavoro, di tempo libero e di affettività). Tale sperimentazione coinvolge anche alcuni studenti universitari disabili che stanno seguendo un percorso di peer educator (io, Serena Grasso, Giacomo Linciano, Danilo Mi).

Logo Abbattitabù

La prima fase del progetto ha previsto l’istallazione di quattro cassette delle lettere presso punti nevralgici delle sedi universitarie dell’Unisalento (l’Ufficio Integrazione, la Biblioteca interfacoltà di Studium 2000; le segreterie studenti del palazzo Codacci Pisanelli ed Ecotekne) per raccogliere domande, curiosità, ecc. sul tema della sessualità, affettività e disabilità

Le risposte, a cura dei peer educator dell’Ufficio Integrazione Disabili e degli esperti del Servizio di Consulenza Sessuologica alle persone disabili della Asl Lecce, sono pubblicate la prima settimana di ogni mese sulla pagina facebook https://www.facebook.com/abbattitabu. Vi invitiamo a seguirci!

Essere peer educator mi sta consentendo fare esperienza, personale e “professionale”. Ho la possibilità di confrontarmi, come persona disabile e come futura assistente sociale su temi, quali l’affettività e la sessualità delle persone disabili, che per molti (disabili e non) rappresentano ancora un tabù. È necessario impegnarsi socialmente e offrire alla gente occasioni di riflessione in modo che tali pregiudizi e stereotipi vengano superati, o almeno mitigati.

Su questi argomenti è necessario sensibilizzare, informare, “metterci la faccia”, dando anche consigli “contestualizzati” in risposte a quesiti che ci vengono posti, per “dimostrare” che la persone disabili hanno diritto a vivere e possono vivere tutte le dimensioni di vita.

 

 

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Libri: segnalazioni, recensioni

Chiacchierando con Carlotta sul suo libro autobiografico “Quegli Attimi Di Felicita”

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Chiacchierando con Carlotta sul suo libro autobiografico “Quegli Attimi Di Felicita”

di Gianluca Iandolo

Libro “Quegli Attimi di felicità” di Carlotta Orefice

Salve quest’oggi voglio farvi partecipe della “mia chiacchierata informale ” con Carlotta Orefice, ragazza con disabilità motoria, autrice del libro  “Quegli Attimi di Felicita”. E’ un libro autobiografico, fresco, di veloce comprensione ma soprattutto ricco di emozioni e sensazioni vissute che si trasmettono al lettore.

Per questo vi trasmetto il contenuto di questa “chiacchierata”:

Da dove nasce l’idea di raccontarti?

Perche voglio aiutare le persone che sono nelle mie stesse condizioni rialzarsi più forti, come ho fatto io!!

Quindi per dare un messaggio di “d’ispirazione e rinascita”?

Si

Nelle tue pagine avverte un lungo cammino di consapevolezza e una forte voglia di vivere

Voglia di vivere tanta,con tutte le sue difficoltà e il desiderio di farsi accettare nonostante la disabilità! Odio le persone che ti passano vicino e ti dicono <<bella che peccato pero…>>. Ho tanta rabbia per loro che non ci accettano e che credono che la loro vita sia migliore della nostra

Ci riuscirò!

Certo che ci riuscirai, ci stai già riuscendo! Non è da tutti mettere nero su bianco un pezzo della propria vita dicendo “io ci sono e sono così!!”

Forse sono stata fortunata ad avere una famiglia alle spalle che mi ha fatto e mi farà ancora superare ogni cosa.

Sicuramente sono i tuoi capi saldi oltre gli amici, giusto?

Giustissimo

Nel libro ci sono oltre alle profonde ed intense lettere ai tuoi cari anche dei posti e degli episodi della tua vita, come mai ?

Il mio vissuto,ciò che mi ha segnato, il mio primo fidanzato, la prima persona che mi ha accettato, la mia migliore amica ed ancora la mia Taene che più di un’amica è una sorella che mi ha portato in Brasile per un mese intero, non lo dimenticherò mai più. Nella mia vita adesso c’è tanto, un nuovo amore e poi Erica il mio attuale “angelo custode” l’adoro . Chi sa se un giorno scriverò ancora!!

Oltre la scrittura quali sono le tue passioni?

Viaggiare, la fotografia,la salsa e faccio anche lezioni di canto in un accademia

La conclusione di questa chiacchierata/intervista come dir si voglia, è stata ricca di significato e di emozione un come “Quegli Attimi Di Felicita” che potete trovare online : Quegli attimi di Felicità

Grazie per aver letto il nostro articolo puoi aiutaci con una donazione a portare avanti i nostri progetti

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Donne e disabilità

8 MARZO: “NON AVERE PAURA, DENUNCIA” , LO SPOT CONTRO IL FEMMINICIDIO DELLA ONLUS L’ARTE NEL CUORE

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“Non avere paura, denuncia” è lo spot realizzato in occasione della Festa della Donna, dagli allievi disabili e normodotati della Onlus L’Arte nel Cuore, per sensibilizzare l’opinione pubblica contro i femminicidi.

Lo scopo dell’iniziativa – spiega una nota – è quello di esortare le vittime a denunciare gli episodi di violenza, fisica e/o psicologica che avvengono tra le mura domestiche ma non solo. Un appello contro i maltrattamenti di genere che parte dal profilo facebook official dell’Associazione “perché nessuna donna si senta mai più sola”, dichiara Daniela Alleruzzo, presidente della Onlus.

Nel video, le immagini del rogo del 1909 negli Stati Uniti dove morirono più di 100 donne si alternano a quelle delle donne maltrattate, abusate, uccise in questi ultimi anni da chi diceva di amarle, e poi si chiude con una carrellata di volti famosi che celebrano le conquiste delle donne, un monito a rispettarsi sempre. Lo spot termina con la frase “No violenza sulle donne”.

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Dora Una Voce per un Aiuto

Dora una Voce per un Aiuto – Puntata del 26 febbraio 2017

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Dora una Voce per un Aiuto – Puntata del 26 febbraio 2017

Web Radio di Dora Millaci

Corso ABIO a Mestre, Ass. Italiana Favismo per la X Giornata Malattie Rare, Ass. Voa Voa Onlus, Corsi del dott. Cisternino, I convegno logopedia a Rimini, poesia vincitrice Mini-Concorso, presentazione libro di Antonio Lanza, libro di Daniela Lella (storie vere di violenza sulle donne), AISM e la gardenia per la ricerca. Sondaggi

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Amore e Disabilità

AMORE E DISABILITA’ NEL GIORNO DI SAN VALENTINO

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Amore e disabilità

Non si vede bene che col cuore

di Dora Millaci

Amore e disabilità San Valentino

Questa frase del Piccolo Principe a mio avviso è perfetta per comprendere l’amore e in modo particolare quando esiste nella coppia una disabilità.

Se già è difficile, complicato costruire e mantenere saldo un rapporto tra due persone sane, immaginatevi come dev’essere quando insorge una malattia grave o una disabilità.

Sono tantissime le storie che ho ascoltato di coppie sposate che si amavano alla “follia” e, che con l’arrivo di quest’intruso, del cosiddetto terzo incomodo, possiamo definirlo anche così, non hanno retto e sono “scoppiate”.

Già perché mantenere saldo un rapporto non è facile; non è tutto rose e fiori. La disabilità, la malattia ci pone davanti una realtà dura, crudele e occorre una solidità tale, un rispetto, una complicità, una base solida per durare nel tempo.

È difficile per esempio restare saldi quando si è fuori, per la strada e la gente vi guarda in maniera strana solo perché vi siete scambiati un bacio e uno dei due è in carrozzella.

È ancora più faticoso, logorante guardare la persona a cui si vuole bene stare male, giorno dopo giorno peggiorare e non poterla aiutare. Essere lì e arrabbiarsi col mondo intero, senza sapere che cosa fare per alleviare quel dolore, quella sofferenza che neppure si può capire e nonostante tutto, restarle accanto.

Divenire complici nelle piccole cose quotidiane come nell’intimità, che seppur diversa da prima, non deve mancare.

Ricordarsi della persona che si ha davanti, di quale lato del suo carattere ci ha fatto innamorare e di che cosa ci mancherebbe se non ci fosse più.
Solo così non si vedrà la malattia, la disabilità ma si andrà oltre, guardando chi si ha davanti solo con gli occhi del cuore.

In questo modo l’Amore durerà e sarà scritto con la A maiuscola, perché avrà vinto ogni battaglia che la vita ha posto dinanzi a questa coppia.

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Dora Una Voce per un Aiuto

Dora una Voce per un Aiuto – Puntata del 29 gennaio 2017

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Giusy Versace lancia la “Happy Run for Christmas” a Reggio Calabria

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Domenica 11 dicembre a Reggio Calabria torna la corsa della felicità in versione natalizia ideata dall’atleta paralimpica
Happy Run 2 Giusy Versace
Happy Run 2 Giusy Versace

Dopo un anno di pausa, domenica 11 dicembre torna sul lungomare Falcomatà di Reggio Calabria la “corsa della felicità” in versione natalizia, ideata e promossa da Giusy Versace e dalla sua associazione Disabili No Limits Onlus, per sensibilizzare i cittadini sulle tematiche dell’handicap e per correre insieme, uniti e senza limiti e diversità. La “Happy Run for Christmas” rientra, infatti, nel calendario di eventi organizzati dal Comune per celebrare il Natale. Al fianco di Giusy Versace l’attore e comico reggino Giacomo Battaglia da sempre amico della Happy Run e slogan dell’’evento è il motto “”Tutti insieme per regalare un sorriso””.

La manifestazione sarà come sempre una grande festa per grandi e piccini che animerà Piazza Indipendenza, dalle 9 alle 13. Alle 9 apriranno i gazebo per il ritiro dei pacchi gara e, i campi prova delle discipline paralimpiche. Alle 11 è prevista la partenza della corsa-camminata che vedrà correre e camminare assieme bambini, famiglie, appassionati, persone disabili e da quest’anno anche gli amici a 4 zampe. Il percorso sarà di circa 4 km e percorrerà tutto il lungomare Falcomatà fino alla stazione Centrale, per poi tornare indietro. In coda alla corsa, un Babbo Natale in bicicletta accompagnerà gli ultimi concorrenti. A mezzogiorno inizieranno le premiazioni e saranno premiati: il primo uomo, la prima donna, il primo bambino e il primo cane al traguardo. Inoltre, i cinofili potranno trovare stand delle diverse associazioni di tutela animali e chi vorrà potrà adottare un cane.

Come nel 2014, la Happy Run sarà arricchita da una serie di eventi di promozione dello sport paralimpico per avvicinare e far conoscere al pubblico le discipline dello sport per le persone disabili. Dalle 9 alle 11, in Piazza Indipendenza, sarà possibile provare il tiro con l’arco, il tennistavolo, il sitting volley e il basket in carrozzina e, novità di quest’anno, l’hockey su ghiaccio grazie alla pista allestita dalla Polisportiva dilettantistica Reghium.

Il costo dell’iscrizione è di 5 euro e dà diritto ad uno zainetto colorato contenente gadgets offerti dagli sponsor, una t-shirt, il pettorale e il cappellino rosso di Babbo Natale. Anche quest’anno i fondi raccolti dalle iscrizioni saranno destinati all’acquisto di ausili per uno o più disabili del territorio calabrese che vogliono iniziare a fare sport.

Le iscrizioni sono già aperte ed è possibile acquistare pettorale e pacco gara direttamente dal sito ufficiale www.happyrun.it.

“La Happy Run non poteva mancare un altro anno – commenta Giusy Versace – lo scorso anno per i miei impegni sportivi non sono riuscita ad organizzarla, ma quest’anno la corsa della felicità non poteva mancare perché la gente è affezionata a quest’evento e risponde sempre con grande entusiasmo. Organizzarla in occasione del Natale sarà ancora più suggestivo e divertente. Anche quest’anno – prosegue la Versace – promuoveremo diverse discipline sportive paralimpiche per consentire ai ragazzi disabili di avvicinarsi allo sport, e al pubblico di conoscere le attività per persone disabili. D’altronde la Happy Run è nata proprio per fare uscire le persone disabili da casa, creare un momento di integrazione sociale e per raccogliere fondi per acquistare e donare ausili

La Happy Run è organizzata con il patrocinio della Regione Calabria, il Comune di Reggio Calabria, il C.O.N.I Regionale Calabria e il C.I.P Calabria.

Main sponsor dell’iniziativa è PMG Italia Spa (Progetto mobilità garantita), azienda impegnata nell’adattamento di veicoli per trasporto di persone disabili.

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